lunedì, maggio 23, 2005

la memoria. prima o poi riusciranno a rubarla, per ora resta il bene comune più grande. soprattutto per ricordare gli errori. 60 anni fa, la liberazione, la fine di una guerra; la memoria non ha funzionato così bene in questo periodo, questo è certo, ma siamo ancora in grado di ricordare.
personalmente ho provato parecchia emozione, a visitare la mostra "la lunga liberazione" nonostante non abbia vissuto neanche lontanamente quel periodo, quei drammi, quell'italia, quel mondo, però è qualcosa che fa parte di tutti noi, esseri umani. la lunga liberazione è una mostra fotografica che parla letteralmente degli sguardi della gente durante stata la lotta per liberare la penisola dal nazifascismo; fotografie vive. la memoria.
la mostra è ospitata a Torino al Museo Diffuso, luogo stabile di memoria sulle guerre e sui diritti civili, che ospita anche una sezione permanente in formato multimediale su come ha vissuto quel periodo, Torino, sotto la guerra, tra il 38 ed il 45. (a dire il vero, questa parte debbo ancora visitarla, a causa della forte affluenza di pubblico nel giorno in cui visitai il museo).

sabato, maggio 07, 2005

pronto ? uhm, si sente male... prontoooooo !?
abbiamo lasciato un po' sola la mini, ed ora quasi non risponde più.
ora cerchiamo di riprendere una posizione comoda sulla poltrona di comando e veniamo di sistemare, le cose; sembra ci sia parecchio materiale su cui scrivere, ma prima mettiamo a punto i macchinari.

mercoledì, marzo 23, 2005

...l'altro evento, in ottica del tutto personale, è stato il live di Biosphere, tipo norvegese con laptop (non di quelli etichettati: fanno finta di suonare nascosti dal monitor), che con il supporto di Egbert Mittelstadt, ha realizzato una performance intensa tra il suono in continua, ma lenta modifica e l'immagine di movimento (fluido). la parte visuale è stata curata da Egbert Mittelstadt, sulla base di immagini di movimento, trasformate in azioni ferme ed il suo contrario. L'integrazione tra i due aspetti è stata decisamente positiva, in particolar modo per quanto fatto Egbert, artista che non conoscevo per nulla, cercherò di seguirlo in futuro.

visto che ci siamo, segnaliamo, due iniziative nostrane:
IN/OFF CAMERA 05: rassegna di proiezioni cinematografiche con commenti sonori dal vivo, presso il Cafe Liber a Torino
CASSETA ACUSTICA: Canzoni in forma di raccontoRacconti in forma di canzoneRacconti in forma di visione, presso Casseta Popular, a Gruglaisco (alle porte di Torino)

venerdì, marzo 18, 2005

nel giro di poche settimane, ho avuto la possibilità di assistere ad un paio di eventi musicali che attendevo, da parecchio tempo: la reunion degli MC5 sotto la sigla DKT/MC5, ad indicare le iniziali dei cognomi dei restanti (in vita) membri della seminale formazione di Detroit, che a fine anni 60 fece la propria esplosione ed anche quella di un certo modo di intendere e far musica. E' da circa un'anno che hanno ripreso a suonare assieme, con il supporto di una serie di ospiti per le parti vocali e di seconda chitarra; ovviamente non hanno prodotto nulla di nuovo a livello di brani, in questo periodo: vivono sulla loro storia, scritta 35 anni fa, ed a parlarci assieme, non hanno molta voglia di parlare di passato, preferiscono che sia il concerto a parlare... semmai sono interessati a parlare di altro, ad esempio di Detroit, che sembra proprio avere una storia comune con Torino, fatta di fabbriche, che inglobano e poi sputano fuori milioni di persone, creando un terreno non facile in cui vivere/crescere... così sono i Motor City 5. Sul palco, cambiano pelle, rimangono soltanto le facce vissute ed i capelli bianchi, ma l'energia è quella di un tempo: il suono metallico, potente e quasi perfetto nell'esecuzione. ospitano, in alcuni brani, un certo Gilby Clarke, un cert'altro Hansome Dick Manitoba (nel momento in cui sale sul placo, si presenta così: "You can call me Handsome...you can call me Dick..but mostly you can call me Animal..." e lì attaccano proprio il brano Animal), un uomo che fa paura, per come gestisce il palco ed il pubblico (prima del concerto, era parecchio quieto e gentile...) ! la torta (leccornia) del concerto è stata completata da altri 2 particolari: la terza ospite, Lisa Kekaula, cantante con C maiuscola e soprattutto ottima interprete dell'anima MC5 (lo si può notare, anche quando canta col suo gruppo: i Bellrays)... e la neve, che durante il concerto è iniziata a scendere sulla città…. Ma questo è un fattore personale… l’altro evento è stato il concerto dio Biosphere, ma ne riparliamo la prossima volta…

mercoledì, marzo 02, 2005

come comunicate ?

è un dato soggettivo, quello che riporto:
scrivere una lettera ad un amico/a è un'azione che ormai sta scomparendo, sostituita dall'e mail; anche le parole pian piano vengono sostituite da abbreviazioni, neologismi (che riassumono concetti in poche lettere)... ma soprattutto, la comunicazione è diventata scarna: poche parole, immediate e veloci, come quelle di un agenda di appuntamenti: ore 14, appuntamento con xyz in piazza dante /// tutto bene ? hai comprato il cd ? qui tutto bene, ciao.
la comunicazione è frenetica, immediata, come un messaggio del telefono cellulare.
ci stiamo perdendo qualcosa, mi chiedo ? la "conversazione" a due, per iscritto, funziona ancora ?
va detto che la comunicazione non si è interrotta, anzi... fanno esempio i blog: uno che scrive per/verso gli altri; in questo caso la comunicazione è fluente, proprio perchè vicina al concetto di diario e/o della notizia.
sono perplesso, invece sulle comunicazioni tra due individui: ci sono ? è solo un mio punto di vista (quello di sopra) ?

mercoledì, febbraio 23, 2005

entriamo ufficialmente nel 2005, con il nuovo calendario.
a dire il vero, avevamo tanti propositi, ma per ora li abbiamo mssi da parte: ci sono altre urgenze, personali, rispetto alla mini fanzine.
per cui, iniziamo a segnare sul calendario appuntamenti, viaggi, idee, ipotesi; la realtà verrà giorno per giorno...

giovedì, febbraio 10, 2005

manca un'anno.
la città, torino, è un cantiere, il traffico vola a mille, il cielo è realmente grigio, l'area è irrespirabile, ma si fa la faccia bella, nonostante tutto sia davvero grigio.
iniziano a comparire massiciamente le mascotte dell'olimpiade, quei sorrisi, sono dei ghigni.

martedì, febbraio 08, 2005

quasi per caso.

il cinema al mattino, un'usanza, non di mia abitudine, e non solo: nel passato, le sale ospitavano i mattinieri studenti, da un po' di anni (parecchi...), il primo speccatolo inizia alle 15,30... per cui alzarsi presto al mattino per essere al cinema alle 10,30 è qualcosa di anomalo, al botteghino / cassa, avresti voglia di chiedere un cappuccino e una brioche, non 2 biglietti per la nina santa. dopo che ti sei svegliato, in quel di udine, con il sole pallido dei primi di gennaio, ti rendi conto dell'anomalia: andare al cinema di mattina in una ex scuola trasformata in cine / centro culturale con annesso bookstore (ben fornito di libri di arte, cine, storia), con 4 sale di proiezione... insomma un bel posto dove guardare un film, tutto l'opposto delle 11 sale con poltrona formula 1, porta pop corn e 30 minuti di spots prima che compaia sullo schermo: "Polipo Productions presenta....". In anteprima, questa mattinata offre il film di lucrecia martel, girato in argentima, più precisamente in un albergo, un'ambiente chiuso ed aperto al tempo stesso, lì crescono due adolescenti in mezzo ad una cultura cattolica forte (chiuso) ed alle tentazioni della vita da scoprire, che in questo caso possono essere anche violente (aperto).
uscendo dalla sala, noto che l'altra protezione della mattinata era melinda melinda: oh! un altro film di woddy allen: uhm...
un paio di settimane dopo, andando al cine per vedere ferro 3, scopri che quella sera in quell'orario il suddetto film non è in programmazione, così mancando pochi minuti, decidi di curiosare cosa offre l'altra sala del cine, che caso: melinda melinda... ha un suo stile da sempre, difficilmente fa un film che non mi piace, semmai ne ha fatti alcuni che mi hanno annoiato. il caso, questa volta è stato positivo: melinda, due donne dallo stesso nome in storie quasi opposte, orchestrate dall'immaginazione di due scrittori (alter ego di w. allen ?), è la vicenda dell'umano vivere, secondo la visione di questo piccolo newyorkese.

lunedì, gennaio 17, 2005

11 novembre 1975
nei corridoi, caldi ed ampii, colorati con vernice lucida, vedevo spesso, questi cartelli, bianchi, con scritta rossa: vietato fumare ...legge n.584 dell'11 novembre 1975. l'ospedale era davvero uno dei pochi luoghi pubblici dove non si fumava (o per lo meno di rado vedevi qualcuno, per lo meno lo faceva vicino a finestre o nei cortili interni); assieme a quel cartello, a volte ne trovavi qualcuno sul tema del cancro ai polmoni: il più delle volte, erano delle vignette ad illustrare i danni del fumo al nostro organismo. era un'altra epoca. ora nel regno del regime, quella legge e le successive vengono rispettate: hanno fatto notizia, clamore, sensazione, ed allora la gente se n'è accorge, ne discute, proclama di appellarsi, ma per lo meno, nei locali pubblici, la gente non fuma più, esce fuori, in strada. c'è voluto un bel po' di sensazionalismo, per dare un certo (falso) senso civico ai compaesani su come comportarsi. mi fanno notare, (ultimamente seguo poco gli avvenimenti del mondo) che
dietro a queste leggi da prima pagina (tipo meno tasse per totti), passano una serie di leggi che fanno tutto il contrario del bene comune / civico, aumentando tassine e spese o togliendo diritti.

venerdì, dicembre 31, 2004

e si gira pagina, anno. il punto a capo, insomma. per la mini vorrà dire, un nuovo calendario (a breve) realizzato dal nostro grafico/amico/fotografo gentleman e tra non troppo tempo, il numero 6 della fanzine (sul quale sto lavorandoci su, giusto ora) che sarà uno sguardo riflessivo sul passato di questo intero progetto "fanzinaro", conterrà interventi esteni dedicati a stefano giaccone, winston smith, inguine, soft pink truth.
trovo che il titolo di una canzone dei negazione, possa essere la migliore definizione per il numero che verrà (ed anche per me stesso...): lo spirito continua.
niente best of o playlist per chiudere l'anno, guardiamo avanti concretamente.

mercoledì, dicembre 22, 2004

riceviamo & pubblichiamo

finalmente on line il nuovo numero di post? [www.post-itrock.com]

un numero sudato e uscito in ritardo rispetto alle solite scandenze, ma molto
variegato nei dischi che abbiamo deciso di ospitare in questa copertina.
Generi molto differenti tra loro e alcuni, un po' distanti dal termine
"post-rock" con ci siamo abituati a definire certe sonorità, infatti con gli
Inferno raggiungiamo confini vicini al grind e insieme con i Nativist, vi
regaliamo una doppia intervista. Con il primo disco sulla lunga distanza dei
Deep End e con il secondo disco dei Franklin Delano (che vi presentiamo in
anteprima), ritorniamo con i piedi su territori più conosciuti ai lettori di
post?, e anche per loro abbiamo fatto un paio di interviste.
Illachime Quartet è stata una sorpresa un po' per tutti, che incidono un disco
davvero molto interessante e che sicuramente le riviste specializzate
snobberanno come sempre...
E' una sorpresa anche la neonata Seahorse rec di Napoli che ci regala una
doppia uscita: i Blessed Child Opera e Moopo. Marco Iacampo aka Good Morning
Boy, è invece una gran conferma per il circuito indie italiano, che rafforza la
teoria che anche per quanto riguarda sonorità più pop, siamo capaci di sfornare
dei piccoli capolavori.
Sfogliatevi con calma queste 13 pagine dense di materiale, a partire dallo
speciale sulla Bowindo rec (etichetta di bologna legata a sonorità più
contemporanee), per passare poi alla Smallvoices e alla Psycotica, intervallati
da numerose presentazioni di dischi più o meno noti.
Ricordo per l'ennesima volta che il materiale che non trovate pubblicato su
queste pagine sarà presentato nel prossimo numero, e se non lo trovate neanche
lì, vuol dire che ci ha toccati fino al cuore...
quale miglior regalo da trovare sotto il triste albero di natale, se non il
nuovo numero di post? ;)

buona lettura.

martedì, dicembre 21, 2004

Abbandonata all'altare con un sms. E' accaduto in Malesia, la vittima ha 23 anni e si chiama Norlida Rahman (nella foto), 'scaricata' dal futuro marito quando aveva già indosso l'abito da sposa. Lui, un giocatore di football, con un messaggio inviato al cellulare le ha comunicato che non l'avrebbe raggiunta in chiesa. Ma la sposa non s'è persa d'animo, e insieme ai suoi mille invitati ha comunque partecipato alla festa di nozze.