martedì, dicembre 31, 2002

ultimo giorno dell'anno in arrivo.... non importa come lo passi e con chi, in fondo è solo un cambio di data... un altro passo verso il futuro... 2003
...quando ero piccolo, pensare agli anni duemila, mi faceva venire in mente ad automobili avvenerististiche, vestiti cibernetici, robots... non avevo ancora letto p.k. dick o visto odissea nello spazio... in realtà siamo + o - uguali di aspetto e di usi rispetto al 1982... però la fantascienza letteraria è stata presa dai pensatori / scienziati / politici come la realtà da disegnare... noi tutti attaccati ai nostri cellulari, lettori di mp3, web communitee etc etc... per fortuna abbiamo ancora un cervello... lo sfruttiamo...
la mini nel 2002 ha definitivamente trovato questa nuova forma di blog... comunica a tutti, e lo fa a + voci, partendo dal basso... i blogs sono una delle frontiere del comunicare di oggi, proprio in questo modo "dal basso" ma che, sfrutta le mega tecnologie fantascientifiche... non siamo luddisti (?)... scriviamo parole sensate e non, su di noi e su quello che abbiamo attorno...
ci risentiamo quando il mondo (*) sarà p+ vecchio di un anno.

* : ma perchè la datazione del tempo odierno è basata sulla cultura occidentale / cristiana ?
...sarà che in occidente siamo sempre stati dei conquistatori ? già dall'antica epoca... sino alla shell o alla microsoft passando per i fascisti su marte.

domenica, dicembre 29, 2002

ok, mi sono clonato, sono la copia speculare di fabio. funziona tutto ma c'è qualche difetto; ad esempio ho visto un film e non ho capito (sino all'ultimo) il senso (se qualcuno non me lo spiegava) : the others.

sabato, dicembre 28, 2002

Ripensavo oggi a uno scambio di battute su Fastidis in occasione della scomparsa di Joe Strummer.

Andrea: tra crass e clash, 90 volte su 100 clash.
Bruce Khetta [che poi sono io…]: Musicalmente più stimolanti, immediati e ascoltabili i Clash, politicamente più intelligenti e complessi i Crass.
Creare (volontariamente?) contraddizioni
contro
dare l'esempio.
Per me è un 2-2.

Ora, tralasciando le questioni politiche e restando fermo sulla tesi del pareggio, direi piuttosto così: leggo più volentieri i Crass, ascolto più volentieri i Clash.
Se devo pensare a quand’è stata l’ultima volta che ho ascoltato i Crass devo tornare indietro ad almeno tre anni fa. In compenso mi trovo spesso a leggere i loro scritti su ANOK4U e ancora più frequentemente il bellissimo testamento/bilancio pubblicato in “Best before”.
L’ultima volta che ho ascoltato i Clash è invece piuttosto recente, ma il libro coi loro testi tradotti, pubblicato dall’Arcana, se ne sta sullo scaffale con due dita di polvere.
Certo, così il tutto è un po’ troppo semplificato (ci sono ovviamente belle canzoni dei Crass e ottimi testi dei Clash), ma se devo pensare alla cosa migliore dei Crass penso alla bontà dell’idea d’indipendenza e alla coerenza con cui è stata praticata, mentre dei Clash ammiro l’avere pensato e praticato l’internazionalismo musicale, e quindi culturale, con grande intelligenza e apertura mentale.
Che poi quest’ultimi siano stati più fruibili (qualcuno l’ha fatto notare sulla message board) non riesco davvero a vederlo come un difetto, anzi, l’aver rappresentato un’esperienza condivisa da così tante persone fa alla fine quasi pendere la bilancia più dalla loro parte.
Ma non esageriamo, al massimo, 51 volte su 100 Clash.
ho deciso che mi faccio clonare... ora si può... mi serve giusto un collaboratore per spazzolare la casa, fare la spesa, andare al lavoro in bus... io mi prendo il resto...
come dico spesso (ahime) : c'è poco da ridere e stare allegri...
e si riparla di nuovo di guerra nucleare... ma non dicevano di averla messa in pensione ?

in questi giorni di quiete ho messo qualche miglioria sul template del blog, dormito tanto, ascoltato poca musica (boards of canada - twoism) e ripreso a leggere libri.... ho solo un po' di posta arretrata... ed il #5 della mini è congelato...

lunedì, dicembre 23, 2002

pronti ad essere buoni nei prossimi giorni ?
pronti ad un nuovo massacro di innocenti ?
pubblico un commento che mi è arrivato per posta elettronica.

Racconti la verità al popolo, signor Presidente, sul terrorismo. Se le illusioni riguardo al terrorismo non saranno disfatte, la minaccia continuerà fino a distruggerci completamente. La verità è che nessuna delle nostre migliaia di armi nucleari può proteggerci da queste minacce. Nessun sistema di Guerre Stellari (non importa quanto siano tecnologicamente avanzate né quanti miliardi di dollari vengano buttati via con esse) potrà proteggerci da un'arma nucleare portata qui su una barca, un aereo, una valigia o un'auto affittata. Nessuna arma del nostro vasto arsenale, nemmeno un centesimo dei 270 miliardi di dollari spesi ogni anno nel cosiddetto "sistema di difesa" può evitare una bomba terroris ta. Questo è un fatto mi litare. Signor Presidente, lei non ha raccontato al popolo americano la verità sul perché siamo bersaglio del terrorismo quando ha spiegato perché avremmo bombardato l'Afganistan e il Sudan. Lei ha detto che siamo bersaglio del terrorismo perché difendiamo la democrazia, la libertà e i diritti umani nel mondo. Che assurdo, signor Presidente! Siamo bersaglio dei terroristi perché, nella maggior parte del mondo, il nostro governo difende la dittatura, la schiavitù e lo sfruttamento umano. Siamo bersaglio dei terroristi perché siamo odiati. E siamo odiati perché il nostro governo ha fatto cose odiose. In quanti paesi agenti del nostro governo hanno deposto dirigenti eletti dal popolo, sostituendoli con militari-dittatori, marionette desiderose di vendere il loro popolo a corporazioni americane multinazionali? Abbiamo fatto questo in Iran quando i marines e la CIA deposero Mussadegh perché aveva intenzione di nazionalizzare il petrolio. Lo sostituimmo con lo scià Reza Pahlevi e armammo, allenammo e pagammo la sua odiata guardia nazionale SavaK, che schiavizzò e brutalizzò il popolo iraniano per proteggere l'interesse finanziario delle nostre compagnie di petrolio. Dopo questo sarà difficile immaginare che in Iran ci siano persone che ci odiano? Abbiamo fatto questo in Cile. Abbiamo fatto questo in Vietnam. Più recentemente, abbiamo tentato di farlo in Irak. E quante volte abbiamo fatto questo in Nicaragua, e nelle altre repubbliche dell'America Latina? Una volta dopo l'altra, abbiamo destituito dirigenti popolari che volevano che le ricchezze della loro terra fossero divise tra il popolo che le ha prodotte. Noi li abbiamo sostituiti con tiranni assassini che avrebbero venduto il proprio popolo per ingrassare i loro conti correnti privati attraverso il pagamento di abbondanti tangenti affinché la ricchezza della loro terra potesse essere presa da imprese come la Sugar, United Fruits Company, Folgers e via dicendo. Di paese in paese, il nostro governo ha ostruito la democrazia, soffocato la libertà e calpestato i diritti umani. E' per questo che siamo odiati intorno al mondo. Ed è per questo che siamo bersaglio dei terroristi. Il popolo canadese gode di democrazia, di libertà e diritti umani, così come quello della Norvegia e Svezia. Lei ha sentito mai dire che una ambasciata canadese, svedese o norvegese siano state bombardate? Noi non siamo odiati perché pratichiamo la democrazia, la libertà e i diritti umani. Noi siamo odiati perché il nostro governo nega queste cose ai popoli dei paesi del terzo mondo, le cui risorse fanno gola alle nostre compagnie multinazionali. Quest'odio che abbiamo seminato si ritorce contro di noi per spaventarci sotto forma di terrorismo e, in futuro, terrorismo nucleare. Una volta detta la verità sul perché dell'esistenza della minaccia e della sua comprensione, la soluzione diventa ovvia. Noi dobbiamo cambiare le nostre pratiche. Cambiare in modo drastico la nostra politica estera la renderà sicura. Invece di mandare i nostri figli e figlie intorno al mondo per uccidere arabi in modo che possiamo avere il petrolio che esiste sotto le loro sabbie, dovremmo mandarli ricostruire le loro infrastrutture, fornire acqua pulita e alimentare bambini affamati. Invece di continuare a uccidere migliaia di bambini iracheni tutti i giorni con le nostre sanzioni economiche, dovremmo aiutare
gli iracheni a ricostruire le loro centrali elettriche, le stazioni di trattamento delle acque, i loro ospedali e tutte le altre cose che abbiamo distrutto e abbiamo impedito di ricostruire con le sanzioni economiche. Invece di allenare terroristi e squadroni della morte, dovremmo chiudere la nostra "Scuola delle Americhe"(*). Invece di sostenere la ribellione e la destabilizzazione, l'assassinio e il terrore intorno al mondo, dovremmo abolire la CIA e dare il denaro speso da essa ad agenzie di assistenza. Chi tenterebbe di trattenerci? Chi ci odierebbe? Chi vorrebbe bombardarci? Questa è la ve rità, signor Presidente. E' questo che il popolo americano ha bisogno di ascoltare.

(*) Scuola delle Americhe è un centro di addestramento militare Usa in Centro America, dove viene addestrato il personale dei corpi speciali degli
stati alleati degli Usa.
L'autore della lettera è Mons. Robert Bowman, vescovo cattolico di Melbourne Beach, Florida, ex-tenente colonnello ed ex-combattente in Vietnam dove ha
volato in 101 missioni di guerra.



domenica, dicembre 22, 2002

accendo il pc e sento provenire dal basso, rumorini strani, gracchii e blips blips : ahia il mio caro hard disk vuole abbaondonare la compagnia del mio computer... spengo, riaccendo : stessi rumorini.. uhm, spengo.. mi ricordo di aver spostato il pc dalla sua posizione per spolverare, controllo l'inserimento dei connettori, ed ecco lì la tastiera non infilata bene... passa il panico...
weekend intenso : casa da pulire e da riordinare, visto gli zu dal vivo (!!!) al paso, prima invece aperitivo iper trendy improvvisato nella redazione di una rivista. dopo mal di stomaco e sabato grigggio pre natalizio passato in radio (io il mixer e i cd), meglio che stare in giro per la città, nel caos dei regali... gita montana saltata per stanchezza, ed ora 2 cazzate sul blog...

sabato, dicembre 21, 2002

Premesso che: 1) l’altro ieri ho passato la mattinata a canticchiare Iron Man senza sapere bene il perché…
2) comprare contemporaneamente due dischi l’uno l’opposto dell’altro è una delle cose più soddisfacenti del mondo…

…date un’occhiata qua, che non c’entra niente colle suddette cose, ma c’entra un po’ con l’andare a vedere una mostra di arte contemporanea, fotografica o grafica pop a Torino.
Forse è meglio non leggiate il “manifesto”; prima entrate nel sito, leggetelo dopo semmai. Io durante l’attraversamento ho trovato qualche ingenuità e qualche (salutare) delusione, ho ritrovato luoghi familiari, ricordato sensazioni che avevo dimenticato. Sfortunatamente il mio computer, alimentato a legna, non mi carica la pagina relativa alla zona Lingotto, quella a cui sono più affezionato. Ma va bene ugualmente, in una città dalla pianta a scacchiera prima o poi ti ritrovi sempre negli stessi posti…

venerdì, dicembre 20, 2002

beh, perchè io... come un bambino canticchio i pezzi dei black sabbath, al posto di lavorare... però che pezzi : sabbath bloody sabbath, symptom of the universe, hole in the sky...
seppur anti televisivo, trovo gli osbourne magnifici... ozzy, il mangia pipistrelli, il sabba nero, che in realtà è una tranquillissima persona, a parte le mille bestemmie...
cmq oggi ho anche in testa questo brano... basta, ora lavoro...

giovedì, dicembre 19, 2002

ritengo che ci sia qualcosa di insano nel comprare un disco di martha reeves & the vandellas ed uno degli entombed nello stesso giorno, a pochi minuti di distanza.
qualcuno mi aiuti.
rubo un post... questo è il pane di i don't care.... ieri sera sono stato ad una delle date del tour dei FIREHOUSE kustom art & co: autori di magnifici poster (limitati e serigrafati a manina) che da circa 10 anni abbelliscono eventi live, copertine di dischi... arrivano da san francisco e proseguono l'arte nata proprio lì nei sixties, dei manifesti dai colori forti, psichedelici; questo tipo di "arte" (?) è un vero culto sia per gli amanti della musica che della grafica... in questo tour presentano un libro: eyesore (pubblicato anche in italia) che racconta le loro avventure (il loro modo di fare questi posters è molto do it yourself) e riporta buona parte dei loro posters... la data torinese è stata fatta allo shock club, con una breve presentazione informale in cui l'auotore di i don't care (in parte curatore dello stesso libro) ha dato il meglio di se come traduttore dall'inglese... ma credo avrebbe preferito tradurre gli ingredienti di un buon vodka lemon piuttosto che le parole di chuck (firehouse). in mostra c'erano anche i loro posters, meraviglia delle meraviglie ! peccato per le mie finanze esili... cmq a breve mi fornisco di libro e poi vi dirò...

nel frattempo ci sono nuovi scriventi su questo blog... good !
realizzo di essere davvero in anticipo.
cavolo.
frugo nella borsa e tocco le pagine dei fumetti che ho appena comprato e del libro.
mi siedo svogliatamente contro un pilone fresco e inizio a leggere.
guardo continuamente l'orologio grande sulla parete per capire se devo prepararmi a stare attenta a vedere andre spuntare da dietro le porte a vetri
naturalmente perdo solo un sacco di tempo avendo un'ora e mezza abbondante di margine
e mi convinco che non e'il caso di distrarsi cosi'.
mi do'un limite di mezz'ora per ogni controllo.
quando rialzo lo sguardo sono circa le undici e un quarto.
lo so benissimo anche senza mettere a fuoco le lancette perche'un attimo prima mi e'caduto lo sguardo sul mio orologio di cui pero'non mi posso fidare
perche'so che e'in anticipo come me
cosi'mi perdo in uno sguardo generale della grande parete di ingresso
e vedo che lungo lo spigolo tra lei e il muro c'e'una cosa brillante che galleggia.
un palloncino rosa a forma di coniglio col filo mozzato
probabilmente perduto da qualche bambino in partenza
che ha pianto tutte le sue lacrime chiedendo ai
genitori di recuperarlo ma e'stato titrato via con la spiegazione che
"e'troppo in alto,dobbiamo andare".
mi e'sembrata una visione carica di una malinconia fortissima.
molte volte da piccola ho liberato i miei pallocini
per lasciarli volare prima che si sgonfiassero definitivamente
e li ho guardati scomparire dietro le case
ma cosi'mai.
credo sia davvero triste.
nessun bambino lascerebbe il proprio coniglio gonfiabile libero all'interno della biglietteria di una stazione.
nessuno sarebbe cosi'crudele da non dargli la possibilita'di volare via se lo vuole abbandonare.
quindi era di sicuro scappato da solo dalla presa
o dalla maniglia di un passeggino.
e il bambino?
probabilmente si e'chiesto perche'nessuno si fosse deciso a prendere una lunghissima scala ed andare a recuperarlo.
forse ha cercato di allungare la mano o di saltarefino a toccarlo
e poi e'stato trascinato via con la promessa di averne presto uno nuovo
in lacrime
dimenticandosene un attimo dopo
per mano con la madre.
sono i momenti che ci devono essere stati tra quando e'sfuggito e quando e'stato dimenticato quelli che mi attirano di piu'.
i momenti in cui
quando la vista non puo'piu'aiutare e l'immagine
inizia ad essere filtrata dal ricordo
e le distanze
le altezze
si accorciano
le braccia si allungano
quando si sente l'impulso irrefrenabile di tornare indietro per potersi spingere sulle punte un po'di piu'e afferrare il filo
quando la concentrazione e'cosi'forte che basta un secondo di distrazione per far crollare tutto e archiviare l'immagine tra i ricordi confusi.
e mentre pensavo questo
cosa che sara'durata all'incirca pochi secondi
continuavo a fissare quel coniglio che probabilmente
tra soli due giorni neanche ci sara'piu'.
cadra'sgonfio magari una mattina presto prima che arrivi troppa gente
nel momento in cui i pendolari iniziano a partire
o ad arrivare
e verra'spazzato via impietosamente da un uomo
stanco.

martedì, dicembre 17, 2002

non avrei nulla da scrivere, tutto sembra essere fermo nonostante il frenetico muoversi del mondo prima di natale, è un periodo anomalo: tutti buoni, tutti che comprano... io evito.
ho ingurgitato un po' di cultura, nel passato weekend. un film, una mostra e la lettura di una fanzine.
il film, era a portata di mano (il cinema a pochi passi da casa): sognando beckam, leggero, simpatico, un po' sportivo, incrocio di culture (va di moda in questo periodo....?...), per chi ha visto east is east questa può essere un'altra faccia di quell'inghilterra.
la mostra: nan goldin, fotografa americana, al castello di rivoli (dove in contemporanea c'è anche la mostra transavanguardia, sul movimento pittorico italiano di metà novecento: inquietante, forte e colorato; tutto qui, la pittura non è il mio forte...). la mostra è parecchio bella, ha titolo: il giardino del diavolo e fotografa parecchi momenti della vita dell'artista: sesso, amori, aids, panorami scuri, pezzi di vita. usa i colori scuri, forti. viene anche proiettato uno slide show (diapositive) con sottofondo di bjork: vanno in loop ci sono le foto dell'artista, mentre sui muri del castello di rivoli ce ne sono solo 200. all'uscita c'era il castello avvolto dalla nebbia serale... aver avuto con me una macchina fotografica !
fanzine : circa 3 anni fa ad un concerto dei milemarker a torino, scambiai 4 chiacchere con uno del gruppo, al, il quale pubblica una fanza: burn collector; tempo dopo ricevetti quasi tutti i numeri... sono passati 3 anni e non ho mai completato la lettura... i temi sono personali & sociali, parecchio difficili come linguaggio, il #4 è a fumetti, con uno stile davvero carino... ed è il numero che ho appena letto, racconta di un viaggio di ritorno, di lavoretti saltuari e dei riti legati a questi tipi di mestiere... è uscito da poco il #12, altro non so... continuerò la lettura.

venerdì, dicembre 13, 2002

i golosi... un girone dantesco... credo di farne parte... soprattutto quando è buon mangiare (primi soprattutto, da palati fini e ancor di più i dolci). nonostante le finanze disabilitate in questo periodo, sono sempre propenso a concedermi dei buoni pranzetti... magari fuori casa, in cucina non sono un gran che, mi trovo meglio con altri piatti (sonori...). c'è il sole, strano ? tutto qui.

frase del giorno : (da uno striscione degli operai della fiat, in corteo per torino, in lotta contro la cassa integrazione... 13/12/02) Cassintegrato incivile cerca lavoro in nero. Garantisce presidente operaio

giovedì, dicembre 12, 2002

quando cada la neve, di notte, il silenzio aumenta, così come la luce... il bianco è un colore forte.

sabato, dicembre 07, 2002

pubblico un commento di un lettore sul mio post a rigaurdo dei 7" / 45 giri

Alcuni impressioni sul quello che hai scritto riguardo ai 7"…

Anch’io ho frugato di recente i 7". Effettivamente un supporto fuori moda, emarginato anche dalla mia irriducibile pigrizia a armeggiare con copertina e puntina per 5 minuti di musica e dover poi rigirare il dischetto per ottenerne altri 5. Eppure ne vale la pena. Al di là di quelli a cui sono legati ricordi personali (perché ci suonano amici o perché li hai comprati in un dato concerto, in un preciso luogo) e di quelli che rappresentano opere forse minori di gruppi comunque acclamati (e che tutta probabilità sono ora reperibili su più comode raccolte in CD), sono quelli "dimenticati" che mi suscitano le più forti emozioni. La Banda di Tirofisso, dici tu. Sottoscrivo e aggiungo, così a memoria, Witchknot, il secondo dei Grievance, "World of illusion" degli Eversor, i Mirafiori Kidz che rifanno gli Stormy Six con l’introduzione di Stefano Giaccone, i Frammenti, mille altri.
Emozioni che sono anche il rimpianto (non solo relativo ai 7", ovviamente) del fatto che certe cose non arrivino a costituirsi come memoria collettiva, neppure a livello "basso"; non è questione di storicizzarle, ma di conoscerle, tenerne conto, magari proseguirne il discorso. Invece queste esperienze non sono citate nelle interviste dei gruppi alla voce "influenze", non hanno CD antologici (se non in casi rari, penso ai Franti di "Non classificato"), né pagine internet, raramente articoli su fanzine.

Così, come con lo scomparire dei partigiani si rischia di perdere il senso più intimo della Resistenza a favore della retorica e della stilizzazione, qui si perdono le influenze, musicali e quindi culturali, il senso di certe scelte sia politiche che stilistiche, la continuità delle radici (sorprendenti certe analogie, colte recentissimamente, fra alcuni passaggi del Balletto di Bronzo e i primi Panico). Ed è un peccato e una perdita irreparabile.

codesto lettore prima o poi comparirà a scrivere in prima persona sulla mini weblog.
codesto lettore mi ha fatto venir voglia di sentire un po' di passato (per me è ancora presente in realtà), i kina, una delle esperienze + intense ed importanti (per loro, credo, ma soprattutto per gli ascoltatori) di quel movimento (loro crearono la blu bus: punto focale di distribuzione e produzione, loro girarano l'europa degli anni 80...) che fu, il punk hardcore italiano, di cui ora rimangono ceneri ed evoluzioni sconclusionate (forse perchè non si guarda + indietro, al passato). kina per me sono brividi sulla schiena quando ascolto certi brani (questi anni, su tutte). ora c'è la frontiera, che è il prosegumento di quel progetto (leggetevi questa intervista); forse la prox settimana li rivedrò dal vivo a bologna.
ho bisogno della luce del sole, di qualcosa di pulito, non sporche nuvole cupe... ho ricevuto insulti via sms anonimi. attendo il sole.
ho un tot di dischi nuovi da sentire, ma svogliatamente sento lo stesso disco...
reset
reset
reset
reset
reset
novità sul fronte mini #5: sto preparando gli scritti da mandare in pasta alla grafica (farcita da fumetti di linda), insomma ci si muove !
Pizza Express
le dieci passate, osservando il traffico serale.
facevo passare da una mano all'altra i gettoni del distributore automatico di bibite.
ero l'unico cliente lì dentro.
avevo già pagato. in cambio avevo ricevuto uno scontrino e i due gettoni.
-e' passato un'altra volta. l'hai visto?-
era il più giovane dei due gestori che parlava. era lui che prendeva le ordinazioni.
-e' dentro quella ford metallizzata-.
-resta dentro-. disse l'altro.
lo sguardo del giovane fissava il tratto di strada delimitato dalla porta di ingresso.
non rispose.
la televisione mandava video. cher oscillava le gambe seduta cavalcioni sopra un cannone di una nave da guerra, circondata da marinai che si muovevano al ritmo della musica.
il più vecchio si rivolse a me.
disse qualcosa che ritenne spiritoso e rise della sua battuta.
si girò verso il forno e fece fare un paio di giri alla pizza.
scosse la testa.
sembrava avesse ancora qualcosa da dire ma era come se le parole non volessero uscirgli fuori.
tornai a osservare il traffico.
le auto correvano.
si fermavano.
riprendevano a andare.
quando mi voltai di nuovo parlavano a bassa soce.
capii che stavano dicendo qualcosa sul mio conto.
il vecchio se ne accorse.
e' quasi pronta, disse.
l'altro posa sul banco una scatola di cartone.
sul dorso la scritta a caratteri verdi.
pizza express.
il vecchio infilò la pizza nel cartone direttamente con la pala. restituii lo scontrino e spinsi i gettoni nel distributore automatico.
i barattoli calarono con un rumore sordo.
infilai i due barattoli nelle tasche del cappotto e uscii.
le auto erano ferme.
i riflessi delle luci sui vetri non permettevano di distringuere nulla all'interno.
aspettai ancora un momento.
mi avviai verso casa.
erano gli ultimi istanti di quella che da allora in poi avrei chiamato la mia vita precedente
femme fatale.
ho osservato a lungo la locandina, nella mia via, passando davanti al cinema... il trailer non mi ispirava affatto, poi in un pomeriggio di noia mi son deciso; cosa mi stavo perdendo... un thriller misterioso, con tensione e pathos... ho trovato analogia con mullholland drive, ma soprattutto ho trovato il film bello... consiglio...

sono appena rincasato da un concerto dei redworm's farm: non ho parole, troncomorto !
domattina ascolto il cd nuovo.

giovedì, dicembre 05, 2002

no comunication tonite !

giorni vuoti di idee e parole, da parte mia, per questo posto... sarà la situazione di stasi, non so... brano del momento : è necessario - tiromancino
l'altra sera ho scartabellato tra la mia "collezione" di 7" / 45 giri... tanti... a volte li considero troppi, in realtà sono parte della mia "storia" di questi anni, come colonna sonora o momenti... ormai il 7" non si usa più... anchio ne sto acquistando pochissimi... in mezzo ai miei dischi ho ritrovato piccole / grandi canzoni (ai + sconosciute), dalla banda di tirofisso, al primo singolo degli altro, agli eversor che cantano in italiano, alle donnas che coverizzano i kiss, ai vecchi singoli dei manges ed a quei dischi sconosciutissimi scovati per caso... prima o poi voglio fare una trasmissione radiofonica in cui mando solo brani da 7"...
non sto facendo molto altro... sto leggendo a singhiozzo (seppur sia molto bello) : capire il potere di noam chomsky
vorrei essere in montagna a passeggiare sotto una nevicata.

martedì, dicembre 03, 2002

the one who went away - motorpsycho

The wind blows the hair from your face
while you're waiting
by this fortunately July, sunny day
I see from the look in your eyes that you're worried,
will he come today

You won't be here tomorrow morning, but you said that yesterday as well,
I'd better see you here all summer,
waiting for the one who went away

You wear a dress, it's the one you've been wearing,
cause that's the one, that he said he liked.
And maybe tomorrow he'll be returning, and all will be allright

You won't be here...