sabato, agosto 30, 2003

ho sete !
in questi giorni è ripresa la "lotta" in val di lemme (provincia di alessandria) per opporsi alla costruzione di una cava (per la produzione di cemento nel vicino cantirere dell'alta velocità) nel sito di una sorgente di acqua oligominerale.: esempio lampante di quello che sta accadendo ad uno dei beni fondamentali della vita.
all'oggi, dopo una lunga estate calda la siccità è ricomparsa anche in italia, così per alcune ore in certi comuni è stata tolta l'erogazione dell'acqua ed abbiamo attraversato a piedi i letti dei fiumi: ci siamo resi conto del problema acqua. tanto per dare una statistica a margine del discorso: noi, italiani, siamo tra i primi consumatori al mondo di acqua minerale. Il grosso del problema riguarda l'intero pianeta, in trent'anni ci siamo bevuti il 40% delle risorse idriche e la previsione per i prossimi 20 anni condanna a morte quasi 3 miliardi di esseri umani che non potranno bere acqua potabile. tutto questo perchè effettivamente la terra si sta inaridendo, perchè le risorse idriche sono mal distribuite (sprechi nel primo mondo, scarsità nel resto), perchè gli acquedotti sono sempre più inquinati (voi bevete l'acqua del rubinetto, in città ?), ed in più come ciliegina della torta tre anni fa (presso il secondo forum mondiale sull'acqua) si è deciso che questo bene fondamentale può essere privatizzato, cioè non è più un diritto ma un bisogno che può essere regolato dal mercato. come l'energia elettrica: ce n'è poca: la paghi di più... la solita politica economica del: tutto è vendibile...
è il business del futuro, o già dell'oggi (in italia ci sono centinaia di aziende di acque minerali oltre alla società che gestiscono gli acquedotti che hanno come risultato una lunga serie di prodotti per soddisfare la sete), ed è ovviamente tema per fare una guerra (cioè fare altro business). diminuendo la quantità d'acqua e diventando un vero e proprio prodotto otteniamo subito un risultato: diminuzione della qualità ed aumento del prezzo; in america latina ed asia, l'acqua è già carissima (molto piè che qui), così questo bene diventa tema di tensione sociale (in bolivia la privatizazzione è fallita per la forte protesta di massa).

siamo davvero ai limiti... come era lo slogan ? "il mondo non è in vendita" no, è stato già venduto, dopo le terre anche l'acqua

mercoledì, agosto 27, 2003



sostanzialmente è tutto in vendita, anche quello che non c'è. se non c'è energia elettrica noi te la vendiamo lo stesso, più cara, perchè appunto non c'è. ti vendiamo anche la guerra, chiavi in mano. la terra è stata già venduta, così marte e la luna (tra un po' faremo i weekend organizzati...)

lunedì, agosto 25, 2003

ci sono dei momenti in cui il crollo sembra davvero vicino: quando si manifesta la paura collettiva data da grossi eventi/tragedie; ricordo chernobyl, l'attesa per la prima guerra in iraq, l'11 settembre... e questi giorni, quando il mondo appare come una polveriera. è la paura che tutto si sbricioli, cominci a crollare, ma non è il crollo.
la paura è un sentimento che nasconde cosa sarà realmente il crollo. la paura nasconde...
l'oggi: iraq, uno degli esempi.

giovedì, agosto 21, 2003

Il titolo di canzone che più mi ronza nella testa in questi giorni (il titolo solo; la canzone non la ricordo e non sono ancora andato a ripescare la cassetta): New York City Overload, di Clock DVA.
Il pensiero che più mi ronza per la testa: resisteremmo noi? Perchè un paio di ore di buio possono fare sorridere, si sta fuori a guardare le stelle.
Ma quando le crepe si allargheranno, avremo tempo di ridere o saremo trascinati giù anche noi?

Probabilmente ci farà bene...

martedì, agosto 19, 2003

-OVERLOAD-

Il tanto atteso momento in cui il castello di carte che ci troviamo incidentalmente a vivere crollerà è vicino e brilla da lontano, anche se è proprio una mancanza di luce a segnalarcelo.
Sicuramente saranno balzati agli occhi di molti gli episodi di interruzione della fornitura di energia elettrica ripetutisi in questa calda estate, culminati nel lungo black out della città di new york la settimana scorsa.
L'allegro modello economico del quale facciamo parte trova nella crescita costante la sua ragione di vita; le aziende puntano irrinunciabilmente ad un rialzo del fatturato, le economie statali guardano con severa preoccupazione un segno negativo davanti all'indice Prodotto Interno Lordo, giudicandolo come un segnale di una politica economica poco azzeccata.
Da un punto di vista più terra terra, la crescita del fatturato (e del PIL) è causato da un aumento dei consumi: le aziende producono (e vendono) di più se c'è qualcuno (i consumatori, noi) che compriamo di più, questo è chiaro.
Tutto il sistema lavora affinchè i nostri consumi aumentino, ma il continuo incremento della quantità di beni consumati si reggerà in piedi finchè ci saranno abbastanza beni disponibili sul mercato. Finchè cioè l'offerta di un bene supererà o per lo meno eguaglierà la domanda che ne viene fatta, a noi consumatori non rimarrà che avere la disponibilità di denaro per acquistare, nella granitica certezza di poter avere tutto ciò che desideriamo a patto di poterlo pagare.
"Overload", questa è la parola magica che si nasconde dietro i black out di quest'anno: troppa richiesta di energia rispetto a quella disponibile, e le linee hanno ceduto. Troppa domanda rispetto all'offerta, non c'è elettricità per tutti quelli che la richiedono, pur potendola pagare.
Fare i conti con la limitatezza delle risorse a disposizione sul pianeta terra ci mette di fronte, per la prima volta in questi 50 anni di crescita costante, alla nostra responsabilità di singoli consumatori.
Non basterà più avere il denaro necessario, ciò che vogliamo dovrà essere disponibile e, anche solo mantenendo costante l'attuale ritmo di consumo, più saremo a consumare più difficile sarà recuperare i beni sul mercato.
Un paio di ore passate al buio: il piccolo segnale che il sistema economico radice dei tanti mali di cui soffriamo sta aprendo le prime crepe nella sua struttura che credevamo monolitica e inattaccabile.
Quando le crepe si allargheranno ci sarà da ridere.
finalmente.

lunedì, agosto 18, 2003

You're No Rock'n Roll Fun
trasferta al gran completo (vari autori della mini) a brescia, alla festa di radio onda d'urto (emittente libera) per vedere il concerto delle sleater kinney unica data italiana all'interno di un mini tour europeo. festa estiva assortita con mega tendoni di cibarie (dal vegetariano al kebab...pizza...) che sino all'inizio del concerto sono state protagoniste assolute. in mezzo ai tendoni: banchetti e vendita di qualsiasi cosa possibile, il che mi ha stupito un pochettino, per essere all'interno di una festa di una radio libera (per cui controculturale): l'aspetto "vendita" era davvero forte, credo non fosse voluto in origine, semmai l'afflusso notevole di gente attira il "mercato"... lo sbattimento da parte dei ragazzi della radio (credo tutti in forma di volontariato) è enorme, ed in realtà il risultato è buono: tanti colori eraccolti assieme ed un po' di vita calorosa in mezzo ad agosto (mese solitamente morto per le città).
in lontananza si vedono arrivare fulmini e lampi dalle montagne: ahia ahia. il palco si accende e si presentano 2 ragazze ed un ragazzo, a nome origami, sono il gruppo di spalla, pare arrivino dall'australia. suonano mezz'ora scarsa, basso e batteria + una voce stridente / fastidiosa, ogni tanto tolgono e mettono una chitarra o un synth: alla fin fine niente di che se non un po di manierismo e tanti yeah yeah.
e poi comincia la pioggia... le nuvole arrivano proprio quando il set per le 3 SK è montato. fuggi fuggi nei tendoni...
chiacchere con la massa di gente attorno, con il pensiero: "se smette, suoneranno?" per una volta la mia vicenda concerti - pioggia (dopo un passato del tutto negativo) finisce bene: smette ! via i teloni dalle casse, cavi jack al loro posto, spie accese...
arrivano sul palco ben vestite (come credo facciamo di solito), un hello e via. la timbrica delle voci, delle chitarre e della batteria è la stessa dei dischi, c'è in più la realtà dell'esecuzione dal vivo, corin e carrie suonano quasi separatamente, sembra che sul palco ci sia una sola persona, in realtà c'è parecchia coesione nel suono e tra di loro; la batterista si agita su ritmi schematici, ripetitivi ed i suoi capelli volano via per il vento (ops: è un ventilatore...). 35 minuti, senza bis, ci fanno ascoltare il loro repertorio in ordine sparso, non sembrano dare particolare importanza all'ultimo lp (che compie giusto un'anno, dall'uscita) one beat. al termine, rimaniamo smarriti, per qualche attimo, perchè non facciano bis: ma no, è stato bello così.
questo post me lo autocensuro, in quanto non completo: è un tema da sviluppare, mentre il post in questione è stato il frutto di un momento di rabbia nella lettura di alcuni blog. punto a capo

mal di testa ? problemi di stomaco ? fatevi un giro su un qualche weblog italiano: peggiorerà, garantito.
cattiveria: il blog ha rotto il cazzo. l'ostentazione del se, ed il voler seguire il trend "ora mi faccio un blog" ha rotto... il risultato è una qualche migliaia di siti, inutili ai più (se non ad un numero ristretto di amici/lettori), fini a se stessi, cioè che sono weblog e basta e non strumenti per... insomma il blog all'italiana è troppo all'italiana: volemose tutti bene...

ah, già questa pagina è un weblog... si, tecnicamente, praticamente è una fanzine collettiva.


mercoledì, agosto 13, 2003

semplicemente questo: il disco della mia estate in ufficio: guther , appena uscito... se andate sul sito dell'etichetta (morr music), potete ascoltare in streaming 3 brani.

lunedì, agosto 11, 2003

ed ora le città sono davvero vuote. è uno dei pochi piacere del lavorare in agosto. mi immagino spiaggie affollate come centri commerciali dove al posto degli scaffali ci sono le file di ombrelloni.
la mini non è chiusa per ferie e non mandate cartoline.

spreo nel frattempo di portare avanti qualche approfondimento...

giovedì, agosto 07, 2003

cammino in mezzo, vicino alla striscia che divide la carreggiata, nel punto più alto della schiena di mulo. la gomma delle scarpre sembra chewing gum, non c'è nessuno, non c'è nessuno, non c'è mai stato nessuno qui. vetrine, una dietro l'altro, in alto insegne, in mezzo blocchi di cemento ardente: la notte tardi emanano ancora il calore respirato durante il giorno, come le piante che buttano fuori l'anidride carbonica. un cantiere stradale blocca il cammino, anche l'asfalto si blocca, deformandosi: magma
torno indietro, mi affianco ad una vetrina, l'aria rarefatta all'interno ha creato la condensa sul vetro, appoggio i palmi, riesco a vedere poco, levo i palmi, rimane il mio segno, doppio. vendono condizionatori d'aria, hanno fatto affari, ora saranno su qualche spiaggia esotica a godere il frutto. ai tropici, come qui, ma non ci siamo abituati al caldo, abbiamo comprato i condizionatori. non ci siamo abituati, stiamo male.
chiuso per ferie, in fondo, sulla piazza grande, uno schermo digitale tra i tetti manda questo video

mercoledì, agosto 06, 2003

giro giro tondo casca il mondo ! casca il mondo ! casca il mondo !
ora abbiamo pure i flash mob: mobilitazioni di pochi minuti senza un motivo preciso, che nascono nella rete (via e mails, forum, blogs) e che non hanno uno scopo preciso, istruzioni sul dove farlo e come, date da un uno. mah... un nuovo trend ? una nuova forma di protesta ? non so... il fffenomeno si è visto 2 volte in italia a fine luglio, golem l'ha così scandagliato

leggo quasi per caso: SCO, una delle case "produttrici" di unix (sistema operativo) vorrebbe far pagare i diritti di utilizzo alle società che hanno come sistema operativo linux (famiglia Unix...), perchè secondo sco, il loro sistema è stato utilizzato in linux... ehm... il "pinguino" di linus torvalds (mente di linux) è open source, cioè è un sistema aperto che può essere sviluppato da chiunque...


ah! questa non la sapevo... un mega sito sulla bibbia, basta sbagliare una lettera (ad esempio, io a scrivere con la tastiera sbaglio a digitare una lettera ogni tre)

ma è tutto chiuso per ferie ? forse no...
nuovo numero per post it rock (sesto), così anche per mail art virtuale. buona lettura, sotto l'ombrellone dei pixels accesi del vostro computer.
mi raccomando mandate una cartolina e bagnate i fiori !

martedì, agosto 05, 2003

Ah, film pessimo, credo che qui in italia si chiamasse, traduzione testuale oserei dire, Brivido (e ciò lo rendeva ancora peggiore...).

Però è vero, l'estate aiuta un po' ad allontanarsi dalle macchine, a riscoprire il proprio corpo, che non è un brutto oggetto: nuota, gioca a pallone, va in bicicletta...
E se ciò è "merito" delle ferie e della lontanaza dal luogo di lavoro o studio, suggerisce certi ragionamenti ovvi che non sto qui a dirvi...


Vi è mai capitato di sbagliare la digitazione di questo sito? A me sì, blogpsot invece di blogspot. Ho avuto una sincope...

lunedì, agosto 04, 2003

non ho avevo di scrivere e per la verità ne ho poca tuttora. ritorno su questa spiaggia con forte repulsione verso la tecnologia, soprattutto se si parla di webserver, pubblicazione ftp, template dei blogs et similia...
ho spento la macchina più di una settimana fa e sono stato bene.
macchina. prima o poi avrà davvero vita e metterà sotto l'uomo, avete presente il film maximum overdrive, diretto da stephen king (che a me non piace per nulla), nel 1986, con gli ac dc in colonna sonora ? li tutte le macchine si accesero per combattere l'uomo. il film era bruttino, ma oggi vorrei che capitasse qualcosa del genere.
vabbuo', fa caldo, pazientate