giovedì, gennaio 02, 2003

È strano come talvolta le cose assumano improvvisamente senso nel combinarsi delle circostanze. Così, dopo un pomeriggio di studio passato coi blues struggenti di Bessie Smith, metti il naso fuori e c’è già quasi buio, è scesa la nebbia e l’odore dell’umidità ti penetra nelle narici e fino al cervello. E, di blues in blues, un disco che non hai mai particolarmente amato come Negarville trova la sua dimensione, col digipack coi campi lunghi in bianco e nero sfocato e l’umidità che fa ammuffire i vetri e i giorni notturni ; e non sorprende che, fra i tanti titoli di cui non avevi memoria, ci sia “le porte dell’inverno”. E da New Orleans ti ritrovi nella Pianura e Negarville è, forse, il primo paese sulla strada bassa che porta al capoluogo. Strani gli inverni, nella campagna padana.

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