venerdì, febbraio 25, 2005



Un disco che mette in crisi.
Di quelli...difficili, che un po’ ti vergogni a dire che lo ascolti perché sembra che te la tiri.
Di cui fai fatica a decifrare i codici che, tra l’altro, si dice non esistano.
Che non capisci bene che senso possa avere, fatto salvo l’equilibrio sottile fra piacere e sofferenza che ti dà, e le continue sensazioni, diverse ad ogni ascolto, colonna sonora per viaggi mentali.
Ma non è possibile che il ruolo degli autori sia così defilato, due musicisti in cerca d’autore.
Ci deve essere dell’altro.
Forse va cercato nei riferimenti letterari, forse nelle pieghe delle voci.
Ma finché non ne vieni a capo, resta un disco senza un preciso significato.
Solo in questo, come tanti altri.

È questo.

mercoledì, febbraio 23, 2005

entriamo ufficialmente nel 2005, con il nuovo calendario.
a dire il vero, avevamo tanti propositi, ma per ora li abbiamo mssi da parte: ci sono altre urgenze, personali, rispetto alla mini fanzine.
per cui, iniziamo a segnare sul calendario appuntamenti, viaggi, idee, ipotesi; la realtà verrà giorno per giorno...

giovedì, febbraio 10, 2005

manca un'anno.
la città, torino, è un cantiere, il traffico vola a mille, il cielo è realmente grigio, l'area è irrespirabile, ma si fa la faccia bella, nonostante tutto sia davvero grigio.
iniziano a comparire massiciamente le mascotte dell'olimpiade, quei sorrisi, sono dei ghigni.

martedì, febbraio 08, 2005

quasi per caso.

il cinema al mattino, un'usanza, non di mia abitudine, e non solo: nel passato, le sale ospitavano i mattinieri studenti, da un po' di anni (parecchi...), il primo speccatolo inizia alle 15,30... per cui alzarsi presto al mattino per essere al cinema alle 10,30 è qualcosa di anomalo, al botteghino / cassa, avresti voglia di chiedere un cappuccino e una brioche, non 2 biglietti per la nina santa. dopo che ti sei svegliato, in quel di udine, con il sole pallido dei primi di gennaio, ti rendi conto dell'anomalia: andare al cinema di mattina in una ex scuola trasformata in cine / centro culturale con annesso bookstore (ben fornito di libri di arte, cine, storia), con 4 sale di proiezione... insomma un bel posto dove guardare un film, tutto l'opposto delle 11 sale con poltrona formula 1, porta pop corn e 30 minuti di spots prima che compaia sullo schermo: "Polipo Productions presenta....". In anteprima, questa mattinata offre il film di lucrecia martel, girato in argentima, più precisamente in un albergo, un'ambiente chiuso ed aperto al tempo stesso, lì crescono due adolescenti in mezzo ad una cultura cattolica forte (chiuso) ed alle tentazioni della vita da scoprire, che in questo caso possono essere anche violente (aperto).
uscendo dalla sala, noto che l'altra protezione della mattinata era melinda melinda: oh! un altro film di woddy allen: uhm...
un paio di settimane dopo, andando al cine per vedere ferro 3, scopri che quella sera in quell'orario il suddetto film non è in programmazione, così mancando pochi minuti, decidi di curiosare cosa offre l'altra sala del cine, che caso: melinda melinda... ha un suo stile da sempre, difficilmente fa un film che non mi piace, semmai ne ha fatti alcuni che mi hanno annoiato. il caso, questa volta è stato positivo: melinda, due donne dallo stesso nome in storie quasi opposte, orchestrate dall'immaginazione di due scrittori (alter ego di w. allen ?), è la vicenda dell'umano vivere, secondo la visione di questo piccolo newyorkese.