lunedì, maggio 23, 2005

la memoria. prima o poi riusciranno a rubarla, per ora resta il bene comune più grande. soprattutto per ricordare gli errori. 60 anni fa, la liberazione, la fine di una guerra; la memoria non ha funzionato così bene in questo periodo, questo è certo, ma siamo ancora in grado di ricordare.
personalmente ho provato parecchia emozione, a visitare la mostra "la lunga liberazione" nonostante non abbia vissuto neanche lontanamente quel periodo, quei drammi, quell'italia, quel mondo, però è qualcosa che fa parte di tutti noi, esseri umani. la lunga liberazione è una mostra fotografica che parla letteralmente degli sguardi della gente durante stata la lotta per liberare la penisola dal nazifascismo; fotografie vive. la memoria.
la mostra è ospitata a Torino al Museo Diffuso, luogo stabile di memoria sulle guerre e sui diritti civili, che ospita anche una sezione permanente in formato multimediale su come ha vissuto quel periodo, Torino, sotto la guerra, tra il 38 ed il 45. (a dire il vero, questa parte debbo ancora visitarla, a causa della forte affluenza di pubblico nel giorno in cui visitai il museo).

sabato, maggio 14, 2005

Dälek, o del sublime

Il suono del nostro tempo, per quanto possa essere detestabile, questo tempo e questo suono. (G. L. Ferretti)

Come qualcuno che recita parole sul fragore di un bombardamento a tappeto, sul WTC che crolla.
Tu lì, a guardare/ascoltate, sgomento e compiaciuto, con le orecchie a pezzi.
Tutta la musica del XX secolo, distorta, epica, marziale, masticata e digerita, restituita sotto nuova forma, in un pugno di canzoni.
Citazioni, echi del passato, riappropiazione di musiche dalle radici nere; cerchi che si chiudono, muri che crollano.
Un concerto di Dälek, forse ancor più del disco, ha certamente a che fare col sublime, quel sentimento, come ha affermato Karlheinz Stockhausen, che è proprio della dismisura.
Dismisura di volumi, dismisura di distorsioni, dismisura dei battiti che si intersecano ai clangori.
SI resiste alla repulsione e si resta lì, succubi, affascinati, impotenti.
Il sublime è un sentimento che mescola insieme sgomento e piacere e ha la propria origine nel grandioso, nell’incommensurabile di fronte a cui l’uomo prova un senso di finitezza, di fragilità.
Il sublime si pone al confine fra etica ed estetica.
Lì, il confine fra bello e brutto, piaciuto o meno si dissolve. Inizia dell’altro.

Gate 52 [posto un po’ triste], Bussolengo (VR), 13 maggio 2005

Tutte le parti in corsivo sono tratte da Crolli di Marco Belpoliti (Einaudi, 2005)

sabato, maggio 07, 2005

pronto ? uhm, si sente male... prontoooooo !?
abbiamo lasciato un po' sola la mini, ed ora quasi non risponde più.
ora cerchiamo di riprendere una posizione comoda sulla poltrona di comando e veniamo di sistemare, le cose; sembra ci sia parecchio materiale su cui scrivere, ma prima mettiamo a punto i macchinari.