domenica, ottobre 31, 2004

Einsturzende Neubauten dal vivo al teatro Valli di Reggio Emilia, nell’ambito della rassegna “Memoria degli uomini | Memoria delle macchine”.
Non è più il tempo di flessibili e martelli pneumatici, tutto si è fatto più presentabile (tanto che la proposta dei tedeschi non stona più di tanto con il barocco teatro reggiano). E se non fanno più impressione i clangori e le esplosioni industriali, l’attenzione si sposta su rumori più isoliti e soffusi, dalla tela che si strappa, all’aria soffiata in tubi metallici, a xilofoni rotanti costruiti con dischi simili a seghe circolari. Come a sottolineare che ogni oggetto ha un suo suono; infiniti, anzi, a seconda di con cosa, di come, lo si percuote, lo si trascina, lo si...soffia. Con un ostinato ricorso alla manualità, si evidenzia, quasi con ostinazione, come tutto sia reale, tangibile (questo è certamente il valore aggiunto, rispetto ai dischi), lasciando l’elettronica volutamente ai margini.
A fronte di una proposta musicale che ormai ha poco da dire, è questa tendenza involontariamente antimoderna il tratto ora più interessante del gruppo.

giovedì, ottobre 28, 2004

stiamo iniziando a preparare un nuovo numero della mini, il sesto, che vedrete su queste pagine tra un po', al momento non è prevista una versione cartacea/fanzine, semmai un file da stampare e leggere con calma. i posts di questo periodo riguarderanno il materiale che finirà sopra questo numero. se avete vogli di scriverci su o farne parte, mandatemi una mail.

domenica, ottobre 24, 2004

Concerto di Stefano Giaccone e Mario Congiu, venerdì sera al Morya, vicino a Brescia.
Due chitarre, sax, batteria e tastiere. E voce, naturalmente. Il tour di un CD di cover italiane, associato a un excursus live sulla carriera di Giaccone, dai Franti di No Future, agli Howth Castle di Of winds and shores, cantata da Congiu.
Un riassunto di anni di carriera, fatto attraverso riarrangiamenti quasi springsteeniani e versioni con un taglio più autoriale. Eppure un riassunto che non dà il senso di una chiusura, ma quella di una continuità, della consapevolezza della forza delle proprie radici. Più un guardare nel proprio bagaglio andando avanti che non un fermarsi un attimo e voltarsi indietro.
D’altra parte le cover del CD non sono (solo?) il romanzo di formazione del giovane Giaccone, ma anche la dimostrazione di una continuità della canzone popolare italiana, fra un De Andrè contemporaneo dei Franti e un Fossati di poco più di dieci anni fa.
Un concerto denso di significati (più o meno espliciti), bello (ma non poteva essere altrimenti data la forza del repertorio), in un ambiente con un pubblico eterogeneo, per cultura, età, esperienze e chissà cos’altro.
Musica popolare, appunto.

sabato, ottobre 16, 2004

7 anni fa, iniziai ad addentrarmi a pieno nell'ascolto di musica elettronica sperimentale, uno degli imput principali fu il concerto dei pan sonic a torino: una forza urtante a forma di onda sonora ritmica generata dalle macchine dei 2 ragazzi finalndesi. ieri sera, con poche aspettative da parte mia, si è ripetuto l'impatto dell'onda nell'ascoltare (soprattutto con il corpo) le vibrazioni emanate dalle casse dell'impianto audio del supermarket (locale torinese), dove il duo finlandese ha suonato. non credevo di ritrovarmi in mezzo ad un suono devastante (tanto da far bruciare una monitor/spia), quanto articolato, ed in perenne mutamento; a vederli, apparentemente si coglie ben poco di quello che stanno creando, ma dietro di loro è proiettata l'onda del suono che generano, e per un effetto dato dalle luci sul palco, in mezzo all'onda si vedono le ombre dei 2 che manipolano i loro aggeggini. a supporto dei pan sonic ha suonato origami (dalla norvegia), che ho seguito per pochi minuti, ed i fiorentini plastic violence, i quali hanno eseguito un set secco composto da suoni secchi e dissonanti, sormontati da un video sulla vivisezione animale. il concerto è stato organizzato da urgh.

martedì, ottobre 12, 2004

a proposito di media... il nuovo film di guido chiesa, lavorare con lentezza, riporta alla luce radio alice, una delle emittenti libere italiane: una di quelle che diede voce ai fermenti del 1977 e l'imput all'evoluzione della radio stessa, dando voce alla gente, tramite le telefonate in diretta (da qui nacque la diffusione delle radio private, con le richieste di brani ed i saluti da parte degli ascoltatori...). il film ha una parte documentaristica legata proprio alla radio e alla bologna del tempo (l'uccisione di un ragazzo durante gli scontri di piazza), ben dettagliata riportando alla luce (come sul sito) la realtà dell'epoca, nel film stesso comapiono personaggi che vissero in diretta quel tempo (bifo berardi, che ha scritto anche un liro in proposito); un altro documento reale su radio alice è il sito.
oggi quell'esperienza fa pensare direttamente ad indymedia, come modo di fare comunicazione in una maniera rivoluzionaria non solamente per la politica: di nuovo voce a chi non l'ha, come le radio libere hanno fatta da quei tempi passando per gli anni 90 sino al presente (radio onda rossa, k centrale, onda d'urto, blackout...).

lunedì, ottobre 11, 2004

mentre tutto il mio monitor era spento e mentre spegnevano i server di indymedia, capitava anche questo:

"Manitoba costretto a cambiare nome in Caribou!
Dan Snaith, noto come Manitoba, si è visto costretto a cambiare il proprio nome in Caribou, dopo essere stato citato per violazione di marchio dal frontman dei Dictators Handsome Dick Manitoba (che comunque non ha mai realizzato materiale come Manitoba o Handsome Dick Manitoba).
"La mia prima reazione è stata di totale incredulità" - racconta Snaith. "La maggior parte delle persone con cui ho parlato di questa cosa la vedono come veramente insensata. Sfortunatamente, i precedenti non erano a mio favore e ho dovuto sopportare una causa che non mi potevo permettere di perdere. Non avevo altra scelta dunque che cambiare nome." Ironicamente, la notizia della citazione è arrivata a Dan subito prima di suonare per la prima volta a Manitoba, la provincia canadese da cui aveva preso il nome.
Dopo un anno di tour per promuovere "Up In Flames" in Nord America, Europa, Giappone e Australia (in concerti con cui ha diviso il palco con Stereolab, Four Tet, Broadcast e Prefuse 73), Dan è ora in studio per registrare il primo album a nome Caribou, per il momento intitolato "The Milk Of Human Kindness".
"Tutto quello che è successo è stata un'irritante distrazione in un momento in cui sono soddisfatto come non mai della musica su cui sto lavorando. Ho quasi finito il nuovo album e posso già dire che si tratta della musica migliore che abbia composto finora…La mia opinione è che ogni secondo che spendo a parlare di questo Dick è una perdita del mio tempo."
Il precedente album di Dan verrà ripubblicato in tutto il mondo con il nuovo nome. La versione in edizione speciale di "Up In Flames" sarà ritirata e sostituita dalla versione originale del cd singolo.
Il nuovo album uscirà quindi con il nome Caribou (su Domino in America e Leaf nel resto del mondo).
"Alla fine cambia solo il nome. Continuo a fare musica con il mio solito vigore, e la musica sta solo migliorando!!"


incredibile !
per la cronaca, caribou, lo trovate qui, è autore del citato up in flames, che in se non è un granchè, le cose migliori sono uscite sui 2 singoli.
handsome dick manitoba è il leader dei dictators, animatori del rocknroll di fine anni 70 a new york e da qualche tempo di nuovo in giro: un gruppone, ma in questa "causa" hanno un po' esagerato...
accendo il monitor dopo una settimana e leggo che hanno spento (e portato via) i server di indymedia.