venerdì, marzo 28, 2003

Oggi mi è capitato fra le mani Ultima Guerra (Nautilus, 1994), un bel caso. O forse no; probabilmente, negli scorsi mesi, gli occhi gli sono passati sopra senza fermarsi mille volte, ma in questi giorni è ovviamente diverso.
Nel rileggerlo, storia di una guerra totale in un imprecisato futuro, non sono le analogie con l’oggi, ovvie per un libro scritto con gli occhi nel sangue degli uccisi e dei feriti di queste ultime guerre di Bosnia Somalia Gaza, ma le cose che, in meno di dieci anni (molto meno, se si pensa che qui si parla di un futuro), sono irrimediabilmente invecchiate.

L’idea è quella di produrre un piccolo quantitativo di stronzio 90 da inviare ad un grande quotidiano in una provetta.
lo scopo è di operare una pressante minaccia contro le nazioni unite per chiedere l’immediato cessate il fuoco, la liberazione di tutti i prigionieri e l’abbandono di ogni attività ostile nei confronti delle aree di autoaggregazione riunite formalmente sotto la sigla del fronte di liberazione totale o meno.


Curioso, al giorno d’oggi, per molto meno, la guerra la si inizia.

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