venerdì, novembre 29, 2002

radio radio radio radio radio radio radio radio radio radio radio radio radio radio

Riprendo un articolo, che scrissi 2 anni fa per raccontare la mia esperienza radiofonica, doveva essere pubblicato su una fanzine... riprendo ed aggiorno ad oggi.

In parte la mia vita è cambiata grazie alla radio… fare radio o ascoltarla, per me è una forte emozione, parole e note che creano immagini, viaggi… Tutto inizia da piccoli, sino circa ai 15 anni ascoltavo musica varia che mi veniva passata tramite amici, parenti (nelle festività, sotto forma di regali) o tramite il bombardamento televisivo… Ho buoni ricordi di Springsteen, Duran Duran, Pink Floyd, cantautori italiani ed i nastri che un collega di mio padre faceva e che sentivamo in macchina… (dal pop anni 80 ai cantautori italiani)… Iniziare a sentire la radio è stato decisivo nella scoperta di quello che c’era fuori dalla finestra di casa… mi piaceva girare la manopola e sentire un po’ questo ed un po’ quello, registravo i brani che mi piacevano; col tempo iniziai a delineare i miei gusti e così anche le frequenze radiofoniche si limitavano a quelle più interessanti; era l’epoca di Stereodrome, programma serale di Radio Rai, che praticamente mi ha allevato… a partire dalle voci: Alberto Campo, Rupert, Mixo… e poi la musica (all’epoca ascoltavo + o - metal, ma da lì in poi gli orizzonti mi si aprirono…) : ricordo Ritmo Tribale, Helmet, Pearl Jam, Dinosaur Jr Negazione, Fugazi etc etc…. Da quel momento ho iniziato a sentire anche le radio locali, ascoltavo: Radio Torino Popolare, Radio Flash (2 radio “storiche” di un certo tipo di musica, non canzonetta… nonché radio di sinistra o pseudo tali) e Radio Blackout (nata nel 1992 e in quel momento parecchio in auge / radio libera), con quest’ultima conobbi tanta gente ed un mucchio di situazioni vicine… Radio Blackout era ed è, molto vicina a chi la ascolta, il motto è sempre stato questo: una radio alla portata di tutti; quasi il 100% dei dj’s ha cominciato con questo spirito e senza nessuna esperienza precedente, così io, e Luca (mio socio in non ce n’è) nel settembre del 94… a quell’epoca eravamo già coinvolti in tante altre cose: fanzine, dischi, etc… ci piaceva l’idea di fare anche noi un nostro programma, mettere i nostri dischi, parlare di fanzines… Trasmettere a Radio Blackout consisteva nel presentare alla redazione cosa si voleva fare in uno spazio orario chiamato trasmissione, dopo di che c’era la trasmissione di prova in registrata. La nostra prova fu fatta direttamente in diretta, a causa di una trasmissione saltata all’ultimo momento, così ci ritrovammo a fare la nostra prima vera trasmissione radiofonica (di punk, hc, dal titolo ncn) in diretta…. La sigla era nazi punks fuck off dei Dead Kennedys, brano della durata scarsa di un minuto… finita la sigla il panico ! Cominciare con una sigla da un minuto è farsi autogol… eravamo agitati ed allo stesso tempo timidi… tutto il contrario di quello che devi essere quando hai davanti un microfono con un potenziale pubblico all’ascolto… Fare radio, per me, è colui che parla (presenta i brani, parla di questo e quello) e colui che fa la regia (alza i cursori, cambia i dischi), contemporaneamente…. almeno così è nelle radio in cui trasmetto… un’esperienza diretta, tu davanti ad un microfono e con i tuoi dischi…
Abbiamo ottenuto lo spazio, cioè la trasmissione, 2 ore, all’ora di pranzo… uscivamo da scuola, un panino e poi in radio… Ho continuato a trasmettere a Blackout sino ad oggi, cambiando orari, tipo di trasmissione, compari, ma più o meno sempre attorno alla musica che mi piace o alle cose di cui volevo parlare… nel corso degli anni sono cambiate un po’ di cose, essendo un hobby, tra virgolette, ho sempre dovuto fare i salti mortali per trovare il tempo… nel frattempo anche la radio ha avuto i suoi problemi… essendo completamente autofinanziata, e gestita in maniera do it yourself, nel corso degli anni ha visto chiusure, riaperture, danneggiamenti, casini, processi etc… alla data odierna c’è ancora… ed ha compiuto 10 anni di esistenza, è ancora la voce libera per tanti a Torino e anche per me… Trovarsi davanti un microfono che spara via etere a chissà quante persone è un’ incitamento (all’inizio con difficoltà) ad essere più estroverso, meno timido, più comunicativo; la radio in questo mi ha fatto crescere… senza dimenticare tutte le persone che ho conosciuto… grazie alla mia trasmissione: dagli altri dj’s agli ascoltatori ed ai gruppi che hanno suonato per la radio… Al momento attuale, mi sembra di aver fatto un percorso anche musicale rispetto a quando ho cominciato a trasmettere… ora la trasmissione che conduco è distante da quando trasmettevo i Rhythm Collision o i Los Crudos o i Sickoids… Mi diverto (buona parte delle volte), a stare lì in regia a far girare i miei dischi, siano di elettronica o di post punk o qualcos’altro, è proprio un piacere, in primis per me, poi spero lo sia anche per gli ascoltatori. L’esperienza di Radio Blackout rappresenta abbastanza bene lo stato delle “situazioni autogestite”… in passato, ha rappresentato qualcosa di veramente nuovo per la città e soprattutto qualcosa di genuino, al di fuori del concetto di mass media… pur incontrando parecchie difficoltà, che con l’andare degli anni sono aumentate; la radio ha rischiato più volte di chiudere per sempre, ed in realtà rischia ancora tutt’oggi… Mandare avanti una radio del genere costa parecchi soldi (sui 40000 € all’anno circa), e per una radio che non ha pubblicità (per scelta) è un’impresa ! In più la situazione interna della radio, è abbastanza precaria, un po’ per rapporti tra persone ed un po’ per l’organizzazione del tempo (siamo tutti volontari), indi per cui si è sempre più in difficoltà… c’è sempre bisogno di gente che abbia voglia di sbattersi per le questioni burocratiche e tecniche e tanti soldi per tappare i buchi… Indi per cui, non tutto funziona, anzi spesso tutto va a rotoli, in conseguenza di quanto elencato… l’autogestione alla lunga, secondo me, va a ramengo se non si sviluppa / evolve…
Da ormai quattro anni trasmetto anche in un’altra stazione radiofonica: Radio Torino Popolare, una radio più grossa, tra virgolette commerciale, più o meno legata alla sinistra… qui ci sono arrivato tramite un amico che trasmette da parecchi anni e gestisce la fascia serale tra le 8 le 9 di sera… In questa radio se trasmetti durante il giorno sei pagato (poco, ma pagato), se trasmetti di sera, invece devi avere tu uno sponsor (pubblicità) che porta soldi alla radio… è una logica un po’ strana… per fortuna la fascia oraria in cui siamo noi, esce da questa regola, non so per quale motivo… come radio ha un bacino di ascolto abbastanza grande, come studio ed apparecchiature è molto più funzionale rispetto a Blackout. Il risultato è che mi diverto ancora di più: trasmetto la musica che piace a me. RTP, in passato ha avuto ottime trasmissioni musicali e qualcosina d’interessante c’è ancora oggi, anche se il target è ormai parecchio commerciale ma con una forte impronta sul sociale…
radio 2000 blackout
radio torino popolare
vinyl crew

giovedì, novembre 28, 2002

Loraine - Linton Kwesi Johnson

Whenever it rains I think of you
And I always remember that day in may
When I saw you walking in the rain
I know not what it was nor why
For ususally I'm quite shy
I ax'd your name, you smile and said "Lorraine"
I ax'd if I could share your umbrella
You smiled and said "what a cheeky little fella"

Now I'm standin' in the rain in vain, Loraine
Hoping to see you again
Tears fall from me eyes like rain, Loraine
A terrible pain in me brain, Loraine
You're drivin' me insane

Whenever it rains I think of you
And I always remember that day in may
When I saw you walking in the rain
I know not what it was nor why
For ususally I'm quite shy
but from the moment I saw you
I knew, that I needed you in my life
from that moment on I knew
that I wanted you for my wife

Now I'm standin' in the rain in vain, Loraine
Hoping to see you again
Tears fall from me eyes like rain, Loraine
A terrible pain in me brain, Loraine
You're drivin' me insane

Whenever it rains I think of you
And I always remember that day in may
When I saw you walking in the rain
I know not what it was nor why
For ususally I'm quite shy
I said " let's go back to my place for some coffee"
You frown and said "well, kiss me batty"
I fell so ashamed, I did not even notice
When your bus came, and went again

Now I'm standin' in the rain in vain, Loraine
Hoping to see you again
Tears fall from me eyes like rain, Loraine
A terrible pain in me brain, Loraine
You're drivin' me insane, Loraine, Loraine, Loraine

martedì, novembre 26, 2002

A Message To Pretty - Love


People check to tell me
What they think is right
I don't listen to them
Don't know day from night
I'll go through life searchin'
Tryin' to find the one
I'd go slip, slip, you'd go slip, slip Away

And I don't need you to help me find my way
I can make it if I just don't see your face

Once I had a problem
Didn't know what to do
Now I've got no problems
All I had was you
Guess I'll keep on searchin'
And try to find the one
'Cause I'd go slip, slip, you'd go slip, slip
Away

lunedì, novembre 25, 2002

federico mi fa venire in mente song sinatra... brano scritto dal cantante dei karate, ed in questa altra giornata piovosa ci sta a pennello.
tornando a parlare di cinema, ho un'inchiesta da proporre : ma quando esce in italia 24 hour party people ? su 35mm.it dicono prossimamente, sul sito del film dicono che in inghilterra sta uscendo in dvd... sarà uno dei tanti film che arriverà nelle sale per tre giorni ? il film racconta la storia di un locale di manchester e della factory records legata ad una scena musicale che nel corso degli anni si evolve dai joy division agli happy mondays...

nel frattempo sto diventando maniaco delle modifiche sul template (se avete notato... cosa ne pensate del nuovo layout, eh ?), cerco di migliorare quello che non va... la risoluzione consigliata è 1024 x 768.
caffeine or me? - karate

Brave, brave is a meaningless word in the twentieth century
Saved, saved for the times that you've heard
when it means stupidity
Like right now if you could disappear,
I know that you would
If you could start this year again,
if you could, if you could
Is this me or caffeine, caffeine, caffeine, caffeine
And I can tell by your weight to the world,
that you need to have it all
And I can tell by the weight of your word
that you're co-political and
I would beat you up if I could make me feel like a boy again.
You make violence feel so good, like it should.
Like it should.
Is this me or caffeine, caffeine, caffeine, caffeine
Excuses are ok, however senseless they might be
Senseless is to say, that they don't make sense to me
Excuses are ok, however senseless they might be
Excuses are ok
anche a torino piove, come in tutto il nord italia, per quanto so, dovrei essere ad un concerto dei deep end ma fa freddo e sono appena rincasato stanco....

su mullholland drive abbiamo ricevuto un commento dai lettori, a voi :

Su un forum qualcuno, commentandolo, ha scritto "è il cinema". Ghezzi su Duel gli ha dato 6 cuoricini (su un massimo di 5). Mulholland Drive può essere una dimostrazione/dichiarazione di libertà da parte del regista e la possibilità infinita ( e l?infinita libertà), da parte dello spettatore, di riordinarne i frammenti (il primo film remixabile?). Oppure può essere una sega mentale di un regista un po? snob. O ancora una provocazione, la semplice (?) rappresentazione di un incubo, e in quanto tale interpretabile freudianamente. Infine, può essere un po? di tutte e tre le possibilità mescolate (e di un milione di altre).
Io, personalmente, sono propenso a optare per la seconda tesi.
Ha un grande merito però, evita gli insopportabili, pedanti, disonesti finali che in 2 minuti fanno quadrare un film di 2 ore. Nel bene o nel male, coerente fino in fondo.


good nite.

domenica, novembre 24, 2002

sta piovendo fortissimo.
il rumore della pioggia è confortante, specialmente quando sei al caldo, in camera tua, a notte fonda, con una tazza di the, dei biscotti e un disco di suzanne vega a fare da sottofondo. dopo il film alcuni amici andavano a bere qualche cosa nei vicoli. altri a zapata a vedere i fratelli di soledad (nel 2002), altri al pinelli a vedere i kina, ma io ero in vespa, e visto lo scrosciare della pioggia, un po' anche spinto dalla sindrome ansioso depressiva che si stava facendo sentire, ho optato per il tornarmene a casa. bagnato, anzitempo, ma credo di aver fatto la cosa giusta. ci tenevo tantissimo, io , ai kina. spero che sergio & c. non si offendano. in fondo lunedì ho quel maledetto esame di psicologia dello sviluppo (che è molto interessante, a dire il vero uno degli esami più interessanti che mi è capitato di studiare nei miei 5 anni di iscrizione a filosofia) e sono messo malissimo (ovvero 3 libri ancora da cominciare, e domani so già che dormirò tutto il pomeriggio, come ho fatto oggi, del resto).
i miei amici sono ancora in giro. posso immginare chi in qusto momento sarà appoggiato al muro con una birra in mano a guardare il culo della barista dello zapata, o chi seduto in qualche locale dei vicoli a sorseggiare chissà quale cocktail da yuppie oppure chi starà ballando sulle note di qualche pezzo rock ignorante da classifica al 262. sinceramente non mi dispiace essere qui per conto mio. fra pochi minuti spero di addormentarmi, il piumone mi sta aspettando, insieme al rumore della piogiia che è la cosa più conciliante di tutte, per prendere sonno. forse non essere con una certa persona mi spiace, ma, come ho già detto, ho preferito tornare a casa.
buonanotte.

(ma che pezzo è Gypsy?)
bowling for columbine. visto stasera. sconvolgente. film dell'anno, pur senza essere un film. michael moore (regista di documentari e report, oltre che di tv series, soprattutto di carattere sociale) ci racconta in modo semplice e lineare il rapporto che ha la società americana con le armi, prendendo spunto dal tragico fatto di qualche anno fa nella Columbine School, due ragazzi fecero fuoco in biblioteca uccidendo 12 studenti e 2 professori.
quello che si mette in discussione è il secondo emendamento ("A well-regulated Militia being necessary to the security of a free State,
the right of the people to keep and bear Arms shall not be infringed
"), si sentono i pareri di esperti, di gente dello spettacolo (marylin manson, che non dice delle cazzate, tra l'altro, e ci fa anche una discreta figura), di charlton eston (presidente della NRA), che di cazzate ne dice eccome, ma in fondo, ottuagenario, fa solo pena, di "stranieri" (a pochi Km da Detroit, in Canada, pur essendo enorme il numero di possessori di armi, 7.000.000 su 10.000.000 abitazioni, i casi di uccisione per arma da fuoco sono pochissimi.
Veramente incredibile. Dovrebbero proiettarlo nelle scuole. Io mi limito di consigliarlo a chiunque.

venerdì, novembre 22, 2002

mullholland drive, visto al cineclub Lumière con Emy prima di andare a vedere i Dead And Gone. Non sono un estimatore di Lynch, anzi, non l'ho mai potuto sopportare, ma devo ammettere di aver apprezzato MD non poco. Pur non avendolo capito. Perché, quello che non ho mai potuto sopportare di Lynch, è il fatto che i suoi film sono fatti apposta per non essere capiti. Lui non narra. Lui Ti fa credere che sta narrando, ma prima della fine del film ti rendi conto che ti ha preso in giro per più di tre ore.
Il giorno dopo ne parlai con Stefania, l'assistente del mio prof., nota cinefila, che per aiutarmi mi fece pervenire queste tre interpretazioni del film. Se vi possono interessare:

La prima:
For those who had trouble reconstructing Mulholland Drive's plot into story
upon first viewing, here is a possible reading: Diane (Naomi Watts) wins a
foxtrot contest in the Midwest and follows her acting aspirations to Los
Angeles. Camille Rhodes (Laura Harring) beats her out for a movie audition,
but the two become friends and later lovers. Diane watches Camille start to
drift away and become involved with her director, Adam Kesher (Justin
Theroux). Camille starts refusing Diane sex, and invites her to a party
thrown on Mulholland Drive by Adam. At the party, Camille and Adam announce
their engagement; also, Diane meets Adam's mother (Ann Miller), sees a girl
(Melissa George) kiss Camille, and notices a cowboy (Monty Montgomery) walk
by.

Diane's obsession with Camille deepens. She goes to a restaurant named
Winkie's to pay a hitman (Mark Pellegrino) to kill Camille. He tells her he
will drop off a blue key when the contract has been fulfilled. At some
point, Diane switches apartments with her neighbor. In her new apartment,
she goes into deep depression, sleeping for three weeks in the fetal
position.

There she dreams up an elaborate fantasy. In that dream, Camille is split
into two characters. The first, later identified as Rita, is involved in a
car accident on Mulholland Drive (the same location as the party) and loses
her memory. She takes sanctuary in an empty apartment, in a complex run by
Coco (Justin's mother). Betty (Diane's alter ego) arrives in Los Angeles and
goes to stay at that same apartment, left vacant by her aunt. There, she
meets Rita and chipperly decides to help Rita get her memory back. They find
money in Rita's purse (just as we had seen it in Diane's when paying the
hitman) and a strange key (similar in color but not shape to the hitman's).

Meanwhile, the director, Adam, is being pressured by a secret syndicate to
recast his lead actress. They want him to choose a girl named Cammie Rhodes
- the second part of Camille's split-by-Diane personality, played by the
woman who Diane saw kiss Camille - but he refuses. Going home, he catches
his wife cheating on him. Adam retreats to a shoddy hotel, where he
discovers his bankruptcy at the hands of the syndicate, and learns he must
meet with a man called "The Cowboy." He does, and the idea is reinforced
that he must choose Cammie Rhodes for his lead.

Many of the sublots revolve around a diner named Winkie's. In one, a man
(who had been at the register when Diane paid the hitman) recalls his vision
of doom to his psychiatrist. In another, the hitman, now working for the
syndicate, searches for Rita, killing an old friend and questioning a
prostitute (dressed in an outfit similar to the one Diane wore to meet the
hitman). Betty and Rita go to Winkie's, where the waitress's nametag (which
said "Betty" when Diane met the hitman) reminds Rita of a possible lead to
her past. They look up the address belonging to that name and decide to go
there after Betty's audition the next day.

At her audition, Betty is excellent, garnering the attention of a talent
scout, who whisks her away to the audition for Adam's movie. But Adam
concedes to casting Cammie Rhodes before Betty can audition, although he is
obviously drawn to Betty. Betty leaves in order to go with Rita to see the
mysterious Diane. They find Diane dead (in the same position Diane is
sleeping) in her apartment.

Betty and Rita go home, awkwardly admit an attraction to one another, and
make love. Rita cries out "silencio" in her sleep, insisting they go to a
performance art theater. There, Betty weeps as a woman sings beautifully,
but the evening's performances imply that nothing they see is real. Upon
finding a strange blue box in Rita's purse, they rush home.

Once home, Betty disappears, and Rita opens the box with the blue key, only
to be sucked inside. The dead Diane of the dream is told to awaken by the
Cowboy, returning Betty to her physical body.

Now, the dream is over, and Diane wakes to brew some coffee. Her neighbor
comes over to pick up dishes left behind in the apartment switch. Diane
brutally masturbates on her couch and flashes back to her experiences with
Camille: making love, going to the party, visiting her on set as she flirts
with Adam. Her short scenes in the apartment are the only ones that we can
take as happening "now," unclouded by Diane's memory or fever dream. At the
end, regret and hallucinations overcome Diane, and she shoots herself.


Un'altra (un po' meno convincente)
At the beginning of Mulholland Drive, Camilla Rhodes (Laura Harring) is held
at gunpoint and perhaps almost killed, before a car of screaming,
drag-racing teens slams into Rhodes's limo. Camilla, stumbling like a broken
doll, emerges from the accident an amnesiac. The first part of the film--the
"Fantasy" section--exists half in reality and half in Camilla's mind. The
second part, which begins after we enter the blue box in a trademark David
Lynch moment, is Camilla awakening from her amnesia (Waking Reality) and,
still partially dreaming, trying to put the pieces of the puzzle together.

In order to put the pieces together, it is important to begin at the end, in
the brilliant final act of Mulholland Drive, which is as strange as the
finale of 2001: A Space Odyssey, and just as successful. This act seems to
be told from the point-of-view of Diane Selwyn, but truly exists in Camilla
Rhodes's memory. The story is rather simple: lesbian lovers Selwyn and
Rhodes are being torn apart by Adam Kesher (Justin Theroux), a film director
who we see has become romantically involved with Rhodes. Diane Selwyn
becomes increasingly jealous, which sends her on a downward spiral into
madness and suicide. Before this, however, she puts a hit on Camilla, which
leads to the foiled murder attempt that begins the film.

Camilla doesn't know about Selwyn's suicide when the car accident occurs.
Not remembering anything, even her name, she stumbles into a Hollywood
apartment, which is inhabited by Betty (Naomi Watts, who also plays Diane
Selwyn), an aspiring actress who, in a brilliant audition scene, proves that
she really can act. This is at the beginning of Mulholland Drive, the
"Fantasy" section. Not remembering her name, Camilla adopts "Rita," from a
Gilda poster featuring Rita Hayworth. Betty bears the likeness of Diane
Selwyn because Camilla is trying to remember Selwyn, and Betty is a
subconscious reminder of her. Triggered by this vague recognition and by a
waitress's name tag, Camilla ("Rita") finally remembers a name: Diane
Selwyn. She and Betty visit Selwyn's apartment and discover her body, dead
from the suicide that ends the film.

The second part of the Fantasy sequence is an unfolding dream revolving
around the director, Adam Kesher, who is forced by an odd, pinhead-lead,
Espresso-snob mob to cast none other than Camilla Rhodes as the lead actress
in his film. What is this? The manifestation of Camilla's subconscious
insecurity in her real-life relationship with Kesher? And even stranger,
Camilla is now played by Melissa George, who also makes an appearance in the
party scene of the "Waking Reality" section, kissing Camilla (as played by
Laura Harring). And when Kesher first sees Selwyn-lookalike Betty at the
audition, it is love at first sight, brilliantly punctuated by Connie
Francis's "Sixteen Reasons."

The rest of the "Fantasy" sequence is peppered with more of Camilla's
recollections in the form of truly fascinating dream sequences, which may
not have anything to do with the "narrative" of Mulholland Drive, but like
any good dream, we dwell on them and never want them to end. The highlight
of these scenes is set in Club Silencio, where we witness an odd
lip-synching ritual and an extraordinarily powerful Spanish acapella of Roy
Orbison's "Crying" by Rebekah del Rio. This is also where Lynch introduces
the blue box.

Camilla opening the blue box sends us spiraling forward into "Waking
Reality," in which everything seems to go haywire. David Lynch keeps us
off-course throughout the film by making it seem like it is told through the
eyes of Betty, Kesher, and Selwyn, when it is really half-inside the mind of
Camilla Rhodes the entire time. And if everything doesn't quite fit, it is
because Mulholland Drive never exists in a palpable reality. However,
through the film's own breed of logic, it all makes perfect sense.


numero 3
At the beginning of Mulholland Drive, Camilla Rhodes (Laura Harring) is held
at gunpoint and perhaps almost killed, before a car of screaming,
drag-racing teens slams into Rhodes's limo. Camilla, stumbling like a broken
doll, emerges from the accident an amnesiac. The first part of the film--the
"Fantasy" section--exists half in reality and half in Camilla's mind. The
second part, which begins after we enter the blue box in a trademark David
Lynch moment, is Camilla awakening from her amnesia (Waking Reality) and,
still partially dreaming, trying to put the pieces of the puzzle together.

In order to put the pieces together, it is important to begin at the end, in
the brilliant final act of Mulholland Drive, which is as strange as the
finale of 2001: A Space Odyssey, and just as successful. This act seems to
be told from the point-of-view of Diane Selwyn, but truly exists in Camilla
Rhodes's memory. The story is rather simple: lesbian lovers Selwyn and
Rhodes are being torn apart by Adam Kesher (Justin Theroux), a film director
who we see has become romantically involved with Rhodes. Diane Selwyn
becomes increasingly jealous, which sends her on a downward spiral into
madness and suicide. Before this, however, she puts a hit on Camilla, which
leads to the foiled murder attempt that begins the film.

Camilla doesn't know about Selwyn's suicide when the car accident occurs.
Not remembering anything, even her name, she stumbles into a Hollywood
apartment, which is inhabited by Betty (Naomi Watts, who also plays Diane
Selwyn), an aspiring actress who, in a brilliant audition scene, proves that
she really can act. This is at the beginning of Mulholland Drive, the
"Fantasy" section. Not remembering her name, Camilla adopts "Rita," from a
Gilda poster featuring Rita Hayworth. Betty bears the likeness of Diane
Selwyn because Camilla is trying to remember Selwyn, and Betty is a
subconscious reminder of her. Triggered by this vague recognition and by a
waitress's name tag, Camilla ("Rita") finally remembers a name: Diane
Selwyn. She and Betty visit Selwyn's apartment and discover her body, dead
from the suicide that ends the film.

The second part of the Fantasy sequence is an unfolding dream revolving
around the director, Adam Kesher, who is forced by an odd, pinhead-lead,
Espresso-snob mob to cast none other than Camilla Rhodes as the lead actress
in his film. What is this? The manifestation of Camilla's subconscious
insecurity in her real-life relationship with Kesher? And even stranger,
Camilla is now played by Melissa George, who also makes an appearance in the
party scene of the "Waking Reality" section, kissing Camilla (as played by
Laura Harring). And when Kesher first sees Selwyn-lookalike Betty at the
audition, it is love at first sight, brilliantly punctuated by Connie
Francis's "Sixteen Reasons."

The rest of the "Fantasy" sequence is peppered with more of Camilla's
recollections in the form of truly fascinating dream sequences, which may
not have anything to do with the "narrative" of Mulholland Drive, but like
any good dream, we dwell on them and never want them to end. The highlight
of these scenes is set in Club Silencio, where we witness an odd
lip-synching ritual and an extraordinarily powerful Spanish acapella of Roy
Orbison's "Crying" by Rebekah del Rio. This is also where Lynch introduces
the blue box.

Camilla opening the blue box sends us spiraling forward into "Waking
Reality," in which everything seems to go haywire. David Lynch keeps us
off-course throughout the film by making it seem like it is told through the
eyes of Betty, Kesher, and Selwyn, when it is really half-inside the mind of
Camilla Rhodes the entire time. And if everything doesn't quite fit, it is
because Mulholland Drive never exists in a palpable reality. However,
through the film's own breed of logic, it all makes perfect sense.



Linda scrive….

da un suo diario personale del 1988.
Ciao, oggi è giovedì 8, e io sono fisicamente a pezzi. Ho una bolla fra l’alluce e il medio del piede destro piena di pus! Ogni volta che appoggio il piede per terra sento la bolla che si schiaccia e il pus che si muove fra la pelle e la carne…che schifo!! Beh, fra poco capirai il perché della bolla, ti racconto tutto. Allora: lunedì non è successo niente, martedì nemmeno, mercoledì ho sentito una bruttissima notizia: il Michele F., un ragazzo di 18 anni di A. che io conoscevo appena, aveva fatto un incidente, ed ora era in fin di vita all’ospedale!! Mi è subito dispiaciuto. Ma non ci ho pensato + di tanto: alle 2 e mezza, accompagnata dal papà, sono andata in piscina. Entro in piscina, ma, porca sfiga, è chiusa fino a domenica!! “Questa non ci voleva” penso. Mi avvio verso il centro della città, compro qualcosina per tirarmi su, guardo le vetrine. Ad un certo punto incontro la Cristina e decidiamo di andare in giro assieme. Parliamo del + e del -, e il discorso cade sul Michele. Di lì a poco incontriamo un ragazzo di A. Fa:” saputo del Michele?” “ Sì, speriamo che si rimetta presto” “ Ma no: è già morto” “Cosa??” “ Sì, alle 2.” Continuiamo a parlare, ma io quasi non ci sento +. La notizia è stata terribile. Io mi sono sempre detta:” Bisogna continuare a correre, anche se qualcuno ci ha abbandonato e non è + con noi”, però stavolta mi è venuto da pensare:” Scendiamo alla prossima?” Cristina è bianca, mentre camminiamo verso la stazione: ha deciso di andare a casa, perché si sente male. E io peggio di lei, perché non so cosa fare per tirarla su. Mi lascia sola. Non so perché, ma sono triste e nervosa: la morte di un ragazzo quasi sconosciuto mi ha messo addosso una tristezza e una depressione oscena: forse perché mi ha fatto capire che la morte può colpire anche noi giovani, mentre una volta ero abituata che interessasse solo anziani e uomini adulti. O forse perché ho ricevuto direttamente la notizia. Boh! Vago come una cannata, non riesco a pensare ad altro che a quella morte. Mentre percorro via Italia, vedo l’Ennio, e davanti a lui c’è il Luca, circondato da 4 ragazze. Ne bacia una (si è sentito per tutta la via!!), e io mi sento ancora + male. Racconto ad Ennio tutto, con la gola strozzata. Mi guarda male, è abituato a vedermi allegra. Lasciandomi, mi dice “ Stammi bene.” Ha capito che sto male. Più avanti, incontro la Tampella e la Berti con le figlie. Mi vedono male, e devo raccontare tutto anche a loro. Mi viene male al cuore ad ogni parola. Poco dopo le lascio e gironzolo intorno: salgo al piano superiore dell’ Upim per guardare le cose della scuola (sempre divertenti). Vedo un tipo che ho conosciuto l’ultima volta in piscina e penso bene di salutarlo, se no mi prende per snob. Lui mi propone di andare in giro con lui, il suo amico e la sua amica. In strada, io sono giù perché vorrei stare sola, non con questi 2 rompiballe (la tipa se n’è andata). Tento di raccontare a Manuel tutto, ma lui mi ascolta con mezzo orecchio, non capisce niente e continua a ricordarmi la proposta fattami in piscina (se mi volevo mettere con lui). Io, dura, gli dico NO e poi No, ma lui non demorde. “Devo scollarmi da questo stressacazzo” penso. Guardo se c’è un autobus che mi porti vicina alla mia fermata, dico che la fermata è lontana, ma lui continua:” Ci possiamo rivedere? Quando?” Gli dico che mi aspetti in Regione lunedì alle 2 e mezza. Logico che non ci andrò. Sono disperata, stressata, vorrei sedermi, riposare e pensare ai cavoli miei, ma per ora il mio cervello è impegnato nel trovare un modo per scollarmi il tipo. "Ci sono!" Penso. Gli dico che vado in ufficio da mio papà. “Posso venire anch’io? Ti aspetto di sotto?” E io dico che mio papà lavora fino alle 6 circa, e poi mi porta a casa con lui. Lui allora:” Beh, ci vediamo lunedì alle 2 e mezza davanti alla Regione!” “Una bella merda!” penso io, salutandolo con la mano e infilando il 1° portone che mi capita a tiro. Dopo averlo scollato in modo così geniale, ero alle stelle, ma dopo mi è improvvisamente venuto in mente il Michele e tutte le altre cose: la piscina chiusa, il Luca e il Manuel…sigh! Avevo male ai piedi e la stazione era lontanuccia. Passo per Piazza Duomo: là stanno allestendo un palco per Ruggeri, Pino Daniele e i Pooh che suoneranno le prossime sere. C’è gente di qua e di là: operai che tirano cavi, coordinatori che indicano le posizioni per le luci, tecinici, gente che prova il light show, ecc. ecc. In mezzo alla confusione, vedo solo una persona: un tipo moro, magro, affascinante. Non faccio altro che guardarlo, ma lui “manco mi caga”: sta lavorando per 4, e in + ha gli occhiali scuri!!! Avrà anche 10 anni + di me, in +. Faccio ancora un giro, pensando che ho tutte le sfighe del mondo: mi innamoro di gente impossibile, i tipi + stressanti del mondo mi tampinano, ecc. Uffa! E in + il Michele, la Chriss, il Luca, l’Ennio, il tipo, i piedi che mi fanno male,…mi metto a piangere come una pazza, la gente mi guarda piano e male, vorrei gridare in faccia a tutti le cose successe, e perché sono disperata. Raggiungo la stazione e prendo la corriera insieme alla Sara, che è arrivata or ora. A casa mi ritorna l’allegria, perché in borsa trovo il Dolly, un rossetto, una cartolina stupenda: tutte cose comprate per farmi passare la tristezza. E di cui non mi ero accorta.
mulholland drive : le colline notturne del mondo dello spettacolo... gran film, l'ho visto in febbraio, seppur uscii dalla sala confuso e senza aver capito il fine / la fine, ne sono rimasto attratto... il film ha un pathos enorme, frammenti di pellicola che vanno e vengono... forse un senso c'è, ma non importa...

giovedì, novembre 21, 2002

ormai fine novembre...
mi è capitato di guardare "mulholland drive" di david lynch... mi è sembrato un puzzle di frammenti illogico... frammenti con un ordine d'ipotesi possibili... come dire... prima ti fa vedere delle cose... poi le scene che seguono, potrebbero essere il risultato di azioni diverse da quelle accadute in realtà... insomma, c'è un legame logico fra le varie parti... quello che sembra storto, è come si intreccia lo spazio ed il tempo...
qualcuno di voi l'ha visto? mi potete dare dei lumi in proposito?!?!


mercoledì, novembre 20, 2002

nuovo template / layout per questo blog (in fase di correzzioni: ce ne sono un po'....), che ne pensate ?

ho riletto una copia della mini #3 (ho ritrovato un paio di copie, se interessano, in ogni caso quel numero è tutto sul web): uhm... mumble mumble... la lettura mi ha dato qualche spunto a tornare sui miei passi... si dice che debba uscire un #5 (l'estratto di un anno di blog), ma sono parecchio indietro e svogliato... sarà che la forma attuale della mini (questa) mi piace, è pratica, però manca il gusto di girare le pagine e tenerla in tasca, cosa che ho appena rigustato sfogliando il #3. oltre a cercare di mettere insieme il quinto numero, c'è da rifare il sito coi numeri precedenti, pubblicando anche il #4. cerco di sfruttare questo periodo di cassa integarzione per queste attività. nel frattempo, sempre sul tema di tornare indietro: ho preso un paio di dischi di sano punkrock / rocknroll, un po' di energia allo stato puro... il secondo lp degli hard feelings e il sampler #2 della bad afro: punti esclamativi a ripetizione ! ho anche ricevuto un po' di promo che vedrò di recensire. il resto è quiete.

lunedì, novembre 18, 2002

weblogging: un nuovo media individuale ? questa è la domanda che mi pongo da un mesetto a questa parte... è un mezzo o meglio è un modo di scrivere notizie, parole, pensieri sul web diretto e facile (da fare) e come vedete sta prendendo piede... l'evoluzione è continua... la direttiva, secondo me, più importante è quella di essere un modo di fare informazione personale (che arriva dal basso, dalla gente), tagliando fuori i media classici, ormai palesemente bugiardi... certo l'autenticità di una notizia postata su un blog non è assicurata da nessuno se non da chi la postata e dall'eventuale fonte, ma in realtà tutto il world wide web è pura finzione (dove non è stato comprato dalle grandi corporate: per cui diventato autenticità del potere del denaro...). l'informazione dal basso: questo va fatto... indymedia, isole nella rete, megachip e altri sono alcuni esempi delle realtà più consolidate qui in italia, ma i weblog possono essere altri migliaia di punti di emissione di notizie che arrivano dalla gente, dalla realtà... i weblog personali sono carini, ma tutto lì, fini a se stessi... vogliamo sapere cosa accade attorno a noi !
c'è un articolo interessante a tal proposito, su media hactivism e proprio questo sito offre buoni spunti di informarzione dal basso...

giovedì, novembre 14, 2002

linda scrive :


"OGGETTO: REPORT DAL SOCIAL FORUM
DATE: 5/10 NOVEMBRE
SOGGETTO: LINDA
La sera del cinque arrivo a Firenze per l'incontro organizzativo degli SCRIBA volontari (coloro cioè che registreranno su carta lo svolgersi di seminari e laboratori al fine di pubblicare dei documenti); mi vengono assegnati un seminario sulle minoranze dell'est Europa, che si svolgerà alla fortezza, e un laboratorio di cui riesco solo a segnarmi il luogo, una casa del popolo in periferia, e l'ora. Presso la sede della ONG che ha organizzato l' "OPERAZIONE SCRIBA", trovo Sara,la ragazza che mi ospiterà, e il suo bambino. A casa, conosco suo marito marocchino; mi trovo subito bene con loro. Il giorno dopo sono libera e quindi io, Sara e il papà di Sara prendiamo il treno per Camp Darby a mezzogiorno; il viaggio è tranquillo e il papà di Sara viene intervistato in virtù della sua età....alla base NATO tutto va bene, a parte l'esiguità del corteo e il fastidio degli elicotteri che volano bassissimi. Notiamo con ironia che alcuni dei manifestanti hanno un casco in mano o attaccato ai pantaloni (danno così per scontato di dover ricevere delle manganellate??). Concludiamo la giornata in piazza del popolo dove ci sono stati diversi interventi ed ora suona un gruppo: c'è un macello di gente e spazzatura. Il giorno dopo giro alla fortezza: come stand c'è di tutto e in particolare mi soffermo sulla questione Kurdistan, presso le riviste Cannabis e A, m'interesso ad ecovillaggi, bioarchitettura, artigianato ecc. Peccato solo per il fumo di sigarette che appesantisce parecchio gli occhi. Alle 14 seguo un seminario sulla NATO con persone di diverse nazioni:con mio disappunto noto però che ci sono pochissime persone, una dell quali decisamente in fase R.E.M.. Poi prendo il bus e mi reco alla casa del popolo dove apprendo che il laboratorio che avrei dovuto seguire è cancellato per il semplice fatto che oltre a me e agli organizzatori non c'è nessuno. Comunque, si beve una birra insieme e un tipo mi fa una testa così con rivoluzione, classe operaia...scende la sera e torniamo tutti in centro. In piazza della Repubblica c'è uno spettacolo già iniziato di una compagnia locale, veramente bello e fantasioso...nel gazebo dell' ARCI di lì a poco un gruppo russo di teatro ri-mette in scena la rivoluzione d'ottobre, con attori che impersonano Stalin, Trotzkji e compagnia e si spiegano i loro punti di vista! Venerdì mattina sono alla fortezza e seguo la conferenza scrivendo quanto viene detto: si tratta di informazioni sulle minoranze in Russia. Il pomeriggio vado di nuovo in periferia e seguo un interessantissimo laboratorio con tanto di proiezioni di film e diapositive sugli ecovillaggi. In poche parole, si tratta di comuni dove si cerca di vivere in autarchia e sperimentare modo di vita alternativi. Un appunto sulle case del popolo: sono posti vivi, animati sai da vecchi che da giovani, e tutti sorridono e si interessano ai noglobal e a cosa viene fatto; sono orgogliosi di ospitarci. Per finire in bellezza, in piazza santo spirito c'è un concerto, e molta allegria, con vino, pane e olio o mortadella. Il giorno dopo, sabato, so che alle 12 c'è un concentramento vicino alla fortezza; Sara, che è già stata fuori, mi dice che la partenza della manifestazione verrà anticipata a causa dell'afflusso di gente. C'è stato un po' di casino a causa di alcuni francesi con brutte intenzioni, subito isolati però; accendiamo Popolare Network ma per poco però, perchè usciamo. Ci uniamo alla gente che cammina in via dello Statuto. Da lì in poi, è corteo, fino allo stadio; sì, sembra più una festa,una sfilata, che una manifestazione, ma meglio così! Peccato che al concerto non ci fosse nessuno che mi piacesse! Domenica mattina vado alla Stazione Leopolda. Stanno parlando dei sindacalisti francesi e così decido di guardare la mostra sulle immagini di guerra: le foto di Salgado sugli esodi, report da Genova, vignette sulla guerra (alcune, macabre e sconvolgenti, della prima guerra mondiale). Poi approfitto dell'entrata gratis agli Uffizi: il centro è strapieno di sbirraglia! Il lunedì la città ritorna ai suoi ritmi e sono rarissimi i no global con zaino e sacco a pelo. Va tutto bene, evviva i grandi ideali di cui si è discusso, certo che dopo ancora troppi di voi sono lì con il telefonino in una mano e la sigaretta nell'altra...si può fare di più! Inoltre, ho sentito dire una cosa che ho sempre pensato da un vecchio sotto una bandiera rossa e nera: è inutile stare tutti chiusi in un posto a parlare con i propri "simili"; andiamo fuori e diffondiamo informazioni ed idee!"

domenica, novembre 10, 2002

è novembre, fa freddo, ma la nebbia non si è ancora vista, è strano questo autunno ?
cosa dicevo su torino, qualche settimana fa ? la crisi ? la fine della fiat ? dimenticavo un fatto, non indifferente... buona parte dei miei amici / conoscenti che lavorano come dipendenti, sta vedendo la crisi davanti agli occhi: o con la cassa integrazione o con il rischio di licenziamento... insomma cambiare torino ha dei costi umani.
almeno per un po' resisteremo...

ho visto il film the virgin suicides / il giardino delle vergine suicide in videocassetta:
quando uscì il film mi interessai perchè la colonna sonora era suonata dagli air, sentii il disco e non mi piacque, così associai il gusto anche al film, invece guardando il lavoro della figlia di francis ford coppola, mi devo togliere il cappello... bella fotografia, la storia è apparentemente facile ma con sottigliezze intriganti, un paio di scene sono geniali e la colonna sonora spacca ! devo recuperare quel disco degli air...

colonna sonora della domenica:
dj shadow - the 6 day war
autechre - basscade (basscadoublemix)
notwist - consequence
negative pole - light warriors

giovedì, novembre 07, 2002



Saso




ne ho già parlato in altra sede, ma non mi stancherò mai di ribadire che Saso è il miglior gruppo europeo di postrock (e lo so che è una definizione stupida).
è appena uscito (sempre su melted snow) un EP intitolato My Brain Hurts (si, come il disco degli screeching weasel) che trovo assolutamente imperdibile. Fidatevi, ne vale assolutamente la pena. Ma già che ci siete non potrete fare a meno di acquistare Big Group Hug.
Come vedrete dai websites (fateci un giro, ne vale veramente la pena), tutto è curatissimo, dai suoni alle grafiche dei dischi.
Quanto vorrei vederli suonare da queste parti, prima o poi...
filesharing ? direi condivisione del sapere semmai... senza troppe paranoie su etica e diritti... il sapere è il patrimonio di tutti gli esseri umani, almeno così dovrebbe essere... tecnicamente, il filesharing è il permettere a determinati utenti l'accesso a determinati files e cartelle, cioè dare dei limiti... per cui la condivisione del sapere, il libero circolo non rientra molto nel filesharing... in rete si condivide parecchia musica e tante cazzate, invece di libri e simili c'è ben poco con libero accesso... conosco solo i wu ming, media hactivism e autistici che fanno questo...


"I went to a party last night. What sick things I saw. Makeout sessions and bicycle messengers, Punks and art school dropouts. I ran into this guy I knew But hadn't seen in years. We went into the neon kitchen and stole a couple beers. He said his girl had dumped him But there was another guy. He said that he still liked her. All I could say was, "Why, why, oh why, oh why, Why is it always like this? Either you're too mean, or you're too nice." He said, "I even cooked her breakfast." So we went into the living room. Someone was blasting Zeppelin. It sounded good. I felt ashamed. I knew every drum fill. Anyway, there she sat, Totally kissing this guy. They looked good, I mean like in love. Then I remembered my friend. He said, "How could you do this? You said that you needed your space. He's wearing the shirt that I gave you." Then she said, "Why, why, oh why, oh why, Why are you always like this? If I'm having fun then it's breaking your heart. Besides, you said I could have it." Then the cops showed up."
- Bad Scene, Everyone's Fault - jawbreaker - dear you -


il passato weekend è stato ricco di concerti, per me. ho visto i girls against boys, dopo 8 anni... capitò in un piccolo locale torinese all'epoca dell'album cruise yourself, è ricapitato in un grosso locale all'epoca dell'ultimo disco (in corso), you can't fight what you can't see... 8 anni fa fu davvero una magia, i pezzi di cruise yourself suonati dal vivo furono emozioni... oggi, hanno un suono potente e pulsante, ma tutto sommato un po' troppo uguale, anche i pezzi vecchi si sono omologati, nonostante questo continuano a piacermi (e trovo il criticatissimo album freak on ica uno dei migliori).
Il giorno dopo mi sono avventurato a milano, per il concerto di tarwater, barbara morgersten, robert lippock, hermann & kleine, manual, mrs john soda ed il dj set di thomas morr: praticamente l'80% della scena di nuova elettronica tedesca. per l'occasione la locazione è un locale trendy che in realà fa anche da aule di corsi di danza e da circolo ricreativo per anziani... incredibile ma vero... il salone per i concerti è suggestivo per il tipo di serata... essendo un locale trendy si conferma la regola che è gestito da cazzoni... con buttafuori in numero esagerato e senza cervello non in grado di gestire l'ingresso nonostante a chi entrasse fosse fornito un braccialetto riconoscitivo... se uscivi e dopo rientravi nelo locale non capivano più nulla su chi eri e chi erano loro... per uscire definitivamente dovevi anche pagare 2 euro in più oltre quanto pagato già all'ingresso (?).
la serata comincia prestissimo, con il locale pressoche vuoto e thomas morr (l'uomo della morr music) a mettere i dischi in sequenza, decisamente più interessante della set fatto al sonar festival... la parte hip hop in particolare è stata particolamermente gradevole per scaldare l'ambiente...
dopo di lui si accesa una mela con dietro un biondino di nome manual, personaggio danese (già visto anch'esso a sonar), suona pochi brani, i primi sono gradevoli, poi diventa una puppa... anche l'idm dopo un po' stufa e lui è bravo in questo...
barbara morgersten: un'idiota... ha fatto un set per me inutile di pop elettronico un po' lounge, lei si divertiva, io no...
dopo di lei arriva robert lippock col suo portatile ed inizia a suonare rumori di sottofondo, sembra quasi un'intro al set successivo, invece ad un certo punto fa partire le battute ed entusiasma quasi tutti i presenti, ma se ne va in fretta... il cambio palco è molto veloce: si accendono 2 mele (intesi come computer portatili di una certa marca e di un certo trend in ambito elettronico) e compaiono hermann & kleine, la meraviglia ultra nerd ! ho apprezzaato parecchio il loro album (our noise) e gioisco davvero a sentirli dal vivo, i migliori !
msssss john soda: l'unico set della serata basato su un'impostazione rock carini... ma un po' freddi... forse mi aspettavo di più...
chiudono la serata per benino i tarwater, il loro set è un ritorno per certi aspetti alla tradizione crauta della musica elettronica, i brani suonano meglio dal vivo che su disco, accompagnano il set da un video di vecchie immagini. non commento il pubblico milanese.