martedì, dicembre 07, 2004

Ancora il Morya, ancora un venerdì sera. Stavolta Lalli, un’altro frammento dei Franti. Solo la sua voce e, talvolta, quella di Pietro Salizzoni, che la accompagna alla chitarra (bravissimo, tra l’altro). Ancora tanta storia, quindi, tanto vissuto, forse il lato più musicale e allo stesso tempo più introspettivo dei Franti (ma senza scordare tutto quello che c’è stato fra allora ed oggi).
Qui, rispetto al concerto di Stef Giaccone, la Storia scorre più sotterranea, ma non meno presente, nei ricordi...di seconda mano della Resistenza (Brigata partigiana Alphaville) e in quelli, più diretti, del golpe argentino (Aria di Buenos Aires). Ma tutto è rivissuto dall’interprete, fatto proprio e trasmesso, “contemporaneizzato”. Senza retorica, ma con la poesia che aiuta chi ascolta a condividere, a far proprio.
“...il giovedì pomeriggio in questa Piazza di Maggio, tutte qui, mezze a Torino e mezze a Buenos Aires. Come per magia eccole uscire dai corsi immensi, scivolate fin qui come nebbia in dicembre...”
Come la città piemontese si stempera nella capitale argentina, così l’ieri diventa, senza soluzione di continuità, l’oggi.

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