martedì, dicembre 31, 2002

ultimo giorno dell'anno in arrivo.... non importa come lo passi e con chi, in fondo è solo un cambio di data... un altro passo verso il futuro... 2003
...quando ero piccolo, pensare agli anni duemila, mi faceva venire in mente ad automobili avvenerististiche, vestiti cibernetici, robots... non avevo ancora letto p.k. dick o visto odissea nello spazio... in realtà siamo + o - uguali di aspetto e di usi rispetto al 1982... però la fantascienza letteraria è stata presa dai pensatori / scienziati / politici come la realtà da disegnare... noi tutti attaccati ai nostri cellulari, lettori di mp3, web communitee etc etc... per fortuna abbiamo ancora un cervello... lo sfruttiamo...
la mini nel 2002 ha definitivamente trovato questa nuova forma di blog... comunica a tutti, e lo fa a + voci, partendo dal basso... i blogs sono una delle frontiere del comunicare di oggi, proprio in questo modo "dal basso" ma che, sfrutta le mega tecnologie fantascientifiche... non siamo luddisti (?)... scriviamo parole sensate e non, su di noi e su quello che abbiamo attorno...
ci risentiamo quando il mondo (*) sarà p+ vecchio di un anno.

* : ma perchè la datazione del tempo odierno è basata sulla cultura occidentale / cristiana ?
...sarà che in occidente siamo sempre stati dei conquistatori ? già dall'antica epoca... sino alla shell o alla microsoft passando per i fascisti su marte.

domenica, dicembre 29, 2002

ok, mi sono clonato, sono la copia speculare di fabio. funziona tutto ma c'è qualche difetto; ad esempio ho visto un film e non ho capito (sino all'ultimo) il senso (se qualcuno non me lo spiegava) : the others.

sabato, dicembre 28, 2002

Ripensavo oggi a uno scambio di battute su Fastidis in occasione della scomparsa di Joe Strummer.

Andrea: tra crass e clash, 90 volte su 100 clash.
Bruce Khetta [che poi sono io…]: Musicalmente più stimolanti, immediati e ascoltabili i Clash, politicamente più intelligenti e complessi i Crass.
Creare (volontariamente?) contraddizioni
contro
dare l'esempio.
Per me è un 2-2.

Ora, tralasciando le questioni politiche e restando fermo sulla tesi del pareggio, direi piuttosto così: leggo più volentieri i Crass, ascolto più volentieri i Clash.
Se devo pensare a quand’è stata l’ultima volta che ho ascoltato i Crass devo tornare indietro ad almeno tre anni fa. In compenso mi trovo spesso a leggere i loro scritti su ANOK4U e ancora più frequentemente il bellissimo testamento/bilancio pubblicato in “Best before”.
L’ultima volta che ho ascoltato i Clash è invece piuttosto recente, ma il libro coi loro testi tradotti, pubblicato dall’Arcana, se ne sta sullo scaffale con due dita di polvere.
Certo, così il tutto è un po’ troppo semplificato (ci sono ovviamente belle canzoni dei Crass e ottimi testi dei Clash), ma se devo pensare alla cosa migliore dei Crass penso alla bontà dell’idea d’indipendenza e alla coerenza con cui è stata praticata, mentre dei Clash ammiro l’avere pensato e praticato l’internazionalismo musicale, e quindi culturale, con grande intelligenza e apertura mentale.
Che poi quest’ultimi siano stati più fruibili (qualcuno l’ha fatto notare sulla message board) non riesco davvero a vederlo come un difetto, anzi, l’aver rappresentato un’esperienza condivisa da così tante persone fa alla fine quasi pendere la bilancia più dalla loro parte.
Ma non esageriamo, al massimo, 51 volte su 100 Clash.
ho deciso che mi faccio clonare... ora si può... mi serve giusto un collaboratore per spazzolare la casa, fare la spesa, andare al lavoro in bus... io mi prendo il resto...
come dico spesso (ahime) : c'è poco da ridere e stare allegri...
e si riparla di nuovo di guerra nucleare... ma non dicevano di averla messa in pensione ?

in questi giorni di quiete ho messo qualche miglioria sul template del blog, dormito tanto, ascoltato poca musica (boards of canada - twoism) e ripreso a leggere libri.... ho solo un po' di posta arretrata... ed il #5 della mini è congelato...

lunedì, dicembre 23, 2002

pronti ad essere buoni nei prossimi giorni ?
pronti ad un nuovo massacro di innocenti ?
pubblico un commento che mi è arrivato per posta elettronica.

Racconti la verità al popolo, signor Presidente, sul terrorismo. Se le illusioni riguardo al terrorismo non saranno disfatte, la minaccia continuerà fino a distruggerci completamente. La verità è che nessuna delle nostre migliaia di armi nucleari può proteggerci da queste minacce. Nessun sistema di Guerre Stellari (non importa quanto siano tecnologicamente avanzate né quanti miliardi di dollari vengano buttati via con esse) potrà proteggerci da un'arma nucleare portata qui su una barca, un aereo, una valigia o un'auto affittata. Nessuna arma del nostro vasto arsenale, nemmeno un centesimo dei 270 miliardi di dollari spesi ogni anno nel cosiddetto "sistema di difesa" può evitare una bomba terroris ta. Questo è un fatto mi litare. Signor Presidente, lei non ha raccontato al popolo americano la verità sul perché siamo bersaglio del terrorismo quando ha spiegato perché avremmo bombardato l'Afganistan e il Sudan. Lei ha detto che siamo bersaglio del terrorismo perché difendiamo la democrazia, la libertà e i diritti umani nel mondo. Che assurdo, signor Presidente! Siamo bersaglio dei terroristi perché, nella maggior parte del mondo, il nostro governo difende la dittatura, la schiavitù e lo sfruttamento umano. Siamo bersaglio dei terroristi perché siamo odiati. E siamo odiati perché il nostro governo ha fatto cose odiose. In quanti paesi agenti del nostro governo hanno deposto dirigenti eletti dal popolo, sostituendoli con militari-dittatori, marionette desiderose di vendere il loro popolo a corporazioni americane multinazionali? Abbiamo fatto questo in Iran quando i marines e la CIA deposero Mussadegh perché aveva intenzione di nazionalizzare il petrolio. Lo sostituimmo con lo scià Reza Pahlevi e armammo, allenammo e pagammo la sua odiata guardia nazionale SavaK, che schiavizzò e brutalizzò il popolo iraniano per proteggere l'interesse finanziario delle nostre compagnie di petrolio. Dopo questo sarà difficile immaginare che in Iran ci siano persone che ci odiano? Abbiamo fatto questo in Cile. Abbiamo fatto questo in Vietnam. Più recentemente, abbiamo tentato di farlo in Irak. E quante volte abbiamo fatto questo in Nicaragua, e nelle altre repubbliche dell'America Latina? Una volta dopo l'altra, abbiamo destituito dirigenti popolari che volevano che le ricchezze della loro terra fossero divise tra il popolo che le ha prodotte. Noi li abbiamo sostituiti con tiranni assassini che avrebbero venduto il proprio popolo per ingrassare i loro conti correnti privati attraverso il pagamento di abbondanti tangenti affinché la ricchezza della loro terra potesse essere presa da imprese come la Sugar, United Fruits Company, Folgers e via dicendo. Di paese in paese, il nostro governo ha ostruito la democrazia, soffocato la libertà e calpestato i diritti umani. E' per questo che siamo odiati intorno al mondo. Ed è per questo che siamo bersaglio dei terroristi. Il popolo canadese gode di democrazia, di libertà e diritti umani, così come quello della Norvegia e Svezia. Lei ha sentito mai dire che una ambasciata canadese, svedese o norvegese siano state bombardate? Noi non siamo odiati perché pratichiamo la democrazia, la libertà e i diritti umani. Noi siamo odiati perché il nostro governo nega queste cose ai popoli dei paesi del terzo mondo, le cui risorse fanno gola alle nostre compagnie multinazionali. Quest'odio che abbiamo seminato si ritorce contro di noi per spaventarci sotto forma di terrorismo e, in futuro, terrorismo nucleare. Una volta detta la verità sul perché dell'esistenza della minaccia e della sua comprensione, la soluzione diventa ovvia. Noi dobbiamo cambiare le nostre pratiche. Cambiare in modo drastico la nostra politica estera la renderà sicura. Invece di mandare i nostri figli e figlie intorno al mondo per uccidere arabi in modo che possiamo avere il petrolio che esiste sotto le loro sabbie, dovremmo mandarli ricostruire le loro infrastrutture, fornire acqua pulita e alimentare bambini affamati. Invece di continuare a uccidere migliaia di bambini iracheni tutti i giorni con le nostre sanzioni economiche, dovremmo aiutare
gli iracheni a ricostruire le loro centrali elettriche, le stazioni di trattamento delle acque, i loro ospedali e tutte le altre cose che abbiamo distrutto e abbiamo impedito di ricostruire con le sanzioni economiche. Invece di allenare terroristi e squadroni della morte, dovremmo chiudere la nostra "Scuola delle Americhe"(*). Invece di sostenere la ribellione e la destabilizzazione, l'assassinio e il terrore intorno al mondo, dovremmo abolire la CIA e dare il denaro speso da essa ad agenzie di assistenza. Chi tenterebbe di trattenerci? Chi ci odierebbe? Chi vorrebbe bombardarci? Questa è la ve rità, signor Presidente. E' questo che il popolo americano ha bisogno di ascoltare.

(*) Scuola delle Americhe è un centro di addestramento militare Usa in Centro America, dove viene addestrato il personale dei corpi speciali degli
stati alleati degli Usa.
L'autore della lettera è Mons. Robert Bowman, vescovo cattolico di Melbourne Beach, Florida, ex-tenente colonnello ed ex-combattente in Vietnam dove ha
volato in 101 missioni di guerra.



domenica, dicembre 22, 2002

accendo il pc e sento provenire dal basso, rumorini strani, gracchii e blips blips : ahia il mio caro hard disk vuole abbaondonare la compagnia del mio computer... spengo, riaccendo : stessi rumorini.. uhm, spengo.. mi ricordo di aver spostato il pc dalla sua posizione per spolverare, controllo l'inserimento dei connettori, ed ecco lì la tastiera non infilata bene... passa il panico...
weekend intenso : casa da pulire e da riordinare, visto gli zu dal vivo (!!!) al paso, prima invece aperitivo iper trendy improvvisato nella redazione di una rivista. dopo mal di stomaco e sabato grigggio pre natalizio passato in radio (io il mixer e i cd), meglio che stare in giro per la città, nel caos dei regali... gita montana saltata per stanchezza, ed ora 2 cazzate sul blog...

sabato, dicembre 21, 2002

Premesso che: 1) l’altro ieri ho passato la mattinata a canticchiare Iron Man senza sapere bene il perché…
2) comprare contemporaneamente due dischi l’uno l’opposto dell’altro è una delle cose più soddisfacenti del mondo…

…date un’occhiata qua, che non c’entra niente colle suddette cose, ma c’entra un po’ con l’andare a vedere una mostra di arte contemporanea, fotografica o grafica pop a Torino.
Forse è meglio non leggiate il “manifesto”; prima entrate nel sito, leggetelo dopo semmai. Io durante l’attraversamento ho trovato qualche ingenuità e qualche (salutare) delusione, ho ritrovato luoghi familiari, ricordato sensazioni che avevo dimenticato. Sfortunatamente il mio computer, alimentato a legna, non mi carica la pagina relativa alla zona Lingotto, quella a cui sono più affezionato. Ma va bene ugualmente, in una città dalla pianta a scacchiera prima o poi ti ritrovi sempre negli stessi posti…

venerdì, dicembre 20, 2002

beh, perchè io... come un bambino canticchio i pezzi dei black sabbath, al posto di lavorare... però che pezzi : sabbath bloody sabbath, symptom of the universe, hole in the sky...
seppur anti televisivo, trovo gli osbourne magnifici... ozzy, il mangia pipistrelli, il sabba nero, che in realtà è una tranquillissima persona, a parte le mille bestemmie...
cmq oggi ho anche in testa questo brano... basta, ora lavoro...

giovedì, dicembre 19, 2002

ritengo che ci sia qualcosa di insano nel comprare un disco di martha reeves & the vandellas ed uno degli entombed nello stesso giorno, a pochi minuti di distanza.
qualcuno mi aiuti.
rubo un post... questo è il pane di i don't care.... ieri sera sono stato ad una delle date del tour dei FIREHOUSE kustom art & co: autori di magnifici poster (limitati e serigrafati a manina) che da circa 10 anni abbelliscono eventi live, copertine di dischi... arrivano da san francisco e proseguono l'arte nata proprio lì nei sixties, dei manifesti dai colori forti, psichedelici; questo tipo di "arte" (?) è un vero culto sia per gli amanti della musica che della grafica... in questo tour presentano un libro: eyesore (pubblicato anche in italia) che racconta le loro avventure (il loro modo di fare questi posters è molto do it yourself) e riporta buona parte dei loro posters... la data torinese è stata fatta allo shock club, con una breve presentazione informale in cui l'auotore di i don't care (in parte curatore dello stesso libro) ha dato il meglio di se come traduttore dall'inglese... ma credo avrebbe preferito tradurre gli ingredienti di un buon vodka lemon piuttosto che le parole di chuck (firehouse). in mostra c'erano anche i loro posters, meraviglia delle meraviglie ! peccato per le mie finanze esili... cmq a breve mi fornisco di libro e poi vi dirò...

nel frattempo ci sono nuovi scriventi su questo blog... good !
realizzo di essere davvero in anticipo.
cavolo.
frugo nella borsa e tocco le pagine dei fumetti che ho appena comprato e del libro.
mi siedo svogliatamente contro un pilone fresco e inizio a leggere.
guardo continuamente l'orologio grande sulla parete per capire se devo prepararmi a stare attenta a vedere andre spuntare da dietro le porte a vetri
naturalmente perdo solo un sacco di tempo avendo un'ora e mezza abbondante di margine
e mi convinco che non e'il caso di distrarsi cosi'.
mi do'un limite di mezz'ora per ogni controllo.
quando rialzo lo sguardo sono circa le undici e un quarto.
lo so benissimo anche senza mettere a fuoco le lancette perche'un attimo prima mi e'caduto lo sguardo sul mio orologio di cui pero'non mi posso fidare
perche'so che e'in anticipo come me
cosi'mi perdo in uno sguardo generale della grande parete di ingresso
e vedo che lungo lo spigolo tra lei e il muro c'e'una cosa brillante che galleggia.
un palloncino rosa a forma di coniglio col filo mozzato
probabilmente perduto da qualche bambino in partenza
che ha pianto tutte le sue lacrime chiedendo ai
genitori di recuperarlo ma e'stato titrato via con la spiegazione che
"e'troppo in alto,dobbiamo andare".
mi e'sembrata una visione carica di una malinconia fortissima.
molte volte da piccola ho liberato i miei pallocini
per lasciarli volare prima che si sgonfiassero definitivamente
e li ho guardati scomparire dietro le case
ma cosi'mai.
credo sia davvero triste.
nessun bambino lascerebbe il proprio coniglio gonfiabile libero all'interno della biglietteria di una stazione.
nessuno sarebbe cosi'crudele da non dargli la possibilita'di volare via se lo vuole abbandonare.
quindi era di sicuro scappato da solo dalla presa
o dalla maniglia di un passeggino.
e il bambino?
probabilmente si e'chiesto perche'nessuno si fosse deciso a prendere una lunghissima scala ed andare a recuperarlo.
forse ha cercato di allungare la mano o di saltarefino a toccarlo
e poi e'stato trascinato via con la promessa di averne presto uno nuovo
in lacrime
dimenticandosene un attimo dopo
per mano con la madre.
sono i momenti che ci devono essere stati tra quando e'sfuggito e quando e'stato dimenticato quelli che mi attirano di piu'.
i momenti in cui
quando la vista non puo'piu'aiutare e l'immagine
inizia ad essere filtrata dal ricordo
e le distanze
le altezze
si accorciano
le braccia si allungano
quando si sente l'impulso irrefrenabile di tornare indietro per potersi spingere sulle punte un po'di piu'e afferrare il filo
quando la concentrazione e'cosi'forte che basta un secondo di distrazione per far crollare tutto e archiviare l'immagine tra i ricordi confusi.
e mentre pensavo questo
cosa che sara'durata all'incirca pochi secondi
continuavo a fissare quel coniglio che probabilmente
tra soli due giorni neanche ci sara'piu'.
cadra'sgonfio magari una mattina presto prima che arrivi troppa gente
nel momento in cui i pendolari iniziano a partire
o ad arrivare
e verra'spazzato via impietosamente da un uomo
stanco.

martedì, dicembre 17, 2002

non avrei nulla da scrivere, tutto sembra essere fermo nonostante il frenetico muoversi del mondo prima di natale, è un periodo anomalo: tutti buoni, tutti che comprano... io evito.
ho ingurgitato un po' di cultura, nel passato weekend. un film, una mostra e la lettura di una fanzine.
il film, era a portata di mano (il cinema a pochi passi da casa): sognando beckam, leggero, simpatico, un po' sportivo, incrocio di culture (va di moda in questo periodo....?...), per chi ha visto east is east questa può essere un'altra faccia di quell'inghilterra.
la mostra: nan goldin, fotografa americana, al castello di rivoli (dove in contemporanea c'è anche la mostra transavanguardia, sul movimento pittorico italiano di metà novecento: inquietante, forte e colorato; tutto qui, la pittura non è il mio forte...). la mostra è parecchio bella, ha titolo: il giardino del diavolo e fotografa parecchi momenti della vita dell'artista: sesso, amori, aids, panorami scuri, pezzi di vita. usa i colori scuri, forti. viene anche proiettato uno slide show (diapositive) con sottofondo di bjork: vanno in loop ci sono le foto dell'artista, mentre sui muri del castello di rivoli ce ne sono solo 200. all'uscita c'era il castello avvolto dalla nebbia serale... aver avuto con me una macchina fotografica !
fanzine : circa 3 anni fa ad un concerto dei milemarker a torino, scambiai 4 chiacchere con uno del gruppo, al, il quale pubblica una fanza: burn collector; tempo dopo ricevetti quasi tutti i numeri... sono passati 3 anni e non ho mai completato la lettura... i temi sono personali & sociali, parecchio difficili come linguaggio, il #4 è a fumetti, con uno stile davvero carino... ed è il numero che ho appena letto, racconta di un viaggio di ritorno, di lavoretti saltuari e dei riti legati a questi tipi di mestiere... è uscito da poco il #12, altro non so... continuerò la lettura.

venerdì, dicembre 13, 2002

i golosi... un girone dantesco... credo di farne parte... soprattutto quando è buon mangiare (primi soprattutto, da palati fini e ancor di più i dolci). nonostante le finanze disabilitate in questo periodo, sono sempre propenso a concedermi dei buoni pranzetti... magari fuori casa, in cucina non sono un gran che, mi trovo meglio con altri piatti (sonori...). c'è il sole, strano ? tutto qui.

frase del giorno : (da uno striscione degli operai della fiat, in corteo per torino, in lotta contro la cassa integrazione... 13/12/02) Cassintegrato incivile cerca lavoro in nero. Garantisce presidente operaio

giovedì, dicembre 12, 2002

quando cada la neve, di notte, il silenzio aumenta, così come la luce... il bianco è un colore forte.

sabato, dicembre 07, 2002

pubblico un commento di un lettore sul mio post a rigaurdo dei 7" / 45 giri

Alcuni impressioni sul quello che hai scritto riguardo ai 7"…

Anch’io ho frugato di recente i 7". Effettivamente un supporto fuori moda, emarginato anche dalla mia irriducibile pigrizia a armeggiare con copertina e puntina per 5 minuti di musica e dover poi rigirare il dischetto per ottenerne altri 5. Eppure ne vale la pena. Al di là di quelli a cui sono legati ricordi personali (perché ci suonano amici o perché li hai comprati in un dato concerto, in un preciso luogo) e di quelli che rappresentano opere forse minori di gruppi comunque acclamati (e che tutta probabilità sono ora reperibili su più comode raccolte in CD), sono quelli "dimenticati" che mi suscitano le più forti emozioni. La Banda di Tirofisso, dici tu. Sottoscrivo e aggiungo, così a memoria, Witchknot, il secondo dei Grievance, "World of illusion" degli Eversor, i Mirafiori Kidz che rifanno gli Stormy Six con l’introduzione di Stefano Giaccone, i Frammenti, mille altri.
Emozioni che sono anche il rimpianto (non solo relativo ai 7", ovviamente) del fatto che certe cose non arrivino a costituirsi come memoria collettiva, neppure a livello "basso"; non è questione di storicizzarle, ma di conoscerle, tenerne conto, magari proseguirne il discorso. Invece queste esperienze non sono citate nelle interviste dei gruppi alla voce "influenze", non hanno CD antologici (se non in casi rari, penso ai Franti di "Non classificato"), né pagine internet, raramente articoli su fanzine.

Così, come con lo scomparire dei partigiani si rischia di perdere il senso più intimo della Resistenza a favore della retorica e della stilizzazione, qui si perdono le influenze, musicali e quindi culturali, il senso di certe scelte sia politiche che stilistiche, la continuità delle radici (sorprendenti certe analogie, colte recentissimamente, fra alcuni passaggi del Balletto di Bronzo e i primi Panico). Ed è un peccato e una perdita irreparabile.

codesto lettore prima o poi comparirà a scrivere in prima persona sulla mini weblog.
codesto lettore mi ha fatto venir voglia di sentire un po' di passato (per me è ancora presente in realtà), i kina, una delle esperienze + intense ed importanti (per loro, credo, ma soprattutto per gli ascoltatori) di quel movimento (loro crearono la blu bus: punto focale di distribuzione e produzione, loro girarano l'europa degli anni 80...) che fu, il punk hardcore italiano, di cui ora rimangono ceneri ed evoluzioni sconclusionate (forse perchè non si guarda + indietro, al passato). kina per me sono brividi sulla schiena quando ascolto certi brani (questi anni, su tutte). ora c'è la frontiera, che è il prosegumento di quel progetto (leggetevi questa intervista); forse la prox settimana li rivedrò dal vivo a bologna.
ho bisogno della luce del sole, di qualcosa di pulito, non sporche nuvole cupe... ho ricevuto insulti via sms anonimi. attendo il sole.
ho un tot di dischi nuovi da sentire, ma svogliatamente sento lo stesso disco...
reset
reset
reset
reset
reset
novità sul fronte mini #5: sto preparando gli scritti da mandare in pasta alla grafica (farcita da fumetti di linda), insomma ci si muove !
Pizza Express
le dieci passate, osservando il traffico serale.
facevo passare da una mano all'altra i gettoni del distributore automatico di bibite.
ero l'unico cliente lì dentro.
avevo già pagato. in cambio avevo ricevuto uno scontrino e i due gettoni.
-e' passato un'altra volta. l'hai visto?-
era il più giovane dei due gestori che parlava. era lui che prendeva le ordinazioni.
-e' dentro quella ford metallizzata-.
-resta dentro-. disse l'altro.
lo sguardo del giovane fissava il tratto di strada delimitato dalla porta di ingresso.
non rispose.
la televisione mandava video. cher oscillava le gambe seduta cavalcioni sopra un cannone di una nave da guerra, circondata da marinai che si muovevano al ritmo della musica.
il più vecchio si rivolse a me.
disse qualcosa che ritenne spiritoso e rise della sua battuta.
si girò verso il forno e fece fare un paio di giri alla pizza.
scosse la testa.
sembrava avesse ancora qualcosa da dire ma era come se le parole non volessero uscirgli fuori.
tornai a osservare il traffico.
le auto correvano.
si fermavano.
riprendevano a andare.
quando mi voltai di nuovo parlavano a bassa soce.
capii che stavano dicendo qualcosa sul mio conto.
il vecchio se ne accorse.
e' quasi pronta, disse.
l'altro posa sul banco una scatola di cartone.
sul dorso la scritta a caratteri verdi.
pizza express.
il vecchio infilò la pizza nel cartone direttamente con la pala. restituii lo scontrino e spinsi i gettoni nel distributore automatico.
i barattoli calarono con un rumore sordo.
infilai i due barattoli nelle tasche del cappotto e uscii.
le auto erano ferme.
i riflessi delle luci sui vetri non permettevano di distringuere nulla all'interno.
aspettai ancora un momento.
mi avviai verso casa.
erano gli ultimi istanti di quella che da allora in poi avrei chiamato la mia vita precedente
femme fatale.
ho osservato a lungo la locandina, nella mia via, passando davanti al cinema... il trailer non mi ispirava affatto, poi in un pomeriggio di noia mi son deciso; cosa mi stavo perdendo... un thriller misterioso, con tensione e pathos... ho trovato analogia con mullholland drive, ma soprattutto ho trovato il film bello... consiglio...

sono appena rincasato da un concerto dei redworm's farm: non ho parole, troncomorto !
domattina ascolto il cd nuovo.

giovedì, dicembre 05, 2002

no comunication tonite !

giorni vuoti di idee e parole, da parte mia, per questo posto... sarà la situazione di stasi, non so... brano del momento : è necessario - tiromancino
l'altra sera ho scartabellato tra la mia "collezione" di 7" / 45 giri... tanti... a volte li considero troppi, in realtà sono parte della mia "storia" di questi anni, come colonna sonora o momenti... ormai il 7" non si usa più... anchio ne sto acquistando pochissimi... in mezzo ai miei dischi ho ritrovato piccole / grandi canzoni (ai + sconosciute), dalla banda di tirofisso, al primo singolo degli altro, agli eversor che cantano in italiano, alle donnas che coverizzano i kiss, ai vecchi singoli dei manges ed a quei dischi sconosciutissimi scovati per caso... prima o poi voglio fare una trasmissione radiofonica in cui mando solo brani da 7"...
non sto facendo molto altro... sto leggendo a singhiozzo (seppur sia molto bello) : capire il potere di noam chomsky
vorrei essere in montagna a passeggiare sotto una nevicata.

martedì, dicembre 03, 2002

the one who went away - motorpsycho

The wind blows the hair from your face
while you're waiting
by this fortunately July, sunny day
I see from the look in your eyes that you're worried,
will he come today

You won't be here tomorrow morning, but you said that yesterday as well,
I'd better see you here all summer,
waiting for the one who went away

You wear a dress, it's the one you've been wearing,
cause that's the one, that he said he liked.
And maybe tomorrow he'll be returning, and all will be allright

You won't be here...

venerdì, novembre 29, 2002

radio radio radio radio radio radio radio radio radio radio radio radio radio radio

Riprendo un articolo, che scrissi 2 anni fa per raccontare la mia esperienza radiofonica, doveva essere pubblicato su una fanzine... riprendo ed aggiorno ad oggi.

In parte la mia vita è cambiata grazie alla radio… fare radio o ascoltarla, per me è una forte emozione, parole e note che creano immagini, viaggi… Tutto inizia da piccoli, sino circa ai 15 anni ascoltavo musica varia che mi veniva passata tramite amici, parenti (nelle festività, sotto forma di regali) o tramite il bombardamento televisivo… Ho buoni ricordi di Springsteen, Duran Duran, Pink Floyd, cantautori italiani ed i nastri che un collega di mio padre faceva e che sentivamo in macchina… (dal pop anni 80 ai cantautori italiani)… Iniziare a sentire la radio è stato decisivo nella scoperta di quello che c’era fuori dalla finestra di casa… mi piaceva girare la manopola e sentire un po’ questo ed un po’ quello, registravo i brani che mi piacevano; col tempo iniziai a delineare i miei gusti e così anche le frequenze radiofoniche si limitavano a quelle più interessanti; era l’epoca di Stereodrome, programma serale di Radio Rai, che praticamente mi ha allevato… a partire dalle voci: Alberto Campo, Rupert, Mixo… e poi la musica (all’epoca ascoltavo + o - metal, ma da lì in poi gli orizzonti mi si aprirono…) : ricordo Ritmo Tribale, Helmet, Pearl Jam, Dinosaur Jr Negazione, Fugazi etc etc…. Da quel momento ho iniziato a sentire anche le radio locali, ascoltavo: Radio Torino Popolare, Radio Flash (2 radio “storiche” di un certo tipo di musica, non canzonetta… nonché radio di sinistra o pseudo tali) e Radio Blackout (nata nel 1992 e in quel momento parecchio in auge / radio libera), con quest’ultima conobbi tanta gente ed un mucchio di situazioni vicine… Radio Blackout era ed è, molto vicina a chi la ascolta, il motto è sempre stato questo: una radio alla portata di tutti; quasi il 100% dei dj’s ha cominciato con questo spirito e senza nessuna esperienza precedente, così io, e Luca (mio socio in non ce n’è) nel settembre del 94… a quell’epoca eravamo già coinvolti in tante altre cose: fanzine, dischi, etc… ci piaceva l’idea di fare anche noi un nostro programma, mettere i nostri dischi, parlare di fanzines… Trasmettere a Radio Blackout consisteva nel presentare alla redazione cosa si voleva fare in uno spazio orario chiamato trasmissione, dopo di che c’era la trasmissione di prova in registrata. La nostra prova fu fatta direttamente in diretta, a causa di una trasmissione saltata all’ultimo momento, così ci ritrovammo a fare la nostra prima vera trasmissione radiofonica (di punk, hc, dal titolo ncn) in diretta…. La sigla era nazi punks fuck off dei Dead Kennedys, brano della durata scarsa di un minuto… finita la sigla il panico ! Cominciare con una sigla da un minuto è farsi autogol… eravamo agitati ed allo stesso tempo timidi… tutto il contrario di quello che devi essere quando hai davanti un microfono con un potenziale pubblico all’ascolto… Fare radio, per me, è colui che parla (presenta i brani, parla di questo e quello) e colui che fa la regia (alza i cursori, cambia i dischi), contemporaneamente…. almeno così è nelle radio in cui trasmetto… un’esperienza diretta, tu davanti ad un microfono e con i tuoi dischi…
Abbiamo ottenuto lo spazio, cioè la trasmissione, 2 ore, all’ora di pranzo… uscivamo da scuola, un panino e poi in radio… Ho continuato a trasmettere a Blackout sino ad oggi, cambiando orari, tipo di trasmissione, compari, ma più o meno sempre attorno alla musica che mi piace o alle cose di cui volevo parlare… nel corso degli anni sono cambiate un po’ di cose, essendo un hobby, tra virgolette, ho sempre dovuto fare i salti mortali per trovare il tempo… nel frattempo anche la radio ha avuto i suoi problemi… essendo completamente autofinanziata, e gestita in maniera do it yourself, nel corso degli anni ha visto chiusure, riaperture, danneggiamenti, casini, processi etc… alla data odierna c’è ancora… ed ha compiuto 10 anni di esistenza, è ancora la voce libera per tanti a Torino e anche per me… Trovarsi davanti un microfono che spara via etere a chissà quante persone è un’ incitamento (all’inizio con difficoltà) ad essere più estroverso, meno timido, più comunicativo; la radio in questo mi ha fatto crescere… senza dimenticare tutte le persone che ho conosciuto… grazie alla mia trasmissione: dagli altri dj’s agli ascoltatori ed ai gruppi che hanno suonato per la radio… Al momento attuale, mi sembra di aver fatto un percorso anche musicale rispetto a quando ho cominciato a trasmettere… ora la trasmissione che conduco è distante da quando trasmettevo i Rhythm Collision o i Los Crudos o i Sickoids… Mi diverto (buona parte delle volte), a stare lì in regia a far girare i miei dischi, siano di elettronica o di post punk o qualcos’altro, è proprio un piacere, in primis per me, poi spero lo sia anche per gli ascoltatori. L’esperienza di Radio Blackout rappresenta abbastanza bene lo stato delle “situazioni autogestite”… in passato, ha rappresentato qualcosa di veramente nuovo per la città e soprattutto qualcosa di genuino, al di fuori del concetto di mass media… pur incontrando parecchie difficoltà, che con l’andare degli anni sono aumentate; la radio ha rischiato più volte di chiudere per sempre, ed in realtà rischia ancora tutt’oggi… Mandare avanti una radio del genere costa parecchi soldi (sui 40000 € all’anno circa), e per una radio che non ha pubblicità (per scelta) è un’impresa ! In più la situazione interna della radio, è abbastanza precaria, un po’ per rapporti tra persone ed un po’ per l’organizzazione del tempo (siamo tutti volontari), indi per cui si è sempre più in difficoltà… c’è sempre bisogno di gente che abbia voglia di sbattersi per le questioni burocratiche e tecniche e tanti soldi per tappare i buchi… Indi per cui, non tutto funziona, anzi spesso tutto va a rotoli, in conseguenza di quanto elencato… l’autogestione alla lunga, secondo me, va a ramengo se non si sviluppa / evolve…
Da ormai quattro anni trasmetto anche in un’altra stazione radiofonica: Radio Torino Popolare, una radio più grossa, tra virgolette commerciale, più o meno legata alla sinistra… qui ci sono arrivato tramite un amico che trasmette da parecchi anni e gestisce la fascia serale tra le 8 le 9 di sera… In questa radio se trasmetti durante il giorno sei pagato (poco, ma pagato), se trasmetti di sera, invece devi avere tu uno sponsor (pubblicità) che porta soldi alla radio… è una logica un po’ strana… per fortuna la fascia oraria in cui siamo noi, esce da questa regola, non so per quale motivo… come radio ha un bacino di ascolto abbastanza grande, come studio ed apparecchiature è molto più funzionale rispetto a Blackout. Il risultato è che mi diverto ancora di più: trasmetto la musica che piace a me. RTP, in passato ha avuto ottime trasmissioni musicali e qualcosina d’interessante c’è ancora oggi, anche se il target è ormai parecchio commerciale ma con una forte impronta sul sociale…
radio 2000 blackout
radio torino popolare
vinyl crew

giovedì, novembre 28, 2002

Loraine - Linton Kwesi Johnson

Whenever it rains I think of you
And I always remember that day in may
When I saw you walking in the rain
I know not what it was nor why
For ususally I'm quite shy
I ax'd your name, you smile and said "Lorraine"
I ax'd if I could share your umbrella
You smiled and said "what a cheeky little fella"

Now I'm standin' in the rain in vain, Loraine
Hoping to see you again
Tears fall from me eyes like rain, Loraine
A terrible pain in me brain, Loraine
You're drivin' me insane

Whenever it rains I think of you
And I always remember that day in may
When I saw you walking in the rain
I know not what it was nor why
For ususally I'm quite shy
but from the moment I saw you
I knew, that I needed you in my life
from that moment on I knew
that I wanted you for my wife

Now I'm standin' in the rain in vain, Loraine
Hoping to see you again
Tears fall from me eyes like rain, Loraine
A terrible pain in me brain, Loraine
You're drivin' me insane

Whenever it rains I think of you
And I always remember that day in may
When I saw you walking in the rain
I know not what it was nor why
For ususally I'm quite shy
I said " let's go back to my place for some coffee"
You frown and said "well, kiss me batty"
I fell so ashamed, I did not even notice
When your bus came, and went again

Now I'm standin' in the rain in vain, Loraine
Hoping to see you again
Tears fall from me eyes like rain, Loraine
A terrible pain in me brain, Loraine
You're drivin' me insane, Loraine, Loraine, Loraine

martedì, novembre 26, 2002

A Message To Pretty - Love


People check to tell me
What they think is right
I don't listen to them
Don't know day from night
I'll go through life searchin'
Tryin' to find the one
I'd go slip, slip, you'd go slip, slip Away

And I don't need you to help me find my way
I can make it if I just don't see your face

Once I had a problem
Didn't know what to do
Now I've got no problems
All I had was you
Guess I'll keep on searchin'
And try to find the one
'Cause I'd go slip, slip, you'd go slip, slip
Away

lunedì, novembre 25, 2002

federico mi fa venire in mente song sinatra... brano scritto dal cantante dei karate, ed in questa altra giornata piovosa ci sta a pennello.
tornando a parlare di cinema, ho un'inchiesta da proporre : ma quando esce in italia 24 hour party people ? su 35mm.it dicono prossimamente, sul sito del film dicono che in inghilterra sta uscendo in dvd... sarà uno dei tanti film che arriverà nelle sale per tre giorni ? il film racconta la storia di un locale di manchester e della factory records legata ad una scena musicale che nel corso degli anni si evolve dai joy division agli happy mondays...

nel frattempo sto diventando maniaco delle modifiche sul template (se avete notato... cosa ne pensate del nuovo layout, eh ?), cerco di migliorare quello che non va... la risoluzione consigliata è 1024 x 768.
caffeine or me? - karate

Brave, brave is a meaningless word in the twentieth century
Saved, saved for the times that you've heard
when it means stupidity
Like right now if you could disappear,
I know that you would
If you could start this year again,
if you could, if you could
Is this me or caffeine, caffeine, caffeine, caffeine
And I can tell by your weight to the world,
that you need to have it all
And I can tell by the weight of your word
that you're co-political and
I would beat you up if I could make me feel like a boy again.
You make violence feel so good, like it should.
Like it should.
Is this me or caffeine, caffeine, caffeine, caffeine
Excuses are ok, however senseless they might be
Senseless is to say, that they don't make sense to me
Excuses are ok, however senseless they might be
Excuses are ok
anche a torino piove, come in tutto il nord italia, per quanto so, dovrei essere ad un concerto dei deep end ma fa freddo e sono appena rincasato stanco....

su mullholland drive abbiamo ricevuto un commento dai lettori, a voi :

Su un forum qualcuno, commentandolo, ha scritto "è il cinema". Ghezzi su Duel gli ha dato 6 cuoricini (su un massimo di 5). Mulholland Drive può essere una dimostrazione/dichiarazione di libertà da parte del regista e la possibilità infinita ( e l?infinita libertà), da parte dello spettatore, di riordinarne i frammenti (il primo film remixabile?). Oppure può essere una sega mentale di un regista un po? snob. O ancora una provocazione, la semplice (?) rappresentazione di un incubo, e in quanto tale interpretabile freudianamente. Infine, può essere un po? di tutte e tre le possibilità mescolate (e di un milione di altre).
Io, personalmente, sono propenso a optare per la seconda tesi.
Ha un grande merito però, evita gli insopportabili, pedanti, disonesti finali che in 2 minuti fanno quadrare un film di 2 ore. Nel bene o nel male, coerente fino in fondo.


good nite.

domenica, novembre 24, 2002

sta piovendo fortissimo.
il rumore della pioggia è confortante, specialmente quando sei al caldo, in camera tua, a notte fonda, con una tazza di the, dei biscotti e un disco di suzanne vega a fare da sottofondo. dopo il film alcuni amici andavano a bere qualche cosa nei vicoli. altri a zapata a vedere i fratelli di soledad (nel 2002), altri al pinelli a vedere i kina, ma io ero in vespa, e visto lo scrosciare della pioggia, un po' anche spinto dalla sindrome ansioso depressiva che si stava facendo sentire, ho optato per il tornarmene a casa. bagnato, anzitempo, ma credo di aver fatto la cosa giusta. ci tenevo tantissimo, io , ai kina. spero che sergio & c. non si offendano. in fondo lunedì ho quel maledetto esame di psicologia dello sviluppo (che è molto interessante, a dire il vero uno degli esami più interessanti che mi è capitato di studiare nei miei 5 anni di iscrizione a filosofia) e sono messo malissimo (ovvero 3 libri ancora da cominciare, e domani so già che dormirò tutto il pomeriggio, come ho fatto oggi, del resto).
i miei amici sono ancora in giro. posso immginare chi in qusto momento sarà appoggiato al muro con una birra in mano a guardare il culo della barista dello zapata, o chi seduto in qualche locale dei vicoli a sorseggiare chissà quale cocktail da yuppie oppure chi starà ballando sulle note di qualche pezzo rock ignorante da classifica al 262. sinceramente non mi dispiace essere qui per conto mio. fra pochi minuti spero di addormentarmi, il piumone mi sta aspettando, insieme al rumore della piogiia che è la cosa più conciliante di tutte, per prendere sonno. forse non essere con una certa persona mi spiace, ma, come ho già detto, ho preferito tornare a casa.
buonanotte.

(ma che pezzo è Gypsy?)
bowling for columbine. visto stasera. sconvolgente. film dell'anno, pur senza essere un film. michael moore (regista di documentari e report, oltre che di tv series, soprattutto di carattere sociale) ci racconta in modo semplice e lineare il rapporto che ha la società americana con le armi, prendendo spunto dal tragico fatto di qualche anno fa nella Columbine School, due ragazzi fecero fuoco in biblioteca uccidendo 12 studenti e 2 professori.
quello che si mette in discussione è il secondo emendamento ("A well-regulated Militia being necessary to the security of a free State,
the right of the people to keep and bear Arms shall not be infringed
"), si sentono i pareri di esperti, di gente dello spettacolo (marylin manson, che non dice delle cazzate, tra l'altro, e ci fa anche una discreta figura), di charlton eston (presidente della NRA), che di cazzate ne dice eccome, ma in fondo, ottuagenario, fa solo pena, di "stranieri" (a pochi Km da Detroit, in Canada, pur essendo enorme il numero di possessori di armi, 7.000.000 su 10.000.000 abitazioni, i casi di uccisione per arma da fuoco sono pochissimi.
Veramente incredibile. Dovrebbero proiettarlo nelle scuole. Io mi limito di consigliarlo a chiunque.

venerdì, novembre 22, 2002

mullholland drive, visto al cineclub Lumière con Emy prima di andare a vedere i Dead And Gone. Non sono un estimatore di Lynch, anzi, non l'ho mai potuto sopportare, ma devo ammettere di aver apprezzato MD non poco. Pur non avendolo capito. Perché, quello che non ho mai potuto sopportare di Lynch, è il fatto che i suoi film sono fatti apposta per non essere capiti. Lui non narra. Lui Ti fa credere che sta narrando, ma prima della fine del film ti rendi conto che ti ha preso in giro per più di tre ore.
Il giorno dopo ne parlai con Stefania, l'assistente del mio prof., nota cinefila, che per aiutarmi mi fece pervenire queste tre interpretazioni del film. Se vi possono interessare:

La prima:
For those who had trouble reconstructing Mulholland Drive's plot into story
upon first viewing, here is a possible reading: Diane (Naomi Watts) wins a
foxtrot contest in the Midwest and follows her acting aspirations to Los
Angeles. Camille Rhodes (Laura Harring) beats her out for a movie audition,
but the two become friends and later lovers. Diane watches Camille start to
drift away and become involved with her director, Adam Kesher (Justin
Theroux). Camille starts refusing Diane sex, and invites her to a party
thrown on Mulholland Drive by Adam. At the party, Camille and Adam announce
their engagement; also, Diane meets Adam's mother (Ann Miller), sees a girl
(Melissa George) kiss Camille, and notices a cowboy (Monty Montgomery) walk
by.

Diane's obsession with Camille deepens. She goes to a restaurant named
Winkie's to pay a hitman (Mark Pellegrino) to kill Camille. He tells her he
will drop off a blue key when the contract has been fulfilled. At some
point, Diane switches apartments with her neighbor. In her new apartment,
she goes into deep depression, sleeping for three weeks in the fetal
position.

There she dreams up an elaborate fantasy. In that dream, Camille is split
into two characters. The first, later identified as Rita, is involved in a
car accident on Mulholland Drive (the same location as the party) and loses
her memory. She takes sanctuary in an empty apartment, in a complex run by
Coco (Justin's mother). Betty (Diane's alter ego) arrives in Los Angeles and
goes to stay at that same apartment, left vacant by her aunt. There, she
meets Rita and chipperly decides to help Rita get her memory back. They find
money in Rita's purse (just as we had seen it in Diane's when paying the
hitman) and a strange key (similar in color but not shape to the hitman's).

Meanwhile, the director, Adam, is being pressured by a secret syndicate to
recast his lead actress. They want him to choose a girl named Cammie Rhodes
- the second part of Camille's split-by-Diane personality, played by the
woman who Diane saw kiss Camille - but he refuses. Going home, he catches
his wife cheating on him. Adam retreats to a shoddy hotel, where he
discovers his bankruptcy at the hands of the syndicate, and learns he must
meet with a man called "The Cowboy." He does, and the idea is reinforced
that he must choose Cammie Rhodes for his lead.

Many of the sublots revolve around a diner named Winkie's. In one, a man
(who had been at the register when Diane paid the hitman) recalls his vision
of doom to his psychiatrist. In another, the hitman, now working for the
syndicate, searches for Rita, killing an old friend and questioning a
prostitute (dressed in an outfit similar to the one Diane wore to meet the
hitman). Betty and Rita go to Winkie's, where the waitress's nametag (which
said "Betty" when Diane met the hitman) reminds Rita of a possible lead to
her past. They look up the address belonging to that name and decide to go
there after Betty's audition the next day.

At her audition, Betty is excellent, garnering the attention of a talent
scout, who whisks her away to the audition for Adam's movie. But Adam
concedes to casting Cammie Rhodes before Betty can audition, although he is
obviously drawn to Betty. Betty leaves in order to go with Rita to see the
mysterious Diane. They find Diane dead (in the same position Diane is
sleeping) in her apartment.

Betty and Rita go home, awkwardly admit an attraction to one another, and
make love. Rita cries out "silencio" in her sleep, insisting they go to a
performance art theater. There, Betty weeps as a woman sings beautifully,
but the evening's performances imply that nothing they see is real. Upon
finding a strange blue box in Rita's purse, they rush home.

Once home, Betty disappears, and Rita opens the box with the blue key, only
to be sucked inside. The dead Diane of the dream is told to awaken by the
Cowboy, returning Betty to her physical body.

Now, the dream is over, and Diane wakes to brew some coffee. Her neighbor
comes over to pick up dishes left behind in the apartment switch. Diane
brutally masturbates on her couch and flashes back to her experiences with
Camille: making love, going to the party, visiting her on set as she flirts
with Adam. Her short scenes in the apartment are the only ones that we can
take as happening "now," unclouded by Diane's memory or fever dream. At the
end, regret and hallucinations overcome Diane, and she shoots herself.


Un'altra (un po' meno convincente)
At the beginning of Mulholland Drive, Camilla Rhodes (Laura Harring) is held
at gunpoint and perhaps almost killed, before a car of screaming,
drag-racing teens slams into Rhodes's limo. Camilla, stumbling like a broken
doll, emerges from the accident an amnesiac. The first part of the film--the
"Fantasy" section--exists half in reality and half in Camilla's mind. The
second part, which begins after we enter the blue box in a trademark David
Lynch moment, is Camilla awakening from her amnesia (Waking Reality) and,
still partially dreaming, trying to put the pieces of the puzzle together.

In order to put the pieces together, it is important to begin at the end, in
the brilliant final act of Mulholland Drive, which is as strange as the
finale of 2001: A Space Odyssey, and just as successful. This act seems to
be told from the point-of-view of Diane Selwyn, but truly exists in Camilla
Rhodes's memory. The story is rather simple: lesbian lovers Selwyn and
Rhodes are being torn apart by Adam Kesher (Justin Theroux), a film director
who we see has become romantically involved with Rhodes. Diane Selwyn
becomes increasingly jealous, which sends her on a downward spiral into
madness and suicide. Before this, however, she puts a hit on Camilla, which
leads to the foiled murder attempt that begins the film.

Camilla doesn't know about Selwyn's suicide when the car accident occurs.
Not remembering anything, even her name, she stumbles into a Hollywood
apartment, which is inhabited by Betty (Naomi Watts, who also plays Diane
Selwyn), an aspiring actress who, in a brilliant audition scene, proves that
she really can act. This is at the beginning of Mulholland Drive, the
"Fantasy" section. Not remembering her name, Camilla adopts "Rita," from a
Gilda poster featuring Rita Hayworth. Betty bears the likeness of Diane
Selwyn because Camilla is trying to remember Selwyn, and Betty is a
subconscious reminder of her. Triggered by this vague recognition and by a
waitress's name tag, Camilla ("Rita") finally remembers a name: Diane
Selwyn. She and Betty visit Selwyn's apartment and discover her body, dead
from the suicide that ends the film.

The second part of the Fantasy sequence is an unfolding dream revolving
around the director, Adam Kesher, who is forced by an odd, pinhead-lead,
Espresso-snob mob to cast none other than Camilla Rhodes as the lead actress
in his film. What is this? The manifestation of Camilla's subconscious
insecurity in her real-life relationship with Kesher? And even stranger,
Camilla is now played by Melissa George, who also makes an appearance in the
party scene of the "Waking Reality" section, kissing Camilla (as played by
Laura Harring). And when Kesher first sees Selwyn-lookalike Betty at the
audition, it is love at first sight, brilliantly punctuated by Connie
Francis's "Sixteen Reasons."

The rest of the "Fantasy" sequence is peppered with more of Camilla's
recollections in the form of truly fascinating dream sequences, which may
not have anything to do with the "narrative" of Mulholland Drive, but like
any good dream, we dwell on them and never want them to end. The highlight
of these scenes is set in Club Silencio, where we witness an odd
lip-synching ritual and an extraordinarily powerful Spanish acapella of Roy
Orbison's "Crying" by Rebekah del Rio. This is also where Lynch introduces
the blue box.

Camilla opening the blue box sends us spiraling forward into "Waking
Reality," in which everything seems to go haywire. David Lynch keeps us
off-course throughout the film by making it seem like it is told through the
eyes of Betty, Kesher, and Selwyn, when it is really half-inside the mind of
Camilla Rhodes the entire time. And if everything doesn't quite fit, it is
because Mulholland Drive never exists in a palpable reality. However,
through the film's own breed of logic, it all makes perfect sense.


numero 3
At the beginning of Mulholland Drive, Camilla Rhodes (Laura Harring) is held
at gunpoint and perhaps almost killed, before a car of screaming,
drag-racing teens slams into Rhodes's limo. Camilla, stumbling like a broken
doll, emerges from the accident an amnesiac. The first part of the film--the
"Fantasy" section--exists half in reality and half in Camilla's mind. The
second part, which begins after we enter the blue box in a trademark David
Lynch moment, is Camilla awakening from her amnesia (Waking Reality) and,
still partially dreaming, trying to put the pieces of the puzzle together.

In order to put the pieces together, it is important to begin at the end, in
the brilliant final act of Mulholland Drive, which is as strange as the
finale of 2001: A Space Odyssey, and just as successful. This act seems to
be told from the point-of-view of Diane Selwyn, but truly exists in Camilla
Rhodes's memory. The story is rather simple: lesbian lovers Selwyn and
Rhodes are being torn apart by Adam Kesher (Justin Theroux), a film director
who we see has become romantically involved with Rhodes. Diane Selwyn
becomes increasingly jealous, which sends her on a downward spiral into
madness and suicide. Before this, however, she puts a hit on Camilla, which
leads to the foiled murder attempt that begins the film.

Camilla doesn't know about Selwyn's suicide when the car accident occurs.
Not remembering anything, even her name, she stumbles into a Hollywood
apartment, which is inhabited by Betty (Naomi Watts, who also plays Diane
Selwyn), an aspiring actress who, in a brilliant audition scene, proves that
she really can act. This is at the beginning of Mulholland Drive, the
"Fantasy" section. Not remembering her name, Camilla adopts "Rita," from a
Gilda poster featuring Rita Hayworth. Betty bears the likeness of Diane
Selwyn because Camilla is trying to remember Selwyn, and Betty is a
subconscious reminder of her. Triggered by this vague recognition and by a
waitress's name tag, Camilla ("Rita") finally remembers a name: Diane
Selwyn. She and Betty visit Selwyn's apartment and discover her body, dead
from the suicide that ends the film.

The second part of the Fantasy sequence is an unfolding dream revolving
around the director, Adam Kesher, who is forced by an odd, pinhead-lead,
Espresso-snob mob to cast none other than Camilla Rhodes as the lead actress
in his film. What is this? The manifestation of Camilla's subconscious
insecurity in her real-life relationship with Kesher? And even stranger,
Camilla is now played by Melissa George, who also makes an appearance in the
party scene of the "Waking Reality" section, kissing Camilla (as played by
Laura Harring). And when Kesher first sees Selwyn-lookalike Betty at the
audition, it is love at first sight, brilliantly punctuated by Connie
Francis's "Sixteen Reasons."

The rest of the "Fantasy" sequence is peppered with more of Camilla's
recollections in the form of truly fascinating dream sequences, which may
not have anything to do with the "narrative" of Mulholland Drive, but like
any good dream, we dwell on them and never want them to end. The highlight
of these scenes is set in Club Silencio, where we witness an odd
lip-synching ritual and an extraordinarily powerful Spanish acapella of Roy
Orbison's "Crying" by Rebekah del Rio. This is also where Lynch introduces
the blue box.

Camilla opening the blue box sends us spiraling forward into "Waking
Reality," in which everything seems to go haywire. David Lynch keeps us
off-course throughout the film by making it seem like it is told through the
eyes of Betty, Kesher, and Selwyn, when it is really half-inside the mind of
Camilla Rhodes the entire time. And if everything doesn't quite fit, it is
because Mulholland Drive never exists in a palpable reality. However,
through the film's own breed of logic, it all makes perfect sense.



Linda scrive….

da un suo diario personale del 1988.
Ciao, oggi è giovedì 8, e io sono fisicamente a pezzi. Ho una bolla fra l’alluce e il medio del piede destro piena di pus! Ogni volta che appoggio il piede per terra sento la bolla che si schiaccia e il pus che si muove fra la pelle e la carne…che schifo!! Beh, fra poco capirai il perché della bolla, ti racconto tutto. Allora: lunedì non è successo niente, martedì nemmeno, mercoledì ho sentito una bruttissima notizia: il Michele F., un ragazzo di 18 anni di A. che io conoscevo appena, aveva fatto un incidente, ed ora era in fin di vita all’ospedale!! Mi è subito dispiaciuto. Ma non ci ho pensato + di tanto: alle 2 e mezza, accompagnata dal papà, sono andata in piscina. Entro in piscina, ma, porca sfiga, è chiusa fino a domenica!! “Questa non ci voleva” penso. Mi avvio verso il centro della città, compro qualcosina per tirarmi su, guardo le vetrine. Ad un certo punto incontro la Cristina e decidiamo di andare in giro assieme. Parliamo del + e del -, e il discorso cade sul Michele. Di lì a poco incontriamo un ragazzo di A. Fa:” saputo del Michele?” “ Sì, speriamo che si rimetta presto” “ Ma no: è già morto” “Cosa??” “ Sì, alle 2.” Continuiamo a parlare, ma io quasi non ci sento +. La notizia è stata terribile. Io mi sono sempre detta:” Bisogna continuare a correre, anche se qualcuno ci ha abbandonato e non è + con noi”, però stavolta mi è venuto da pensare:” Scendiamo alla prossima?” Cristina è bianca, mentre camminiamo verso la stazione: ha deciso di andare a casa, perché si sente male. E io peggio di lei, perché non so cosa fare per tirarla su. Mi lascia sola. Non so perché, ma sono triste e nervosa: la morte di un ragazzo quasi sconosciuto mi ha messo addosso una tristezza e una depressione oscena: forse perché mi ha fatto capire che la morte può colpire anche noi giovani, mentre una volta ero abituata che interessasse solo anziani e uomini adulti. O forse perché ho ricevuto direttamente la notizia. Boh! Vago come una cannata, non riesco a pensare ad altro che a quella morte. Mentre percorro via Italia, vedo l’Ennio, e davanti a lui c’è il Luca, circondato da 4 ragazze. Ne bacia una (si è sentito per tutta la via!!), e io mi sento ancora + male. Racconto ad Ennio tutto, con la gola strozzata. Mi guarda male, è abituato a vedermi allegra. Lasciandomi, mi dice “ Stammi bene.” Ha capito che sto male. Più avanti, incontro la Tampella e la Berti con le figlie. Mi vedono male, e devo raccontare tutto anche a loro. Mi viene male al cuore ad ogni parola. Poco dopo le lascio e gironzolo intorno: salgo al piano superiore dell’ Upim per guardare le cose della scuola (sempre divertenti). Vedo un tipo che ho conosciuto l’ultima volta in piscina e penso bene di salutarlo, se no mi prende per snob. Lui mi propone di andare in giro con lui, il suo amico e la sua amica. In strada, io sono giù perché vorrei stare sola, non con questi 2 rompiballe (la tipa se n’è andata). Tento di raccontare a Manuel tutto, ma lui mi ascolta con mezzo orecchio, non capisce niente e continua a ricordarmi la proposta fattami in piscina (se mi volevo mettere con lui). Io, dura, gli dico NO e poi No, ma lui non demorde. “Devo scollarmi da questo stressacazzo” penso. Guardo se c’è un autobus che mi porti vicina alla mia fermata, dico che la fermata è lontana, ma lui continua:” Ci possiamo rivedere? Quando?” Gli dico che mi aspetti in Regione lunedì alle 2 e mezza. Logico che non ci andrò. Sono disperata, stressata, vorrei sedermi, riposare e pensare ai cavoli miei, ma per ora il mio cervello è impegnato nel trovare un modo per scollarmi il tipo. "Ci sono!" Penso. Gli dico che vado in ufficio da mio papà. “Posso venire anch’io? Ti aspetto di sotto?” E io dico che mio papà lavora fino alle 6 circa, e poi mi porta a casa con lui. Lui allora:” Beh, ci vediamo lunedì alle 2 e mezza davanti alla Regione!” “Una bella merda!” penso io, salutandolo con la mano e infilando il 1° portone che mi capita a tiro. Dopo averlo scollato in modo così geniale, ero alle stelle, ma dopo mi è improvvisamente venuto in mente il Michele e tutte le altre cose: la piscina chiusa, il Luca e il Manuel…sigh! Avevo male ai piedi e la stazione era lontanuccia. Passo per Piazza Duomo: là stanno allestendo un palco per Ruggeri, Pino Daniele e i Pooh che suoneranno le prossime sere. C’è gente di qua e di là: operai che tirano cavi, coordinatori che indicano le posizioni per le luci, tecinici, gente che prova il light show, ecc. ecc. In mezzo alla confusione, vedo solo una persona: un tipo moro, magro, affascinante. Non faccio altro che guardarlo, ma lui “manco mi caga”: sta lavorando per 4, e in + ha gli occhiali scuri!!! Avrà anche 10 anni + di me, in +. Faccio ancora un giro, pensando che ho tutte le sfighe del mondo: mi innamoro di gente impossibile, i tipi + stressanti del mondo mi tampinano, ecc. Uffa! E in + il Michele, la Chriss, il Luca, l’Ennio, il tipo, i piedi che mi fanno male,…mi metto a piangere come una pazza, la gente mi guarda piano e male, vorrei gridare in faccia a tutti le cose successe, e perché sono disperata. Raggiungo la stazione e prendo la corriera insieme alla Sara, che è arrivata or ora. A casa mi ritorna l’allegria, perché in borsa trovo il Dolly, un rossetto, una cartolina stupenda: tutte cose comprate per farmi passare la tristezza. E di cui non mi ero accorta.
mulholland drive : le colline notturne del mondo dello spettacolo... gran film, l'ho visto in febbraio, seppur uscii dalla sala confuso e senza aver capito il fine / la fine, ne sono rimasto attratto... il film ha un pathos enorme, frammenti di pellicola che vanno e vengono... forse un senso c'è, ma non importa...

giovedì, novembre 21, 2002

ormai fine novembre...
mi è capitato di guardare "mulholland drive" di david lynch... mi è sembrato un puzzle di frammenti illogico... frammenti con un ordine d'ipotesi possibili... come dire... prima ti fa vedere delle cose... poi le scene che seguono, potrebbero essere il risultato di azioni diverse da quelle accadute in realtà... insomma, c'è un legame logico fra le varie parti... quello che sembra storto, è come si intreccia lo spazio ed il tempo...
qualcuno di voi l'ha visto? mi potete dare dei lumi in proposito?!?!


mercoledì, novembre 20, 2002

nuovo template / layout per questo blog (in fase di correzzioni: ce ne sono un po'....), che ne pensate ?

ho riletto una copia della mini #3 (ho ritrovato un paio di copie, se interessano, in ogni caso quel numero è tutto sul web): uhm... mumble mumble... la lettura mi ha dato qualche spunto a tornare sui miei passi... si dice che debba uscire un #5 (l'estratto di un anno di blog), ma sono parecchio indietro e svogliato... sarà che la forma attuale della mini (questa) mi piace, è pratica, però manca il gusto di girare le pagine e tenerla in tasca, cosa che ho appena rigustato sfogliando il #3. oltre a cercare di mettere insieme il quinto numero, c'è da rifare il sito coi numeri precedenti, pubblicando anche il #4. cerco di sfruttare questo periodo di cassa integarzione per queste attività. nel frattempo, sempre sul tema di tornare indietro: ho preso un paio di dischi di sano punkrock / rocknroll, un po' di energia allo stato puro... il secondo lp degli hard feelings e il sampler #2 della bad afro: punti esclamativi a ripetizione ! ho anche ricevuto un po' di promo che vedrò di recensire. il resto è quiete.

lunedì, novembre 18, 2002

weblogging: un nuovo media individuale ? questa è la domanda che mi pongo da un mesetto a questa parte... è un mezzo o meglio è un modo di scrivere notizie, parole, pensieri sul web diretto e facile (da fare) e come vedete sta prendendo piede... l'evoluzione è continua... la direttiva, secondo me, più importante è quella di essere un modo di fare informazione personale (che arriva dal basso, dalla gente), tagliando fuori i media classici, ormai palesemente bugiardi... certo l'autenticità di una notizia postata su un blog non è assicurata da nessuno se non da chi la postata e dall'eventuale fonte, ma in realtà tutto il world wide web è pura finzione (dove non è stato comprato dalle grandi corporate: per cui diventato autenticità del potere del denaro...). l'informazione dal basso: questo va fatto... indymedia, isole nella rete, megachip e altri sono alcuni esempi delle realtà più consolidate qui in italia, ma i weblog possono essere altri migliaia di punti di emissione di notizie che arrivano dalla gente, dalla realtà... i weblog personali sono carini, ma tutto lì, fini a se stessi... vogliamo sapere cosa accade attorno a noi !
c'è un articolo interessante a tal proposito, su media hactivism e proprio questo sito offre buoni spunti di informarzione dal basso...

giovedì, novembre 14, 2002

linda scrive :


"OGGETTO: REPORT DAL SOCIAL FORUM
DATE: 5/10 NOVEMBRE
SOGGETTO: LINDA
La sera del cinque arrivo a Firenze per l'incontro organizzativo degli SCRIBA volontari (coloro cioè che registreranno su carta lo svolgersi di seminari e laboratori al fine di pubblicare dei documenti); mi vengono assegnati un seminario sulle minoranze dell'est Europa, che si svolgerà alla fortezza, e un laboratorio di cui riesco solo a segnarmi il luogo, una casa del popolo in periferia, e l'ora. Presso la sede della ONG che ha organizzato l' "OPERAZIONE SCRIBA", trovo Sara,la ragazza che mi ospiterà, e il suo bambino. A casa, conosco suo marito marocchino; mi trovo subito bene con loro. Il giorno dopo sono libera e quindi io, Sara e il papà di Sara prendiamo il treno per Camp Darby a mezzogiorno; il viaggio è tranquillo e il papà di Sara viene intervistato in virtù della sua età....alla base NATO tutto va bene, a parte l'esiguità del corteo e il fastidio degli elicotteri che volano bassissimi. Notiamo con ironia che alcuni dei manifestanti hanno un casco in mano o attaccato ai pantaloni (danno così per scontato di dover ricevere delle manganellate??). Concludiamo la giornata in piazza del popolo dove ci sono stati diversi interventi ed ora suona un gruppo: c'è un macello di gente e spazzatura. Il giorno dopo giro alla fortezza: come stand c'è di tutto e in particolare mi soffermo sulla questione Kurdistan, presso le riviste Cannabis e A, m'interesso ad ecovillaggi, bioarchitettura, artigianato ecc. Peccato solo per il fumo di sigarette che appesantisce parecchio gli occhi. Alle 14 seguo un seminario sulla NATO con persone di diverse nazioni:con mio disappunto noto però che ci sono pochissime persone, una dell quali decisamente in fase R.E.M.. Poi prendo il bus e mi reco alla casa del popolo dove apprendo che il laboratorio che avrei dovuto seguire è cancellato per il semplice fatto che oltre a me e agli organizzatori non c'è nessuno. Comunque, si beve una birra insieme e un tipo mi fa una testa così con rivoluzione, classe operaia...scende la sera e torniamo tutti in centro. In piazza della Repubblica c'è uno spettacolo già iniziato di una compagnia locale, veramente bello e fantasioso...nel gazebo dell' ARCI di lì a poco un gruppo russo di teatro ri-mette in scena la rivoluzione d'ottobre, con attori che impersonano Stalin, Trotzkji e compagnia e si spiegano i loro punti di vista! Venerdì mattina sono alla fortezza e seguo la conferenza scrivendo quanto viene detto: si tratta di informazioni sulle minoranze in Russia. Il pomeriggio vado di nuovo in periferia e seguo un interessantissimo laboratorio con tanto di proiezioni di film e diapositive sugli ecovillaggi. In poche parole, si tratta di comuni dove si cerca di vivere in autarchia e sperimentare modo di vita alternativi. Un appunto sulle case del popolo: sono posti vivi, animati sai da vecchi che da giovani, e tutti sorridono e si interessano ai noglobal e a cosa viene fatto; sono orgogliosi di ospitarci. Per finire in bellezza, in piazza santo spirito c'è un concerto, e molta allegria, con vino, pane e olio o mortadella. Il giorno dopo, sabato, so che alle 12 c'è un concentramento vicino alla fortezza; Sara, che è già stata fuori, mi dice che la partenza della manifestazione verrà anticipata a causa dell'afflusso di gente. C'è stato un po' di casino a causa di alcuni francesi con brutte intenzioni, subito isolati però; accendiamo Popolare Network ma per poco però, perchè usciamo. Ci uniamo alla gente che cammina in via dello Statuto. Da lì in poi, è corteo, fino allo stadio; sì, sembra più una festa,una sfilata, che una manifestazione, ma meglio così! Peccato che al concerto non ci fosse nessuno che mi piacesse! Domenica mattina vado alla Stazione Leopolda. Stanno parlando dei sindacalisti francesi e così decido di guardare la mostra sulle immagini di guerra: le foto di Salgado sugli esodi, report da Genova, vignette sulla guerra (alcune, macabre e sconvolgenti, della prima guerra mondiale). Poi approfitto dell'entrata gratis agli Uffizi: il centro è strapieno di sbirraglia! Il lunedì la città ritorna ai suoi ritmi e sono rarissimi i no global con zaino e sacco a pelo. Va tutto bene, evviva i grandi ideali di cui si è discusso, certo che dopo ancora troppi di voi sono lì con il telefonino in una mano e la sigaretta nell'altra...si può fare di più! Inoltre, ho sentito dire una cosa che ho sempre pensato da un vecchio sotto una bandiera rossa e nera: è inutile stare tutti chiusi in un posto a parlare con i propri "simili"; andiamo fuori e diffondiamo informazioni ed idee!"

domenica, novembre 10, 2002

è novembre, fa freddo, ma la nebbia non si è ancora vista, è strano questo autunno ?
cosa dicevo su torino, qualche settimana fa ? la crisi ? la fine della fiat ? dimenticavo un fatto, non indifferente... buona parte dei miei amici / conoscenti che lavorano come dipendenti, sta vedendo la crisi davanti agli occhi: o con la cassa integrazione o con il rischio di licenziamento... insomma cambiare torino ha dei costi umani.
almeno per un po' resisteremo...

ho visto il film the virgin suicides / il giardino delle vergine suicide in videocassetta:
quando uscì il film mi interessai perchè la colonna sonora era suonata dagli air, sentii il disco e non mi piacque, così associai il gusto anche al film, invece guardando il lavoro della figlia di francis ford coppola, mi devo togliere il cappello... bella fotografia, la storia è apparentemente facile ma con sottigliezze intriganti, un paio di scene sono geniali e la colonna sonora spacca ! devo recuperare quel disco degli air...

colonna sonora della domenica:
dj shadow - the 6 day war
autechre - basscade (basscadoublemix)
notwist - consequence
negative pole - light warriors

giovedì, novembre 07, 2002



Saso




ne ho già parlato in altra sede, ma non mi stancherò mai di ribadire che Saso è il miglior gruppo europeo di postrock (e lo so che è una definizione stupida).
è appena uscito (sempre su melted snow) un EP intitolato My Brain Hurts (si, come il disco degli screeching weasel) che trovo assolutamente imperdibile. Fidatevi, ne vale assolutamente la pena. Ma già che ci siete non potrete fare a meno di acquistare Big Group Hug.
Come vedrete dai websites (fateci un giro, ne vale veramente la pena), tutto è curatissimo, dai suoni alle grafiche dei dischi.
Quanto vorrei vederli suonare da queste parti, prima o poi...
filesharing ? direi condivisione del sapere semmai... senza troppe paranoie su etica e diritti... il sapere è il patrimonio di tutti gli esseri umani, almeno così dovrebbe essere... tecnicamente, il filesharing è il permettere a determinati utenti l'accesso a determinati files e cartelle, cioè dare dei limiti... per cui la condivisione del sapere, il libero circolo non rientra molto nel filesharing... in rete si condivide parecchia musica e tante cazzate, invece di libri e simili c'è ben poco con libero accesso... conosco solo i wu ming, media hactivism e autistici che fanno questo...


"I went to a party last night. What sick things I saw. Makeout sessions and bicycle messengers, Punks and art school dropouts. I ran into this guy I knew But hadn't seen in years. We went into the neon kitchen and stole a couple beers. He said his girl had dumped him But there was another guy. He said that he still liked her. All I could say was, "Why, why, oh why, oh why, Why is it always like this? Either you're too mean, or you're too nice." He said, "I even cooked her breakfast." So we went into the living room. Someone was blasting Zeppelin. It sounded good. I felt ashamed. I knew every drum fill. Anyway, there she sat, Totally kissing this guy. They looked good, I mean like in love. Then I remembered my friend. He said, "How could you do this? You said that you needed your space. He's wearing the shirt that I gave you." Then she said, "Why, why, oh why, oh why, Why are you always like this? If I'm having fun then it's breaking your heart. Besides, you said I could have it." Then the cops showed up."
- Bad Scene, Everyone's Fault - jawbreaker - dear you -


il passato weekend è stato ricco di concerti, per me. ho visto i girls against boys, dopo 8 anni... capitò in un piccolo locale torinese all'epoca dell'album cruise yourself, è ricapitato in un grosso locale all'epoca dell'ultimo disco (in corso), you can't fight what you can't see... 8 anni fa fu davvero una magia, i pezzi di cruise yourself suonati dal vivo furono emozioni... oggi, hanno un suono potente e pulsante, ma tutto sommato un po' troppo uguale, anche i pezzi vecchi si sono omologati, nonostante questo continuano a piacermi (e trovo il criticatissimo album freak on ica uno dei migliori).
Il giorno dopo mi sono avventurato a milano, per il concerto di tarwater, barbara morgersten, robert lippock, hermann & kleine, manual, mrs john soda ed il dj set di thomas morr: praticamente l'80% della scena di nuova elettronica tedesca. per l'occasione la locazione è un locale trendy che in realà fa anche da aule di corsi di danza e da circolo ricreativo per anziani... incredibile ma vero... il salone per i concerti è suggestivo per il tipo di serata... essendo un locale trendy si conferma la regola che è gestito da cazzoni... con buttafuori in numero esagerato e senza cervello non in grado di gestire l'ingresso nonostante a chi entrasse fosse fornito un braccialetto riconoscitivo... se uscivi e dopo rientravi nelo locale non capivano più nulla su chi eri e chi erano loro... per uscire definitivamente dovevi anche pagare 2 euro in più oltre quanto pagato già all'ingresso (?).
la serata comincia prestissimo, con il locale pressoche vuoto e thomas morr (l'uomo della morr music) a mettere i dischi in sequenza, decisamente più interessante della set fatto al sonar festival... la parte hip hop in particolare è stata particolamermente gradevole per scaldare l'ambiente...
dopo di lui si accesa una mela con dietro un biondino di nome manual, personaggio danese (già visto anch'esso a sonar), suona pochi brani, i primi sono gradevoli, poi diventa una puppa... anche l'idm dopo un po' stufa e lui è bravo in questo...
barbara morgersten: un'idiota... ha fatto un set per me inutile di pop elettronico un po' lounge, lei si divertiva, io no...
dopo di lei arriva robert lippock col suo portatile ed inizia a suonare rumori di sottofondo, sembra quasi un'intro al set successivo, invece ad un certo punto fa partire le battute ed entusiasma quasi tutti i presenti, ma se ne va in fretta... il cambio palco è molto veloce: si accendono 2 mele (intesi come computer portatili di una certa marca e di un certo trend in ambito elettronico) e compaiono hermann & kleine, la meraviglia ultra nerd ! ho apprezzaato parecchio il loro album (our noise) e gioisco davvero a sentirli dal vivo, i migliori !
msssss john soda: l'unico set della serata basato su un'impostazione rock carini... ma un po' freddi... forse mi aspettavo di più...
chiudono la serata per benino i tarwater, il loro set è un ritorno per certi aspetti alla tradizione crauta della musica elettronica, i brani suonano meglio dal vivo che su disco, accompagnano il set da un video di vecchie immagini. non commento il pubblico milanese.

lunedì, ottobre 28, 2002

filesharing, cosa ne pensate?
fastidis, spesso teatro di cazzeggiamenti ed insulti vari, ogni tanto si trasforma in un luogo dove può nascere qualche discussione interessante.
è il caso di questo dibattito sul filesharing (cliccate qui sopra).
il mio punto di vista, un po' come nei dialoghi platonici, è stato espresso dal mio alter ego "shel" .
sarei curioso di sapere che cosa ne pensate.

domenica, ottobre 27, 2002

l'orologio ora è a posto, per modo di dire... io non porto orologi al polso, nonostante questo il tempo conta, avanza... il tempo... numeri uno dietro l'altro: un altro modo per definire la vita un numero... ormai tutti hanno un numero, per essere riconosciuti, quello di cellulare ad esempio, un numero per le statistiche di vendita.

la mini è ospitata come weblog da blogger.com, ora in italia, bloggando si è mossa a creare una propria versione... vediamo come si evolve... il weblog prende sempre + piede ed è davvero e sempre di + uno strumento di informazione reale - diretta se si vuole utilizzarlo così e non come semplice diario... (su questo ritornerò più avanti).

black heart procession: più gente mi dice che amore del tropico è brutto, io ribatto sempre più convinto del contrario, a dicembre vengono a suonare in italia. ieri sera ho visto in concerto bugo ed ovo, il primo ci sta dentro, pensavo scopiasse, ma per ora c'è alla grande... gli ovo non li vedevo da 2 anni, sperimentano sempre, in coppia... mi piacciono... ho recuperato un casino di musica in questi 2 giorni, ma per ora mi limito.
27 ottobre, presunta ora 13,28, accendo il computer, compare un messaggio: l'ora è stata aggiornata... cado letteralmente dalle nuovole... il cambio dell'ora... mica me lo sono ricordato... gli orologi di casa mi segnavano un'ora in avanti... se non accendevo il pc asrei vissuto con un'ora di differenza...
meglio così ho del tempo in più (relativamente). tutto qui.

sabato, ottobre 26, 2002

soundtrack: jesus lizard - blue
jesus & mary chain - psychocandy
jawbreaker - etc.

merda, c'è il mago otelma alla tv. porta sfiga, cazzo. non bastava incontrarlo più o meno giornalmente in zona università, maledizione? stasera come minimo mi schianterò in vespa. amen. vabbé, cominciamo:
in un post qui sotto fabio chiede di parlare della propria città. eccomi.

genova, 2002. la mia città, la città dove sono nato. via pisa, la mia casa, la casa dove ho sempre vissuto, dal 1977, anno in cui, con un mesetto di anticipo rispetto alle previsioni, venni al mondo. la mia stanza da allora è sempre la stessa, riguardando vecchie fotografie la vedo cambiata, posters diversi, moquette verde, prima, parqué (si scriverà così?), ora. foto sulle pareti. entropia portata da dischi ovunque. una tv, un computer, che fino a pochi anni fa non c'erano (e mai avrei pensato di avere una televisione ed un videoregistratore nella mia stanza. ma è meglio tornare a parlare della mia città, per non uscire fuori tema.
da un po' di anni noto un po' di insofferenza da parte delle personeche mi circondano per quanto riguarda genova. chi la odia, chi non vede l'ora di andare a lavorare fuori (alcuni sconsiderati preferirebbero addirittura vivere a milano), chi scappa a fare erasmus all'estero piuttosto che stare ancora un anno sotto la lanterna. io non la vedo così. non potrei vivere lontano da genova. per un sacco di motivi. per la gente (chiusa, che si fa i cazzi suoi, come piace a me), per il suo essere "a misura d'uomo", per il suo essere una metropoli senza avere i problemi della metropoli. per il fatto che da casa mia si vede il mare. perché in relativamente poco tempo sono ovunque. perché quando piove il mare è la cosa più bella del mondo. perché le camminate in corso italia, nelle gelide giornate invernali, quando la pioggia e il vento ghiacciato che raccoglie l'acqua dal mare ti bagnano la faccia ti danno un piacere quasi sessuale. spesso penso che tutto ciò lo troverei con difficoltà in altre città. amo i suoi odori, amo la sporcizia del centro storico, amo guidare la mia vespa in sopraelevata, con il mare da una parte e la città antica dall'altra. campo pisano, il mio "secret spot" nel centro storico, a parer mio uno dei punti più belli e suggestivi del pianeta (e conosciuto da una minima parte dei genovesi, stento a crederlo, ma è così).
durante il g8 saprete tutti che la città è stata distrutta, ma non è tutto vero. qualche macchina bruciata, qualche negozio devastatao, ma il g8 in se (se tralasciamo le tragedie che ha portato e le discutibili decisioni che si sono prese) ha regalato alla città un nuovo splendore: tutto è stato restaurato, messo a nuovo, ripulito, come per dare una pulizia "di facciata" al tutto. ma, si sa, il bello di genova sta dietro a tutto questo.
durante quei giorni del luglio dell'anno scorso io ero, per motivi che qui non mi va di spiegare, uno dei "privilegiati" a girare nella "zona rossa", tra poliziotti per la strada e cecchini sui tetti. mai come allora ho realizzato quanto fosse unica la mia città. vuota, in uno scenario postatomico, innaturale, silenzioso. dopo quei tre giorni si è ritornati tutti alla vita normale: il centro storico si è ripopolato, gli extracomunitari hanno riaperto i loro banchetti, i cinesi i loro negozi, i commercianti "storici" le loro botteghe e così via. e, a pensarci bene, è questa la città che preferisco. genova ha staglieno. se non lo avete mai visitato non avete idea. si capisce come mai ian curtis ne così fosse affascinato.
molto spesso mi capita di pensare che mi muoverei da qui solo per parigi, sì, solo a parigi mi sono sentito così "a casa". e non ha senso tutto ciò, me ne rendo conto. non capisco questo legame che ho con parigi, se non averla visitata qualche volta e aver vissuto lì per qualche settimana per lavoro. ma parigi se la gioca con genova, sicuro.
e poi a genova c'è il genoa.
GABBA
GABBA
GENOA

ti dirò, fabio, BHP non mi piace per niente. può darci che il disco cresca, andando avanti nell'inverno, ma per ora mi ha deluso, e pure tanto...
la foto è proprio phil elvrum/microphones. l'ho scattata io medesimo qui a genova. mi piace, molto. l'ho un po' rimpicciolita perché effettivamente così grande faceva saltare il template...
aloha.

venerdì, ottobre 25, 2002

non concordo, caro federico... black heart procession uber alles !
sbaglio o la megafoto allegata corrisponde al personaggio di microphones ?
ritorno dopo...

mercoledì, ottobre 23, 2002



crash: non ho visto il film ma ho letto il libro. vero, è lento.
american psycho, ho letto il libro e visto il film. il primo è uno dei libri più brutti che ho mai letto, il secondo è uno dei film più brutti che ho mai visto. ma ellis voleva veramente impressionare?
e mi spiace non essere d'accordo anche su questo, ma l'ultimo BHP non mi piace assolutamente!

presto parlerò di genova...
parliamone... crash è un bel film ma è lentissimo, il libro ancora di più, sono fermo nella lettura a metà, da un paio di anni... lo stesso mi è capitato per american psycho di bret easton ellis (anche su questo è sorto un film), seppur il suddetto autore è uno dei miei preferiti (per i primi 3 libri che ha pubblicato). mi accorgo di non aver mai visto un film a regia peter greenaway... ma adoro le colonne sonore che micheal nyman gli ha composto...
ho visto minority report: ma.....
ho ascoltato parecchio il nuovo disco dei black heart procession (amore del tropico), è un bel disco !

...su torino, ho dimenticato di scrivere una cosa... è la città con le strade più rovinate che abbia mai visto... i ciclisti rischiano parecchio !

sabato, ottobre 19, 2002


scriveva Fabio: "fin qui, tutto bene. Solo che il problema non è tanto la caduta, ma l'atterraggio."... ho ritrovato questa frase l'altra sera, è il concetto chiave su cui, almeno esteriormente, ruota "l'odio", "la haine", film di Mathieu Kassowitz datato 1995... mi è capitato tra le mani proprio l'altra sera... "said baise la police"... bello, veramente bello come film... poca retorica, low budget (non ci sono effettacci, attori hollywoodiani e neanche scenografie miliardarie), mostra che a volte, sei costretto a prendere in mano la situazione anche se i metodi, potrebbero non andare d'accordo con i tuoi ideali perchè la realtà che ti si ricama intorno a volte, ti coglie di sorpresa... e gli ideali non contano più nulla... appunto, il problema è l'atterraggio... cioè, quando devi affrontare l'inevitabile.

un film che di sicuro ha lasciato un profondo segno dentro me è "i racconti del cuscino", di Peter Greenaway datato 1996...
secondo me il Greenaway è un geniaccio dell'immagine... ha saputo creare una storia complicatissima nell'intreccio, ma allo stesso tempo comprensibile... la fotografia è straordinaria: ogni frame potrebbe essere stampato e raccontare qualcosa anche così, da solo.
i tempi si dilatano, le due ore di durata, sembrano in realtà quattro ore...
alla fine ti rendi conto che sei stato bombardato su dialettiche perverse tipo: odio & vita, amore & morte; tutto s'inverte e si disloca tra gli eventi... per raccontare tutto ciò Greenaway, usa la calligrafia... essa diventa perversa sensualità, diventa incontro con Dio... "e se Dio era soddisfatto della sua creazione, la firmava col suo nome"... la calligrafia esercita su di me un fascino straordinario, il film mostra corpi ricoperti da frasi, trattati come fossero libri... ed in effetti, nella storia narrata, la protagonista non manda dei manoscritti al suo editore, ma persone ricoperte di ideogrammi (il film è ambientato in Cina ed in Giappone), con un titolo (i titoli che ella marchia sulla pelle delle sue "vittime", sono fondamentali e torvano riscontro nella realtà... essendo libri di carne), e con la sua firma.
"i racconti del cuscino" è il massimo della poesia, sia nei contenuti sia negli aspetti formali: fotografia straordinaria, montaggio complicatissimo... in alcuni frame, vengono montate insieme più immagini (mai gratuitamente, comunque rispettano un aspetto funzionale), e sembra diventare una composizione di poesia visiva...
che altro dire... se vi capita guardatevelo... non troverete risposte... soltanto sensazioni.

altro film: "crash" di David Cronenberg, tratto dall'omonimo romanzo di James G. Ballard del 1973... ricchissimo di spunti sulla modernità... ha influenzato un sacco di gente che opera nell'odierno paesaggio dell'arte...
il film racconta di persone che sperimentano l'incidente stradale, coniugandolo col sesso, alla ricerca di emozioni stordenti... del resto uno dei protagonisti, Vaughan, cita: "la possibilità di un felice incontro sessuale tra il corpo umano e l'automobile".
lo stesso protagonista che inscena incidenti storici (illegalmente, davanti ad una piccola platea), tipo quello di James Dean con la sua Porche maledetta... i personaggi, si divertono a ricostruire l'incidente nella sua dinamica ed a riviverlo sulla propria pelle... mentre ciò accade, mentre sfreccia con la porsche contro il camioncino, egli narra alla platea le sue sensazioni e quelle di James... poi l'impatto... e dopo, qualche cicatrice in più sul corpo.
fondamentali le cicatrici... infatti, quando un'altro dei protagonisti, Ballard (che entrerà in contatto con la realtà dell'incidente, solo dopo averne subito uno terribile), chiede a Vaughan che senso abbia inscenare incidenti veri e poi fotografarne i risultati, l'uomo risponderà: "è una cosa nella quale siamo tutti intimamente coinvolti: il rimodellamento del corpo umano da parte della tecnologia".

ho finito...


venerdì, ottobre 18, 2002




torino, il posto dove vivo. ne parlo oggi, ed invito gli altri scrittori di questo blog a parlare della propria città / località di vita.
da ieri sera c'è parecchio vento che gira... ha pulito l'aria e si sente, sembra di essere in montagna, ed un po' di buon umore viene da se...
ora come ora sembra di essere in un enorme ingorgo: la crisi della fiat, i lavori per la metropolitana, il futuro, le foglie che cadono...
la fine, si, ed io dico finalmente... l'auto e tutto quello che si porta dietro non ha portato buoni frutti in 100 anni alla città (secondo me), guardate il grigiore dei muri, della gente, del fumo delle ciminiere... la famiglia agnelli continua a marciare sulla città, cavalcando la crisi come se fosse nazionale, come hanno sempre fatto: ne pagano gli operai e la gente, non i dirigenti ed i padroni... un po' di gente dovrà soffrire ma credo sia la via per creare una nuova città... ci sono parecchi sintomi e presupposti di uno spostamento verso interessi culturali, e ben vengano... finalmente, via il grigio, spazio ai colori ! da anni c'è qualcosa che si muove ma è sempre rimasto sotto il grigiore...
a me torino piace al contrario: non mi piacciono i murazzi di notte (quelli dei locali), i cineplex (bensì il piccolo cinema), le vie affollate il sabato e così via, i locali notturni super trendy...
pian pianino si cambia, cadono le mura di vecchie cattedrali del ferro battuto, da lì crescono forme culturali nuove... riusciranno a dare un volto nuovo alla città ? nonostante fiat (o quello che sarà), nonostante i torinesi...?
comunque non annullo il mio programma di fuga verso un posto agreste (prima o poi).

martedì, ottobre 15, 2002

altro film passato davanti ai miei occhi... mama non m'ama, con la protagonista di amelie... il che distoglie l'attenzione dal film... questo personaggio ha un viso che mangia lo schermo: il sorriso, la faccia grossa.
questa volta non è amelie ma angeline, un'innamorata folle, ingenua, ma anche perversa... sembrerebbe una storia mielosa col lieto fine già scritto, invece ad un certo punto il punto di vista dello spettatore cambia, non è più la nostra angeline, ma il lui della storia e se ne scoprono di interessanti. carino, carino, ma nulla di più...

a livello personale (a volte qui sopra metto anche un po' me stesso), pare che abbia trovato qualche nuovo stimolo, leggerete gli sviluppi nei prox posts.. era qualche settimana che ero un po' vuoto di idee, voglia... sarà che l'autunno è davvero entrato nella mia vita: la caldarroste, la condensa sui vetri delle auto di notte, le foglie per terra... mi piace questa stagione.

ho scoperto in queste ore un paio di siti (blog, suppongo) interessanti (!)c'è un sito che è il blob dei blogs, forse la miglior risorsa sul mondo dei weblog perchè "copia ed incolla" cosa viene scritto... non fa recensioni, commenti, ma prende la realtà dei posts della gente; tutti possono fare questa azione di prendere frasi da altri blog e creare un piccolo blob a tema... su di uno ci sono alcune mie frasi (e di altri weblog vicini), in un periodo appena passato (nel quale ero vuoto di stimoli...)
la controinformazione nella rete sta fiorendo davvero in questo ultimo anno, sarà il fatto emblematico dell'attacco agli usa che ha alzato tanta polvere facendo vedere anche cose, prima oscure, e/o la presa coscienza di pochi (mi auguro sempre di +) che le cose non sono proprio come compaiono in tv. i siti si moltiplicano, le idee anche... non c'è solo indymedia, megachip (ne parlerò a breve), piccoli siti, singole persone cominciano a muoversi...
per intanto ho scoperto un sito merigano che si pone un po' di domande su misteri o cose tenute nascoste...

sabato, ottobre 12, 2002

alzarsi al mattino col cielo azzurro ed il sole è piacevole, soprattutto dopo 36 ore di pioggia, in più è sabato: ho quasi nulla da fare (strano ? qualcosa ci sarà ma non ricordo), avrei da leggere ma per ora i libri preferisco comprarli, poi li leggerò... non so il motivo di questo, sarà che sono in un periodo di disinteresse per il mondo (anche questo è strano), comunque lunedì vado ad una conferenza di giulietto chiesa e lì credo che i miei imput salteranno di nuovo fuori, e tornerò ad essere una persona sociale, per cui dubbiosa, curiosa, arrabbiata, etc etc.
in queste ore sui palchi italiani suonano: l'altra ed erase errata (tra i tanti), ma io sono qui, a casetta mia.

Pregare raddoppia le guarigioni
ROMA. Rosari e giaculatorie meglio dei farmaci. La preghiera raddoppia i casi di guarigione e rende più efficaci le terapie contro la sterilità. E' statisticamente provato
che le donne per le quali vengono rivolte suppliche a Dio hanno il doppio delle possibilità di avere un figlio con la fecondazione in vitro. A dimostrarlo è uno studio
pubblicato dal "Journal of Reproductive Medicine", svolto su 200 donne che avevano avviato una gravidanza in vitro fra il dicembre '98 e il marzo '99 al Cha Hospital
di Seul, in Corea.
da "La Stampa" martedì 20 ottobre 2001

martedì, ottobre 08, 2002

ritorno su queste pagine, saluto i nuovi amici e vi dico che è uscito un nuovo album dei motorpsycho, "it's a love cult". proseguono nella rotta presa con il precedente "panerothyme", io non sono un grande esperto ma le sonorità mi sembrano molto '70.
è un bel disco, al primo ascolto mi convince da subito, la produzione è curatissima. pollice in alto!
e poi che devo dire loro sono i motorpsycho suonano alla grande, si possono amare o si possono odiare. io faccio entrambe le cose, soprattutto va detto che fanno troppe uscite ed è veramente difficile star dietro al ritmo di 2 ep ed un disco all'anno (ed in passano son riusciti a farlo). troppi dischi insomma, infatti poco tempo prima di questo album è uscito un EP, "serpentine" che ho trovato la settimana scorsa! 5 pezzi (di cui uno compreso nell'album) come da copione, e contiene delle belle canzoncine, anche romantiche! e via! ed ora che noto l'ultimo post di fabio...mi sento di dire che sono sempre incazzato anch'io. anche solo così per solidarietà. +O:)
from monday to friday 365 X 24 preso male
ieri sera, alle 8 di sera, ero in autobus, tornavo dal lavoro, stanco e preso male, nelle cuffie avevo il nuovo underworld (a hundreds days off), mi sembrava di essere uno dei tanti... cmq il nuovo underworld è bello da ascoltare.
poi ho visto full frontal al cinema... una scatola dentro un'altra... le onde del destino (breaking the waves), l'ho perso, non mi fido di registrare film così lunghi per tele... tra pubblicità, tg notturni, si rischia che 180 minuti di videocassetta non bastino... cmq durante la notte film da vedere / registrare in tv ci sono... tagli permettendo... cmq la tv tenetela spenta, il resto del tempo...
full frontal s. sodenbergh 2002

lunedì, ottobre 07, 2002



ragazzi. i mc lusky. sono senza parole. che disco. che gruppo.
allah è grande. i mc lusky ancora di più.
Breaking the Waves
Lo stanno trasmettendo mentre scrivo su LA7. Secondo me è uno dei film più belli di sempre. Tutto qui. Ora però ho sonno e lo vado a vedere da letto, quindi mi disconnetto. Oh, si, mi disconnetto...

venerdì, ottobre 04, 2002

Ieri sera ho visto per la 6 volta in neanche un anno Il favoloso mondo di Amélie. Premetto: mi ritengo un fan di Jeunet dai tempi di Delicatessen, e quindi mi risulta difficile essere obbiettivo su questo film, ma lo trovo veramente unico. Dopo ogni visione scopro particolari nuovi, frasi che colpiscono, scene indedite, magari in secondo piano. Non è semplicemente la "storia d'amore che tutti noi vorremmo vivere". E' qualcosa di più. E' perfetto.
La trovata del suggeritore sotto al strada.
L'uomo di vetro che usa la videocamera come orologio.
Il tizio che balla con la gamba di legno e i neonati che nuotano.
Renoir.
Lucìen che odia le nature morte.
Lo scrittore fallito.
Il Sig. Bredoteau che ritrova la scatola di quando era bambino.
Amélie bambina creduta ammalata di cuore perché si emozionava quando il papà la sfiorava.
Amélie che si scioglie come un secchio d'acqua quando Nino lascia il locale.




Devo procurarmi il Dvd, per le scene inedite.
oggi sarebbe stata una settimana che non acquistavo dischi. un traguardo, per il sottoscritto. mi ero anche tenuto alla larga da negozi vari. poi, ieri sera, depresso per la terribile notizia che non mi avrebbero consegnato il pc, passo dal negozietto dell'usato di via galata.
in vetrina trovo Boyd Rice presents Music For Pussycats. 12€. Massì, lo prendo. Boyd Rice (ho controllato, è proprio lui, non un omonimo) è la mente di NON, collaboratore di Death in June, Current93 e compagnia bella. Musica un po' "particolare", se vogliamo, che io comunque adoro. Fatto sta che questa "raccolta" comprende una dozzina di pezzi fantastici di girl grups misconosciuti degli anni 60. Ballabili, allegri, one-hit-wonders da pelle d'oca. Eccezionali anche le liner notes dello stessso Rice. Credo entrerà anche lui nella classifica di fine anno...





What we know of any culture or civilization ultimately comes down to what survives.
Objects made of stronger materials, or objects in wider general usage are what usually seem to be left behind. And it's a shame. For every epoch whose crown jewels are preserved, we no doubt have thousands of chamber pots. In other words, we don't know those things which may have been most interesting about past eras, yet we're well acquainted with those things which may have been the most base or common. And so it is with pop music. For every song in endless rotation on oldies stations, there are thousands of others (some hits, some not) that we'll never hear again. These are a few of those songs. And my intention in compiling this CD is that I felt these songs deserve to survive, to be preserved. These songs literally constitute the soundtrack of my life, going back to age 16 or perhaps earlier. It never ceases to amaze me that when I encounter aficionados of girl pop, none of them have ever heard of singers like Robbie Winston, Susan Rafey, Diane Ray, or most of the others on this comp-all women who I feel have contributed works equal (if not superior) to the best the genre has to offer. These singers, and the songs they've recorded, have long occupied a special place in my heart. And the knowledge that I was listening to songs that virtually no one else seemed to know of, afforded me a peculiar kind of thrill. A mentor of mine once told me that the power of forgotten music, is that when you're perhaps the only person in the world listening to it, it's as though it's yours alone. Consequently, the experience of something magical becomes ever more magical. For going on 25 years, I've shared these songs with everyone close to me, all the while wishing that everyone interested in this type of music could be exposed to them. As much as I loved keeping these songs more or less to myself, I always had an odd sort of melancholy that they were never the huge hits I'd felt they deserved to be. In a better world each of these songs would have been a chart-topper, and the girls who sang them still playing sold out concerts in Vegas. I've spent years trying to track down some of these singers, and even the more well known among them (such as Priscilla Paris) seem to have vanished into thin air. But I didn't want their memory-or music-to vanish, so I compiled this CD as a sort of tribute to them. They, and others like them, may have missed out on the glory and rewards that they so sorely deserved; yet they created something uniquely enduring and endearing. And it deserves to endure. So I share it here with you, dear listener... --Boyd Rice