martedì, gennaio 18, 2005

Una moltitudine di crestati-borchiati-pellati affolla il Magazzino 47 di Brescia, sabato sera. Io, esteticamente fuori tono, temo di essere scambiato per uno della DIGOS. Non succede, bene così. Moltitudine crestata, dicevo; impossibile non pensarci: forse un concerto dei Kina negli Ottanta era così. Ma stasera i punk sono soprattutto qui per i Vice Squad, e siamo in pochi a goderci i Frontiera. Fa niente. Fa niente anche che nel tendone del Mag47 più che ascoltarle le canzoni si intuiscano, perchè quello che si deve capire si capisce. Che se anche assomigliano ai Kina, e non potrebbe essere altrimenti, non c’è traccia di nostalgia a buon mercato, ma neppure di stanca ripetitività, come una specie di Rolling Stones hardcore (chi ha detto Bad Religion?!?). Che ce ne sono ancora di cose da dire, basta trovare la voglia e le parole, come quei bluesman del Delta la cui musica non invecchia mai. E che, sarà l’abbassamento dell’età media, c’è un tiro esagerato e una ruvidezza che, pur fra mille sfumature, richiama più “Irreale realtà” che non “Parlami ancora”. Un po’ mi fa ripensare alla parabola artistica dei Seein’ Red, dagli esordi quasi melodici agli estremismi quasi-Larm delle ultime cose, a chiudere il cerchio (che tuttavia, essendo composto da infiniti punti, no ha inizio né fine).
Una frontiera è superata, l’altra...è a mezzo serbatoio da qui.
E i Vice Squad? Li annunciavano come motorheadiani, ma appena attaccano si rivelano per quello che in realtà sono: power metal. I crestati, comunque, paiono gradire. “Sembrano gli W.AS.P.”, suggerisce qualcuno che ne sa. Grandi.

Nessun commento: