giovedì, dicembre 19, 2002

realizzo di essere davvero in anticipo.
cavolo.
frugo nella borsa e tocco le pagine dei fumetti che ho appena comprato e del libro.
mi siedo svogliatamente contro un pilone fresco e inizio a leggere.
guardo continuamente l'orologio grande sulla parete per capire se devo prepararmi a stare attenta a vedere andre spuntare da dietro le porte a vetri
naturalmente perdo solo un sacco di tempo avendo un'ora e mezza abbondante di margine
e mi convinco che non e'il caso di distrarsi cosi'.
mi do'un limite di mezz'ora per ogni controllo.
quando rialzo lo sguardo sono circa le undici e un quarto.
lo so benissimo anche senza mettere a fuoco le lancette perche'un attimo prima mi e'caduto lo sguardo sul mio orologio di cui pero'non mi posso fidare
perche'so che e'in anticipo come me
cosi'mi perdo in uno sguardo generale della grande parete di ingresso
e vedo che lungo lo spigolo tra lei e il muro c'e'una cosa brillante che galleggia.
un palloncino rosa a forma di coniglio col filo mozzato
probabilmente perduto da qualche bambino in partenza
che ha pianto tutte le sue lacrime chiedendo ai
genitori di recuperarlo ma e'stato titrato via con la spiegazione che
"e'troppo in alto,dobbiamo andare".
mi e'sembrata una visione carica di una malinconia fortissima.
molte volte da piccola ho liberato i miei pallocini
per lasciarli volare prima che si sgonfiassero definitivamente
e li ho guardati scomparire dietro le case
ma cosi'mai.
credo sia davvero triste.
nessun bambino lascerebbe il proprio coniglio gonfiabile libero all'interno della biglietteria di una stazione.
nessuno sarebbe cosi'crudele da non dargli la possibilita'di volare via se lo vuole abbandonare.
quindi era di sicuro scappato da solo dalla presa
o dalla maniglia di un passeggino.
e il bambino?
probabilmente si e'chiesto perche'nessuno si fosse deciso a prendere una lunghissima scala ed andare a recuperarlo.
forse ha cercato di allungare la mano o di saltarefino a toccarlo
e poi e'stato trascinato via con la promessa di averne presto uno nuovo
in lacrime
dimenticandosene un attimo dopo
per mano con la madre.
sono i momenti che ci devono essere stati tra quando e'sfuggito e quando e'stato dimenticato quelli che mi attirano di piu'.
i momenti in cui
quando la vista non puo'piu'aiutare e l'immagine
inizia ad essere filtrata dal ricordo
e le distanze
le altezze
si accorciano
le braccia si allungano
quando si sente l'impulso irrefrenabile di tornare indietro per potersi spingere sulle punte un po'di piu'e afferrare il filo
quando la concentrazione e'cosi'forte che basta un secondo di distrazione per far crollare tutto e archiviare l'immagine tra i ricordi confusi.
e mentre pensavo questo
cosa che sara'durata all'incirca pochi secondi
continuavo a fissare quel coniglio che probabilmente
tra soli due giorni neanche ci sara'piu'.
cadra'sgonfio magari una mattina presto prima che arrivi troppa gente
nel momento in cui i pendolari iniziano a partire
o ad arrivare
e verra'spazzato via impietosamente da un uomo
stanco.

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