sabato, ottobre 19, 2002


scriveva Fabio: "fin qui, tutto bene. Solo che il problema non è tanto la caduta, ma l'atterraggio."... ho ritrovato questa frase l'altra sera, è il concetto chiave su cui, almeno esteriormente, ruota "l'odio", "la haine", film di Mathieu Kassowitz datato 1995... mi è capitato tra le mani proprio l'altra sera... "said baise la police"... bello, veramente bello come film... poca retorica, low budget (non ci sono effettacci, attori hollywoodiani e neanche scenografie miliardarie), mostra che a volte, sei costretto a prendere in mano la situazione anche se i metodi, potrebbero non andare d'accordo con i tuoi ideali perchè la realtà che ti si ricama intorno a volte, ti coglie di sorpresa... e gli ideali non contano più nulla... appunto, il problema è l'atterraggio... cioè, quando devi affrontare l'inevitabile.

un film che di sicuro ha lasciato un profondo segno dentro me è "i racconti del cuscino", di Peter Greenaway datato 1996...
secondo me il Greenaway è un geniaccio dell'immagine... ha saputo creare una storia complicatissima nell'intreccio, ma allo stesso tempo comprensibile... la fotografia è straordinaria: ogni frame potrebbe essere stampato e raccontare qualcosa anche così, da solo.
i tempi si dilatano, le due ore di durata, sembrano in realtà quattro ore...
alla fine ti rendi conto che sei stato bombardato su dialettiche perverse tipo: odio & vita, amore & morte; tutto s'inverte e si disloca tra gli eventi... per raccontare tutto ciò Greenaway, usa la calligrafia... essa diventa perversa sensualità, diventa incontro con Dio... "e se Dio era soddisfatto della sua creazione, la firmava col suo nome"... la calligrafia esercita su di me un fascino straordinario, il film mostra corpi ricoperti da frasi, trattati come fossero libri... ed in effetti, nella storia narrata, la protagonista non manda dei manoscritti al suo editore, ma persone ricoperte di ideogrammi (il film è ambientato in Cina ed in Giappone), con un titolo (i titoli che ella marchia sulla pelle delle sue "vittime", sono fondamentali e torvano riscontro nella realtà... essendo libri di carne), e con la sua firma.
"i racconti del cuscino" è il massimo della poesia, sia nei contenuti sia negli aspetti formali: fotografia straordinaria, montaggio complicatissimo... in alcuni frame, vengono montate insieme più immagini (mai gratuitamente, comunque rispettano un aspetto funzionale), e sembra diventare una composizione di poesia visiva...
che altro dire... se vi capita guardatevelo... non troverete risposte... soltanto sensazioni.

altro film: "crash" di David Cronenberg, tratto dall'omonimo romanzo di James G. Ballard del 1973... ricchissimo di spunti sulla modernità... ha influenzato un sacco di gente che opera nell'odierno paesaggio dell'arte...
il film racconta di persone che sperimentano l'incidente stradale, coniugandolo col sesso, alla ricerca di emozioni stordenti... del resto uno dei protagonisti, Vaughan, cita: "la possibilità di un felice incontro sessuale tra il corpo umano e l'automobile".
lo stesso protagonista che inscena incidenti storici (illegalmente, davanti ad una piccola platea), tipo quello di James Dean con la sua Porche maledetta... i personaggi, si divertono a ricostruire l'incidente nella sua dinamica ed a riviverlo sulla propria pelle... mentre ciò accade, mentre sfreccia con la porsche contro il camioncino, egli narra alla platea le sue sensazioni e quelle di James... poi l'impatto... e dopo, qualche cicatrice in più sul corpo.
fondamentali le cicatrici... infatti, quando un'altro dei protagonisti, Ballard (che entrerà in contatto con la realtà dell'incidente, solo dopo averne subito uno terribile), chiede a Vaughan che senso abbia inscenare incidenti veri e poi fotografarne i risultati, l'uomo risponderà: "è una cosa nella quale siamo tutti intimamente coinvolti: il rimodellamento del corpo umano da parte della tecnologia".

ho finito...


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