venerdì, febbraio 28, 2003




disco dell'anno a febbraio?
può darsi.
anch'io ho visto sweet sixteen. mi è piaciuto, sebbene ken loach non sia tra i mieie preferiti, anzi.
ho visto anche the ring, che è una discreta puttanata, ma fa paura al punto giusto. o meglio, la storia non fa paura neanche un po', ma è uno di quei film in cui ti spaventi comunque anche se sai che da un momento all'altro stai per spaventarti. non so se mi sono spiegato: buio, l'inquadratura si allarga, la musica cresce, tu sai benissimo che sta per arrivare qualcosa e quando arriva fai comunque un salto sulla poltrona di mezzo metro. mah. pare che la versione giapponese sia 100 volte meglio.
ho visto anche frida e non l'ho trovato male. anche se per ora prendimi l'anima è quello che per un po' di motivi mi è piaciuto di più.
parlano bene dell'ultimo di chabrol e di quello di pupi avati. vedremo.
mi rifiuto di andare a vedere muccino.

oggi a genova è primavera al 100%. giacca leggera, vespa e via. presto toglierò anche il parabrezza. fino a qualche tempo fa odiavo queste giornate, preferivo la pioggia pungente autunnale o il vento gelido di dicembre. da un po', invece, non è più così, e non so neanch'io perché la voglia di studiare diminuisce, quella di lavorare idem, le serate diventano sempre più vuote (fino all'esasperazione estiva).
l'altra sera ho visto i robocop kraus e non mi sono piaciuti per niente. banali e mosci. a dir poco terribili. il genere di per se non mi dispiace, ma loro li trovo, soprattutto dal vivo, incredibilmente inutili. mah.

ho qui da catalogare una collezione di specialità medicinali indiane per il museo; la colonna sonora è "our turn to cry", una compilation di ballate soul uscita su Kent un paio di anni fa. il lavoro, noiosissimo, è meno duro.


giovedì, febbraio 27, 2003

attesa.

ho visto sweet sixteen, nuovo film del regista inglese, ken loach. film crudo sulle "periferie" del nostro mondo, crudo quanto trainspotting (ma la trama ed i personaggi sono completamente diversi), ma reale e freddo come il regista ha già impresso su pellicole come riff raff o terra e libertà...
un ragazzino, una mamma in galera da far felice, un'amico, lo spaccio di droga, crescere troppo in fretta senza capire tutto.
andate a vederlo, in inghilterra la censura l'ha cassato, ma lì ad imbavagliare sono tanto bravi... seppur siano una delle culle della nostra cultura...

quando saremo tutti imbavagliati non ci sarà più attesa.

sabato, febbraio 22, 2003

sto andando al funerale di un amico.
la cosa potrebbe non interessare nessuno.
ma si parla del funerale del PIBE.
tutti frugando frai dischi delle piccole piccole distro, avranno per caso preso in mano uno dei progetti in cui ha contribuito.
Antisgammo. seconda voce. memorabile lo split coi Concrete.
strage.
Stillicidio. basso.
Ossessione. batteria.
collaborazioni coi No somos nada.
e poi Masnada.
e poi la fondazione di un piccolo squat in questo paesino provinciale: Piombino Dese.

Pibe ha contribuito ad aprire le strade. a giovincelli distratti com'ero io.
mercoledì sera ha chiuso la sua strada.
a Torino dalla zia.
ed ora vado a salutarlo.

mercoledì, febbraio 19, 2003

sono andato al mercato stamane, ho comprato 2 kili di arance da spremute, 5 carote ed un cd di tricky. si ! proprio così... un banco del mercato vendeva bottoni, orecchini, giochi da tavola per bimbi e cd varii a prezzi ridicoli... maxinquaye è stato il mio acquisto, ed ora suona mentre scrivo. a pranzo, mangiando sfogliavo un po' dei libretti che solitamente trovo in giro per locali, mostre, bacheche... uno di questi lo presi alla mostra fotografica di nan goldin al castello di rivoli, riguarda uan specie di installazione telefonica di francis alys, dal titolo matrix.2
componi un numero di telefono (verde: 800-180281) ed entri nel labirinto di scelte su come, perchè e quando basato su messaggi a scelta che ti orientano ll'interno del cavo telefonico.
ho provato, è ancora attivo nonostante l mostra sia finita, credo di aver trovato un'uscita.


martedì, febbraio 18, 2003

non lavorando, in questo periodo, ed avendo poco da fare fuori casa, mi rendo conto che la schiavitù imposta della tv non sia + l'unico metodo per tenerci bravi e buoni: internet ha ormai un potere immenso, forse + del piccolo schermo (ormai confutatto come ottuso ed insulso da tutti). è stato fatto un bel disegno negli scorsi anni: www è entrato nella vita di tutti: tramite le connessioni senza l'abbonamento al provider, con soddisfazione ($) dei promotori del free internet, da lì in poi banner, privacy, virus, spam, delivery notification, sniffing, password sono diventati parole comuni. hanno fatto si che la gente si creasse nuovi desideri, ad esempio: la connessione veloce (questa a pagamento, strno eh?). il risultato è ora tutti noi, non viviamo soltanto + nelle nostre case, nelle nostre strade... ma anche su internet, cioè siamo raggiungili, controllabili, osservati sempre.
il www ha permesso l'accesso all'informazione e a tante altre cose, prima irrangiugibili, ma chi ci dice che quello che troviamo/leggiamo sia vero... piuttosto sappiamo esattamente quanto costa... non è una critica radicale, è un dato di fatto, è una cosa che dobbiamo ricordarci, per non essere stupide vittime, insignificanti numeri, per cercare di non mutare come vogliono per farci nascere nuovi desideri imposti.
desideriamo la nostra vita ! sappiamo ancora cosa vuol dire stare al di fuori delle immagini, degli schermi. la natura non è stata ancora cablata.

un esempio di questa macchina dell'illusione, ce lo danno i blog: tutti ne hanno uno, personale o non... sono un'esplosione demografica di racconti personali, storie, informazioni, disinformazioni... internet ha messo a disposizione della gente un mezzo per buttarsi nel mondo: pubblicare se stessi ! (....viviamo dvvero non solo nelle case e nelle strade....)
le seguenti frasi arrivano da un commento scritto nella mailing list della mini :
"i blog piacciono perchè sodddisfano
a) il narcisismo di chi le scrive
b) la curiosità e il gusto di "spiare" la vita delle altre persone di chi le legge."
e a fine tunnel approfondisce.

questo blog, la mini, ha dichiaratamente altri intenti, se lo leggete credo ve ne rendete conto da soli. il blog per la mini è un semplice mezzo per comunicare, e nasce come sviluppo di una fanzine.
sempre sulla mailing list della mini si è anche discusso di fanzines al giorno d'oggi: ce ne sono poche, anch'esse "vittime del www". la mini ne è un esempio, ed è qui sul www, per cercare di essere fanzine dove ora la gente sta, inutile parlare nel vuoto, meglio parlare dove puoi essere ascoltato... e la mini critica anche.
parte della discusione avvenuta sulla mailing list a proposito di fanzine è stata riportata su captain dobey, leggibile da tutti.

sabato, febbraio 15, 2003

la felicità non costa niente è il nuovo film di mimmo calopresti, l'ho visto al cine, ieri pomeriggio, entrando in sala avevo qualche dubbio: gli altri 2 films che ho visto (la parola amore esiste e preferisco il rumore del mare), mi erano piaciuti parecchio, il trailer di quest'ultimo non mi diceva molto, ma ero curioso. il film parla di solitudine, paura, depressione, è un film reale, calopresti incentra la vicenda sull'uomo e la vita, inneggia in + punti a godersela, ed il personaggio si ferisce per cercare di raggiungere questo scopo. i colori sono caldi (fotografia), e ciò mi da un senso di vita/realtà.

città sotteranea era un gruppo, +/- sotteraneo del milanese, qualche anno fa registrarono dei brani per un cd (mai uscito), sentii quella registrazione, una sera, dal fonico che li registrò: mi piacque parecchio, ma non ho mai potuto recuperarla... ora tutti quei brani sono in rete, da scaricare, qui. buona cosa!



non nel mio nome.

giovedì, febbraio 13, 2003

che strano... forse nevicherà... qui a Padova, intendo. ma l'aria sa di quella che si chiama "primavera"... un ibrido tra terra bagnata e sole sulla pelle... contemporaneamente, si avverte qualcosa di orribile. ed io provo odio senza motivo.
vi capita mai di provar fastidio solo per il fatto di essere coscienti? vorrei anestetizzarmi. la chimica non basta...
proverò la chirurgia.
a volte i disegni di Dio sembrano gli scarabocchi di un bambino... o di un pazzo... è naturale dunque, cadere nella sua spirale di follia.
forse le divinità non centrano. la follia ti trova da sola.
Mauro Corona dice spesso che il dolore ci trova sempre, ci avvolge come in un bozzolo. la felicità invece, quando ti passa accanto, bisogna afferrarla senza pensarci troppo, e senza mai distrarsi.

nè capo nè coda - mi diverte.

concludo: con una citazione da nosferatu:

...il tempo è un abisso...
profondo come lunghe
infinite notti...
i secoli vengono e vanno...
non avere la capacità d'invecchiare
...è terribile
la morte non è il peggio...
ci sono cose molto più orribili
della morte;
riesci ad immaginare?
durare attraverso i secoli...
per inventare... ogni giorno
le stesse futili cose...


good!

il mio computer con tanto di minicalendario...

noto con piacere che anche fabio è portatore del verbo lomo. Io sono impazzito per la mia SuperSampler gialla, anche se con la focale e oprattutto il diaframma fisso devo usarla solo in esterni con pellicole dalla sensibilià assurda (sotto gli 800ASA non viene niente, caxxo)

martedì, febbraio 11, 2003

ieri sera sono stato al multisala pathe (una merda): tutto bello, tutto pulito, tutto asettico, tanto che un computer assegna i posti in sala, william gates ha scelto per me: ultima fila sul bordo sinistro. ho infranto la regola e mi son messo nelle prime file. il film era/è a proposito di schmidt: un neo pensionato fa fatica a trovare il suo posto, inizia + o - così, poi la storia si perde nel nulla, ottima fotografia di pianura americana ed un ottimo jack nicholson, davvero da oscar, lui, non il film.

lunedì, febbraio 10, 2003

piccolo messaggio tecnico: è stato aggiunto (sulla barra destra, qui a fianco) il photoexpo: serie di scatti fotografici . la mini su immagine :
queste le foto nell'ordine :
prima foto: scale di villa della regina (torino)
seconda foto: lampioni alla luce del giorno (torino)
terza foto: metropolitana in arrivo (londra)
quarta foto: eliminazioni di livelli
quinta foto: atombombpocketknife in concerto (torino)
sesta foto: spille su cappotto
settima foto: donna regina in concerto a sonar (barcellona)
ottava foto: passi sull'erba in lomografia (torino)
nona foto: lali puna in concerto a sonar (barcellona)
decima foto: fiocchi di neve notturna (torino)
undicesima foto: j church in concerto (torino)
dodicesima foto: fontana di villa della regina (torino)

....trovate anche il fumetto di linda (primo contributo dell'ipotetica mini 5), comics ad hoc per il mondo mini.

domenica, febbraio 09, 2003

willima gates continua a perseguitarmi, ieri notte, non avevo sonno, così mi sono messo al pc a cercare "cose" in rete, ad un certo punto è saltata la corrente: buio, sullo schermo, in camera, nell'ingresso, in cucina. perdo sensibilità alla vista, non cado nel panico, mi ricordo la posizione degli oggetti nella camera; medito che una fonte di luce possibile potrebbe arrivare dal pianerottolo (se la luce è saltata solo nel mio appartamento), mi muovo, cerco dei punti fermi della mia camera per non inciampare su altri, raggiungo l'ingresso e poi l'uscio: apro, luce! ok! vicino alla porta c'è il salvavita, do corrente: normale: solo l'orologio digitale sembra aver patito: lampeggia 00:00, il computer riparte ricordandomi di spegnerlo in modo corretto la prossima volta, grazie william !
ho scovato il blog di un tale tommaso labranca, sembra essere un tale conosciuto, scrive libri ed analizza [mi informerò meglio, ad esempio su neoproletariato], cmq, sul suo blog parla di una nuova categoria sociale, gli alt (autoreferenziali - logorroici - tormentati),
forse rientro anche io, mi chiedo ? ah, no... io sono un CNT (cassintegrato non tutelato);
ma a quante categorie sociali veniamo affibiati o apparteniamo ? io in realtà mi sento uno e basta, nonostante abbia 6 miliardi di individui accanto a me. dopo essermi clonato e dopo avere inglobato william nella mia casa, ora mi devo confrontare con i restanti 6 miliardi ?
per forza ?

venerdì, febbraio 07, 2003

Cara mamma, ti scrivo
dal fronte di guerra
di STEFANO BENNI



CAMP Silvio, deserto iracheno, 2 marzo. Cara mamma, siamo in zona operativa. Ci hanno detto di non usare mai la parola guerra, locuzione antiquata e drammatizzante, ma piuttosto termini come intervento preventivo, motivi tecnici, obliterazione degli obiettivi. Anche noi soldati dobbiamo esprimere i nostri sentimenti in modo acconcio. Ad esempio non si dice "cagarsi addosso dalla paura" ma "elaborare lo stress in modo autoreferenziale". Quindi sono il tuo Cosimo, e mi sto autoreferenziando perché ho paura che mi obliterino. Siamo in una tendopoli vicino agli americani, e si è creato un clima di sano cameratismo. Loro non ci chiamano più Macaroni, ma Chocolate boys, per l'abitudine del nostro premier di spalmarsi la pelata di Nutella quando va in televisione. Noi non li chiamiamo Gringos ma Findus, perché il presidente Bush si è fatto fare il lifting in crioterapia e per non fare squagliare tutto, se ci guardate bene, porta sempre al collo un filetto di salmone surgelato travestito da cravatta rosa.

Ieri è venuto il generale americano Mason e ci ha mostrato le prove delle armi segrete chimiche irachene. Una foto completamente nera, a riprova di quanto sono segrete. Poi ci ha spiegato che i missili iracheni hanno una gittata troppo lunga, mentre come è noto i missili di tutto il mondo hanno gittata comunale o tutt'al più provinciale. Ci ha fatto vedere addirittura un missile iracheno con la marmitta truccata.

Poi ha detto che c'è nel mondo un paese governato da un tiranno padrone di tutto e mentitore, che non vuole essere indagato né giudicato, è iscritto a un'organizzazione segreta di incappucciati che ha perseguito piani eversivi, consegna alle televisioni videocassette piene di minacce e per finire ha fabbriche d'armi ovunque, anzi le esporta in tutto il mondo, perciò l'Usa lo attaccherà. Gli abbiamo puntato contro i fucili e non li abbiamo abbassati finché non ci ha giurato che non parlava dell'Italia.

4 marzo
Oggi dovevamo avere due gradite visite. Il presidente Berlusconi e Sharon Stone. Ma non sono potuti venire. Invece di Berlusconi è venuto il ministro Martino e invece della Stone Maria De Filippi. Martino era bellissimo, con un cappello texano tricolore e gli sci da fondo. Credeva che l'Iraq fosse come l'Afghanistan. Ha ribadito che l'Italia non è in guerra, ma siamo qui solo per supportare in joint venture logistica l'intervento americano. Comunque ha detto di vigilare poiché il pericolo di un attentato è altissimo, si stanno saldando insieme il terrorismo islamico i pacifisti le brigate rosse i Nas i disobbedienti, gli arbitri, i vescovi e la cassazione.

Se colpiranno subito sarà grave ma se non colpiranno sarà anche peggio perché allora gli attentati li farà la Cia e quella va giù pesante. Infine il nostro colonnello ha gridato: volete camminare nel deserto per cinquanta chilometri o vedere Maria De Filippi che balla? Aveva appena finito di dirlo che eravamo tutti e trecento schierati in assetto di marcia. Il colonnello non sapeva se essere contento o meno. Dormiamo in simpatiche camerette col letto a Castelli. No, hai letto bene mamma, non a castello, a Castelli, i padani occupano la branda sotto, i meridionali dormono per terra. Il lettino sopra è occupato da un cartello: la branda va rifatta in nome del popolo.

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7 marzo
Stamattina abbiamo eseguito un'esercitazione anti guerra chimica. Abbiamo fatto colazione con cappuccino liofilizzato e hamburger surgelati americani. Il cinquanta per cento non ce l'ha fatta ed è a letto che autoreferenzia. E' venuto a trovarci Tony Blair. Che stile, che eleganza! Sembrava Little Tony passato per Oxford. Con lui c'era Gasparri. Che stile, che vivacità! Ha bofonchiato qualcosa per un minuto e poi è rimasto bloccato nella sua solita espressione: a bocca aperta e col labbro pendulo. Un po' alla volta gli si stava riempiendo la bocca di sabbia e allora gli abbiamo messo una maschera antigas. Pensandoci bene, non ha cambiato faccia per niente.

Siamo eccitati perché ci hanno detto che in settimana dovrebbe finalmente arrivare Sharon Stone, se no Valeria Marini, se no la Moratti. E poi una buona notizia: a quelli del Grande Fratello li avvertiranno se scoppia la guerra, mentre a noi non diranno cosa succede nella casa del Grande Fratello: una bella rottura di marroni risparmiata.

8 marzo
Ci siamo scambiati le mimose. Da alcuni indizi l'attacco sembra imminente. Il colonnello Mason continua a portarci prove delle armi segrete di Saddam, ad esempio ci ha fatto vedere che i cannoni iracheni hanno la canna vuota, cosa ci nascondono dentro? Nel pomeriggio abbiamo visto anche gli ispettori Onu. Hanno tutti un berretto da Sherlock Holmes, la pipa e un metal detector. Gli americani gli hanno detto di scavare tutto in tondo nella sabbia, perché sotto poteva esserci un bunker segreto. Solo alla fine hanno detto che era uno scherzo, volevano solo che qualcuno gli costruisse una bella pista per le biglie, e si son messi a giocare con grande risate. Ho capito che gli americani sono dei gran burloni e che la vita dell'ispettore Onu deve essere durissima.

Alla sera, abbiamo visto il film "Il ponte sul fiume Lambro", una versione padana del Ponte sul fiume Kwai con gli albanesi al posto dei giapponesi e Lunardi che fa il colonnello costruttore al posto di David Niven. Il film dura sei minuti, poi naturalmente il ponte crolla. Dopo il rancio il colonnello, democraticamente ci ha prestato il telefonino satellitare e ha detto: adesso ognuno mandi un essemesse alla sua ragazza. Il soldato Micillo, detto Miccichè per la sua intelligenza ha detto: potrei usare altre tre lettere invece di esse emme esse? Il colonnello ha detto che consulterà il regolamento.

12 marzo
Stamattina è venuto a trovarci D'Alema. Per mostrare che era per la guerra ma non troppo indossava una giacca da paracadutista, bermuda a fiori, e un preservativo sulla baionetta. Ha detto che dobbiamo essere tecnicamente pronti all'azione pacificatrice e ha cominciato a tracciare strani segni sulla lavagna. Per me erano i piani per un attacco a terra, per un mio amico era lo schema della nazionale di Trapattoni. Poi si è scoperto che era la linea politica dei Diesse sulla guerra.

Con lui c'era Vissani che ha preparato un rancio speciale. Tortino di sabbia al tartufo e poisson en boite avec julienne de haricots, ovverossia tonno in scatola e fagioli. Tutta la nuit abbiamo scoreggiato en pleine air chiedendoci pardon. La mattina D'Alema è risalito sulla sua barca (ci aveva messo sotto le rotelle) e ha detto che lui non dice bugie come Silvio Nutella: entro due giorni farà venire la Ferilli se no la Parietti se no Pecoraro Scanio.

Nel pomeriggio abbiamo fatto l'esercitazione insieme agli americani. Loro sparavano e noi andavamo a controllare se avevano colpito il bersaglio. Quando eravamo vicino al bersaglio loro continuavano a sparare e gli inglesi venivano a controllare se ci avevano colpito, e così via. Era un tourbillon molto vivace. La notte però ho dormito male.

14 marzo
Finalmente è arrivato il presidente Berlusconi in elicottero. Era incazzato perché per tutto il viaggio è stato seguito da un branco di fenicotteri che lo fischiava. E' sceso con un agile balzo e per trovarlo nella duna hanno dovuto usare i cani da valanga. Silvio era in tuta mimetica, e sulla faccia aveva un fard speciale mimetico a chiazze studiato dal Pentagono e dalla Revlon. Purtroppo si era messo in testa troppa Nutella e i cammelli sono impazziti e hanno cominciato a leccarlo.

E' salito sul palco e ha detto che lui non è solo il presidente operaio il presidente picciotto, il presidente terremotato, ma anche il presidente soldato. Ha detto che non ha fatto il militare perché le caserme sono un covo di bolscevichi, ma che sa usare un'arma. Ha fatto mettere dieci bottiglie una vicina all'altra a cento metri e ha imbracciato il fucile. Tutte le volte che sparava le bottiglia rimanevano intere e non succedeva niente. Ci hanno spiegato che sparava tra una bottiglia e l'altra, capito che mira? Alla sera abbiamo fatto Ustica two, un'esercitazione radar insieme agli americani. Loro simulavano di attaccare con degli aerei e noi simulavamo di rubare i tracciati. Devo dire che li abbiamo surclassati.

23 marzo
E' stata una serata indimenticabile. E' arrivato Colin Powell, un negrone che sembra il commercialista di Tyson e ci ha mostrato nuove prove delle armi irachene. Una ricevuta fiscale della ditta tedesco-americana che ha venduto a Saddam il gas con cui ha sterminato i curdi. Le foto dei missili che gli hanno venduto i nostri alleati russi, e i sistemi di puntamento italiani e francesi. Poi ci ha insegnato a torturare i prigionieri senza lasciare segni e ha cantato "Caravan petrol". Che simpatico!

Quando se ne è andato ci siamo torturati per un po' ma ci stavamo annoiando. Per fortuna, a mezzanotte ci hanno detto che avevano montato il palco per lo show. Dovevano esserci le veline ballerine, invece c'erano due velone ballerone con uno spinnaker per slip. Poi Schifani e Vito che volevano fare i fratelli De Rege, ma la scenetta non è mai iniziata, indovinate perché. Alla fine, c'era il balletto di Maria De Filippi e Pecoraro Scanio, ma fortunatamente si è alzata una tempesta di sabbia. Dio è con noi.

25 marzo
Siamo andati a letto agitati, perché siamo in job alert, mi sa che domattina attacchiamo. La prova certa è questa: si sente un gran puzza di salmone rancido, quindi Bush e la sua cravatta rosa sono arrivati. Inoltre in Iraq ci sono settecentomila soldati e rimpatriarli tutti costerebbe troppo. Ci hanno distribuito l'equipaggiamento antichimico, una maschera antigas e una cartina di Milano. Il colonnello Mason ci ha detto che i primi a andare all'attacco, per motivi tecnici, saremo noi italiani, ma di non preoccuparci perché ci coprono loro con gli aerei, basta seguire l'ombra.

Guardo le stelle irachene, così simili alle nostre, e penso: ma insomma, con la new economy e le promesse del nano nutellato, e la tecnologia, e l'impero del Bene come mai tutto quello che si annuncia nel nostro futuro è una guerra dopo l'altra? Possono due petrolieri megalomani spaccare in due il mondo solo perché nessuno li lascia soli nella loro paranoia? Ma poi mi sono consolato: mamma: pensa a quelle guerre scomode, nelle trincee col fango, le scarpe sfondate e invece siamo qui con gli alleati Usa cento volte più forti dei nemici, un bell'equipaggiamento e mezzi modernissimi, pagati dai cittadini. Morire in una guerra così è da disfattisti, anzi, come dicono gli americani, è proprio out. Vero, mamma?

28 marzo
Cara signora madre di Cosimo.
Questa non è una lettera preconfezionata, ma personale per lei. Sono lieto di informarla che suo figlio Cosimo è tecnicamente morto nella prima operazione di prevenzione, obliterato da fuoco amico. La cordiale ferita gli ha causato un'amichevole emorragia che lo ha cameratescamente dissanguato accompagnandolo a braccetto nel paradiso degli eroi. Ma non sia triste. Per consolarla di questo spiacevole inconveniente ho almeno tre belle notizie.

Essendo suo figlio Cosimo il primo caduto italiano in zona, ha vinto il premio del Presidente del Consiglio consistente in una licenza premio di due settimane da trascorrere in una delle sue ville in Sardegna. In quanto a lei, mamma di Cosimo, sarà ospite d'onore a ben tre talk show in una settimana. La prego di comprarsi i vestiti adatti. Sappiamo inoltre che suo figlio Cosimo era di sinistra. E inoltre meridionale e licenziato da poco. Si immagina che vita avrebbe fatto nel nostro paese? Meglio così.
Con simpatia, il presidente del consiglio, generale Sylvio Nutella Berlusconi.

PS. Non si sogni di protestare. Solo il popolo mi può giudicare, e lei è una sola.

(1 febbraio 2003)



in realtà lo scrittore dello in , non ho mai letto nessun libro questione, però questo visione del dopo domani mi piace.
....ascoltando milaus....
e prima il pc mi ha dato uan finestra blu: errore di windows: william gates mi legge, allora.
reduce da un concerto dei gluecifer (senza lode e senza pecche) e con voglia di stare sotto le coperte. invece.
vuoto di idee.
non ho nulla da scrivere qua sopra.
parole zero
parole zero
parole zero
preparo (a rilento) una specie di photoblog per la mini, ma in una versione un po' diversa... i photoblog sono in moltiplicazione, non necessitano parole.

mercoledì, febbraio 05, 2003

un luogo dover perdersi, immersi nella gelatina dei rumori stradali, tra blips e clicks, un bambino clonato comanda le anime perse e gli ispettori onu spediti in texas ad indagare sulla nocività dei resti della navicella spaziale. il rapporto è inquietante: la navicella è aliena ! il bambino clonato muta in un alieno e chiude gli x files. blip blip blip blip blip. nel luogo dove perdersi, in mezzo alla gelatina urbana vengono creati i virus informatici, ma non per volontà, per errore della centralina elettronica delle auto catalitiche. william gates colloquia con l'ex bambino, ora alieno per esportare windows nella galassia. errore di sistema. errore fatale.

http://www.0100101110101101.org/
http://www.thisisamagazine.com/

domenica, febbraio 02, 2003

in questi giorni nella mailing list della mini, si è parlato parecchio di fanzines: passato, presente e futuro di questo tipo di stampa autoprodotta; non è un buon periodo, se ne vedono sempre di meno. una di quelle belle (e per ora costanti nelle uscite) è oriental beat (linkata nella colonna a fianco), giunta al quinto numero; competente zine punkrocco che si divide in 3 parti: opinioni (monologo dell'autore su + temi, una parola dietro l'altra, quasi sempre piacevoli, a parte quando si parla di amici o situazioni che noi lettori non capiamo molto), interviste (revolvers, taxi, american heartbreak: queste prime tre non un granchè, meglio quella fatta ad hang over records, discorsiva ed interessante), ed infine il capitolo recensioni (fanzines e dischi, le prime interessanti, sui dischi le recensioni sono minimali, una specie di: mi piace / non mi piace, giustificato). layout e grafica sono perfetti.
sul finire del 2002 è uscita una compilazione autoprodotta casalinga, direttamente dal letto della under my bed records: broken keyboards kept under my bed che mette alla luce un'interessante fermento musicale attorno alla musica elettronica da fare in casa (con computers e/o tastiere); pieno spirito homemade per 18 musicisti non del tutto omologati allo schema dei 140 bpm, cassa dritta, unz unz... riviste e critici musicali definirebbero il cd come: idm, glitch pop... qui piuttosto si va sul concreto, il livello di ascolto è buono, solo in 2/3 brani si cade di tono, ma 'mbromo, ent, bandaminima, pirmin, vitro e polis regalano dei brani eterei ed allo stesso tempo ritmati di ottima qualità.
le choc de lastronomie populaire è il primo cd dei ned, trio di lione, che incide per la propria sk records. il disco mi ha colpito: i brani seguono delle linee non definite vicine all'art rock ma con impulsi e cadenze vicine al punk noise, non sono per nulla estremi, sono davvero un buon ascolto, internazionali nel suono e negli orizzonti...
fine delle recensioni.