venerdì, febbraio 01, 2002

parolevanno e vengono, assumono varie forme, nuovi significati... un odore che preme nelle narici, allungando le mani, in modo da sottrarre aria pulsante ad uno spazio misurato mai relativo.
procedere in una via, cambiando direzione di continuo, senza aspettarsi un segnale, andare oltre oltre oltre. e chiedersi dopo: "che ci faccio qui?". strade sconosciute, facce nuove, stati emotivi fuori controllo. senso del vuoto:"

".silenzi assordanti. buio che sanguina luce. parole non dette. spazi riempiti da altri spazi ricolmi di nulla. fruscii. è come ascoltare un foglio che piano viene strappato... una strisciolina di carta, due striscioline di carta, tre str... un insieme di striscioline di carta.
contorni indefiniti, frammenti di un unico pezzo, lingue delle stessa madre, equazioni senza incognite.
un fantoccio nell'angolo, sempre sorridente, pensa allo sguardo pensieroso del cassetto lì vicino, rimasto mezzo aperto... ricambia lo sguardo... nessun dinamismo, resta sempre pensieroso... forse suo padre era un bugiardo. ed ora lui ricorda. e dagli spigoli piovono sogni mai conclusi... svegliarsi nel mezzo della notte col sorriso sulle labbra; quando quelle stesse labbra hanno pronunciato frasi senza sorriso.
ora osserva la parete, l'intonaco poroso, la muffa verso gli spigoli, le ragnatele verso gli angoli... tutto così logico.
le etichette appese al muro, ormai ingiallite, i manifestini dei concerti del '96, arricciati ai bordi e dall'aria stanca... il tempo sbiadisce le idee che ora sembrano afflosciate... lo scheletro si è putrefatto prima della carne... lo sento ridere e prendersi gioco di tutti, ora lui è libero, perciò può permetterselo.

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