domenica, ottobre 31, 2004

Einsturzende Neubauten dal vivo al teatro Valli di Reggio Emilia, nell’ambito della rassegna “Memoria degli uomini | Memoria delle macchine”.
Non è più il tempo di flessibili e martelli pneumatici, tutto si è fatto più presentabile (tanto che la proposta dei tedeschi non stona più di tanto con il barocco teatro reggiano). E se non fanno più impressione i clangori e le esplosioni industriali, l’attenzione si sposta su rumori più isoliti e soffusi, dalla tela che si strappa, all’aria soffiata in tubi metallici, a xilofoni rotanti costruiti con dischi simili a seghe circolari. Come a sottolineare che ogni oggetto ha un suo suono; infiniti, anzi, a seconda di con cosa, di come, lo si percuote, lo si trascina, lo si...soffia. Con un ostinato ricorso alla manualità, si evidenzia, quasi con ostinazione, come tutto sia reale, tangibile (questo è certamente il valore aggiunto, rispetto ai dischi), lasciando l’elettronica volutamente ai margini.
A fronte di una proposta musicale che ormai ha poco da dire, è questa tendenza involontariamente antimoderna il tratto ora più interessante del gruppo.

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